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Le elezioni nella Federazione Russa del prossimo mese, 17-19 settembre 2021, hanno già
innescato una serie di polemiche da parte di istituzioni occidentali (OSCE / ODHIR /
Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa / Ufficio per le Istituzioni
Democratiche e i Diritti Umani), come se non ci fossero abbastanza argomenti su cui concentrare
la loro attenzione, a cominciare dai loro fallimenti. Ma la Russia ed il suo Presidente sono il chiodo fisso della parte peggiore di un Occidente, una volta cristiano, ossessionato dalla capacità economica, dal progresso tecnologico e dal bagaglio valoriale e spirituale che la Federazione Russa oggi rappresenta nel mondo. E così, neanche a dirlo, accade che l’OSCE/ODHIR vorrebbero imporre, come “Osservatori” alle elezioni russe, i soli membri di questi organismi, ignorando o mettendo da parte tutti gli altri, i quali in occasione di ogni elezione vengono inviati dai vari governi. Contestano, addirittura, un articolo della Costituzione Russa che “non permette alle persone con doppia cittadinanza di essere elette deputati”, pur sapendo che le “osservazioni” vengono fatte secondo le norme vigenti nel Paese “osservato”.
È evidente che sono scuse strumentali per tirarsi fuori e per poi unirsi alla stonata orchestra
mediatica anti-russa, non legittimata a dare lezioni di democrazia a nessuno.
E’ bene sapere che l’OSCE dovrebbe essere “strumento fondamentale per il preallarme, la
prevenzione dei conflitti, la gestione delle crisi e la ricostruzione successiva ai conflitti nella
regione”. Mi chiedo dove mai fosse questa schiera di burocrati, con fuoristrada bianchi nuovi di zecca, con elmetti e giubbotti antiproiettile, ben pagati, che non disdegna alloggi di lusso, quando venivano bombardati l’Iraq, la Siria e la Libia, quando l’ISIS sgozzava gli “infedeli occidentali”, bruciava chiese e sterminava i cristiani; se abbiano mai indagato su chi li abbia creati, armati ed addestrati per seminare morte e terrore. Non mi risulta che abbiano mai “prevenuto” un solo conflitto, condotto una seria indagine o una seria “osservazione” su chi ha “democraticamente” bombardato questi Paesi in spregio ai diritti umani ed a quelli internazionali.
Ma, in merito alle oscene proposte dell’OSCE (scusate l’intreccio dei termini), Mosca ha rispedito
al mittente queste provocazioni e la faziosità delle loro richieste, che sono un vero e proprio
tentativo di ricatto, facendo notare come alle elezioni russe parteciperà un numero di osservatori
10 volte superiore a quello delle ultime elezioni presidenziali negli Stati Uniti, pur avendo
quest’ultimo Paese un numero di elettori una volta e mezza superiore a quelli russi.
Inoltre, il Governo di Mosca, come sempre, ha dato la disponibilità ad accogliere gli ispettori di tutto il mondo in veste di osservatori ed ha predisposto per tutti una serie di misure di massima
sicurezza sanitaria oltre ad un’ottima accoglienza, con la possibilità di svolgere il loro compito nella
massima libertà. I pregiudizi anti-russi di Europa e USA danneggiano, in particolar modo, il nostro Paese alla luce degli ottimi rapporti economici e commerciali, oltre che di storica amicizia, che intercorrono tra Italia e Russia. Ciò è inoltre gravato da sanzioni verso la Federazione Russa, che i nostri governi, di tutti i colori politici e a sovranità limitata, hanno sempre firmato e rinnovato, in ossequio al vassallaggio verso l’Unione Europea e gli Stati Uniti senza salvaguardare i nostri interessi e quelli del popolo italiano.

Vittorio Gigliotti
Presidente dell’associazione “Cantiere Laboratorio”
Membro dell’ “Osservatorio sulle Comunità Cristiane in Medio Oriente