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Non un semplice laboratorio di idee. La struttura che prende forma e vita nel perimetro di Immolad, società immobiliare della famiglia Ladisa sarà una vera e propria «entrepreneur’s house», un luogo dove le idee ed i progetti prenderanno forme concrete, per diventare imprese attive sul territorio italiano.

«Ma non chiamatele start up, ci dice Simona Ladisa, amministratore delegato del Gruppo Finlad, mostrandoci in anteprima, con una punta di orgoglio la pianta del progetto dove si sta realizzando Be Montor, questo nuovo incubatore di idee che sarà pronto entro fine mese. Le nuove aziende hanno una altissima percentuale di fallimento. In alcuni casi anche il 90, ci dice, noi qui invece accompagneremo le idee di impresa a tutto tondo, perché possano diventare da progetto a realtà e diventare spazi di crescita concreta per il territorio».   

Be Mentor sarà uno spazio unico nel suo genere in tutto il Mezzogiorno, tanto da entrare a pieno titolo come esempio virtuoso di business. Un acceleratore, lo spazio che può dare lo sprint giusto alle aziende. Ci sarà chi accompagnerà l’aspirante imprenditore a stendere e verificare il piano d’affari, chi verificherà la fattibilità finanziaria e chi (nel caso ce ne fosse bisogno) cercherà fondi specifici a livello europeo o locale con risorse e modalità che possano facilitare la partenza, senza trascurare la consulenza e gli spazi per la formazione necessaria ed una “Academy” a disposizione.

«Da Be Mentor – continua Simona Ladisa – sia un giovane imprenditore, sia chi vuole far evolvere il proprio core business devono sapere che hanno uno spazio dove ci sono risorse umane e strutturali a disposizione senza spostarsi emigrando a Milano. La sala formativa e l’Academy serviranno proprio a questo: a supportare il cambiamento indispensabile oggi per qualsiasi impresa che voglia reggere nel mercato».

La filosofia che alimenta questo progetto è ben più ampia di un semplice punto servizi alle imprese.Negli spazi che stanno prendendo forma ci saranno consulenti specifici per ogni necessità imprenditoriale: dall’amministrativo, al finanziario, senza escludere la formazione, la selezione del personale, il confronto con altre realtà del territorio con le quali magari decidere di fare rete, sale riunioni e per il coworking. Sarà un luogo di partenza che si propone anche nel tempo come punto di incrocio per le necessità imprenditoriali e da dove partire alla velocità della luce. Per uno sviluppo locale che si sa aprire anche all’estero.

Quello che spesso serve alle imprese e che in realtà sul territorio ancora non c’è in un’unica struttura, ma in maniera parziale e frastagliata, con il risultato che l’imprenditore e la sua idea finiscono per perdere tempo a rincorrere sportelli, persone e risposte.

«L’azienda non resta sola a se stessa – sottolinea Simona Ladisa -. Per crescere ha bisogno di un gruppo di cui fidarsi e affidarsi, di stabilire rapporti e relazioni, interfacciarsi con il contesto sociale. L’idea di questa struttura che stiamo avviando nasce proprio da questo presupposto. E soprattutto serve rapidità, tempi certi e veloci perché i progetti possano prendere vita e non morire dietro ai tempi e modi della burocrazia. Questo è tanto più importante in un momento di crisi economica e di pandemia mondiale come quello che stiamo attraversando. Le imprese stanno soffrendo, si rischia che molte non riescano ad arrivare a fine anno, avere a disposizione consulenza e uno spazio dove far evolvere il proprio business può fare la differenza tra sopravvivere o meno».

 

Be Mentor punta a costruire buone prassi e soprattutto diventare fulcro di crescita per esplorare, sperimentare e innescare meccanismi.