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Qualche giorno fa si è conclusa l’8^ edizione di “Sindaci ai fornelli” con un grande successo di pubblico che ha riempito in ogni ordine di posti il Politeama Italia di Bisceglie.

La manifestazione si sarebbe dovuta tenere al Porto turistico della stessa città, ma a causa delle avverse condizioni metereologiche gli organizzatori sono stati costretti a spostarla al chiuso.

Come sempre la gara è stata molto divertente e movimentata con i 10 sindaci affiancati dai 10 chef di altissimo livello, divisi in 5 agguerrite squadre, che si sono sfidate ai fornelli, realizzando ottimi piatti che la giuria, formata dagli sponsor e da esperti del settore enogastronomico, hanno molto apprezzato.

Il piatto vincitore di questa edizione è stato “Notte buia con ostriche e nduja, cioè troccoli con vellutata di pomodoro, friggitelli, ostriche, caviale di salmone e nduja, realizzato dalla coppia di sindaci Antonio Decaro di Bari e Giovanna Bruno di Andria, con la collaborazione degli chef Maurizio Tinelli di Yuki cucina giapponese di Noci e Angelo Sabatelli dell’omonimo ristorante stellato a Putignano.

Ieri ho incontrato, nel corso di una conferenza stampa a Bari, il gastronomo e giornalista Sandro Romano, ideatore e storico direttore artistico dell’evento e ne ho approfittato per scambiare con lui qualche battuta.

Sandro, “Sindaci ai fornelli” è tornato ad essere uno degli eventi più divertenti e importanti dell’estate pugliese, fermato purtroppo per 4 anni dalla pandemia. Come mai quest’anno avete cambiato città?

Sindaci ai fornelli è una manifestazione troppo bella per non essere proposta in più luoghi d’Italia, pur non dimenticando che la città di Capurso, nelle persone dell’ex sindaco Francesco Crudele e dell’attuale sindaco Michele Laricchia, è stata la prima a credere nelle possibilità di successo. Proprio Laricchia, grande sostenitore di importanti eventi che si tengono nella città di Capurso, comprendendo quanta potenzialità abbia questa manifestazione, ci ha stimolato nell’allargamento ad altre città. In questa edizione, infatti, Angelantonio Angarano, sindaco di Bisceglie, ha fortemente voluto che si svolgesse nella città da lui amministrata.

Quindi “Sindaci ai fornelli” potrebbe approdare anche ad altre regioni?

Certo, si tratta di un format con marchio registrato che può essere realizzato ovunque con la nostra macchina organizzativa. Una macchina che richiede grande dispendio di energie e risorse, ma che, intanto, è già oggetto di tentativi di imitazione.

Davvero? E chi può mai pensare di fare una cosa del genere?

Ci hanno provato già altri, senza successo perché, come ti dicevo il nostro è un format complesso. Ma, domenica scorsa, il Parco dell’Alta Murgia e l’Associazione Cuochi B.A.T. hanno dato luogo a un evento, replicando la formula del mio “Sindaci, ai fornelli!”, peraltro con un titolo bruttissimo, in dialetto, volutamente appena diverso. Ma, come ti dicevo, il mio format si realizza sin dal 2013 e ogni anno è cresciuto tantissimo, riuscire a farlo ai nostri livelli non è assolutamente facile.

Come ci si tutela da queste situazioni?

Se ci riferiamo a quest’ultimo caso, siamo stati costretti ad affidarci ad un avvocato che ha fatto una diffida, dopodiché si dovrà andare oltre. Il problema è che non è facile contrastare i tentativi di emulazione (tentativo che, in questo caso, è ascrivibile a persone che hanno già partecipato, in vari ruoli, alla mia kermesse e che, quindi, lo hanno fatto in piena consapevolezza, pensando di sentirsi autorizzate a ciò per il semplice fatto di rivestire un ruolo politico pubblico). Pensa che, quando in conferenza stampa è stato chiesto al presidente del Parco come mai avesse replicato la mia manifestazione è stato solo capace di dire, che loro sono il Ministero dell’Ambiente, quando in realtà il Parco è un ente controllato dal Ministero, non il Ministero. Insomma, come se una banca dovesse essere il Ministero dell’Economia o uno studio legale quello della Giustizia. Ma purtroppo che vuoi farci contro la presunzione e l’arroganza…

A proposito di arroganza, pensa che in conferenza stampa avevano provato a bloccarmi all’ingresso nonostante io sia un giornalista – per loro fortuna senza riuscirci – altrimenti avrei chiamato le Forze dell’Ordine.

Vabbè Sandro, ma ritieni davvero che possano riuscire a fare concorrenza alla tua manifestazione?

No, di certo, ma non si tratta di concorrenza; si tratta di danno d’immagine e di violazione del diritto d’autore e della proprietà intellettuale. Per il resto, ho avuto modo di vedere le immagini dell’evento organizzato dal Parco dell’Alta Murgia ed è stata una cosa dilettantistica neppure minimamente paragonabile. E questo è un altro dei problemi, perché – visto che il nostro format ha una lunga storia alle spalle, la gente pensa erroneamente che siamo sempre noi.

Quando dici che è stata una cosa dilettantistica a cosa ti riferisci con precisione?

Guarda, intanto la partecipazione sul palco. Il vero “Sindaci ai fornelli” ha in gara sindaci provenienti da tutte le province pugliesi ma anche di sindaci di importanti città di altre regioni. Poi i cuochi – al contrario loro – sono tra i più importanti e famosi della Puglia e anche di altre regioni, tra cui 4 stellati nelle ultime due edizioni. La giuria è formata, oltre che dagli sponsor, da un gruppo di tecnici molto competenti. Per non dire della grafica, degli strumenti e di una scaletta studiata in ogni minimo dettaglio dai conduttori e da una regia altamente professionale. Il premio in terracotta che viene dato alla squadra vincitrice, che poi è anche il nostro marchio registrato, è realizzato dall’artista Antonella Imbò. Anche quello hanno provato a replicare malissimo, sempre in terracotta, con gli stessi elementi come la toque e la fascia, persino nella stessa posizione, ma realizzando una specie di bambola woodoo!

Hanno avuto persino lo stesso conduttore!

Eh sì, altra nota dolente. Antonio Stornaiolo è un amico e da 4 anni conduce il vero “Sindaci ai fornelli” e, secondo me, non avrebbe dovuto accettare. Anche lui è rimasto spiazzato, quando gli è stato detto di presentare “Sindaci ai fornelli” era convinto che fosse la mia manifestazione e quando ha scoperto che non ero io, ha provato a far cambiare idea al presidente del Parco, ma non ci è riuscito e mi ha riferito che a quel punto non poteva più tirarsi indietro. Intanto il presidente, nel tentativo di confondere le acque, ha cambiato il nome della manifestazione. Lo stesso Stornaiolo ha dovuto fare appello a tutta la sua esperienza e professionalità di showman per tenere in piedi una manifestazione che – a suo stesso dire – non è neppure lontanamente paragonabile come livello qualitativo.

Parliamo del vero e originale “Sindaci ai fornelli”. Quando lo rifarete?

Ora non so risponderti, ci sono tante proposte anche dall’estero. Fra poco ricominciamo a metterci al lavoro per il 2024, è una macchina complessa che ha bisogno di tempo e risorse. Di certo posso dirti che la anticiperemo, non più a settembre, ma probabilmente a luglio.

In bocca al lupo per tutto, allora.

Viva il lupo!