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Il mondo del lavoro in Puglia ha bisogno di risposte occupazionali forti per creare più sviluppo economico e più tranquillità nelle nostre famiglie. Il lavoro rende l’uomo e la donna liberi e dignitosi. Questa stabilità nel lavoro è necessaria per la crescita della nostra regione. In questi anni lo scenario socioeconomico in Puglia, a seguito della pandemia e della guerra in Ucraina, ha creato moti disagi e problemi. L’ aumento dei costi energetici, l’aumento delle materie prime, il caro benzina e l’aumento delle tasse, hanno portato la nostra regione a produrre di meno.

Dal 2021 al 2022 sono diminuite drasticamente le esportazioni dalla Puglia verso quei paesi ricchi che fino a ieri amavano comprare i nostri prodotti, vedi Russia e Cina. Tutto questo ha portato meno produzione, meno lavoro, più aziende fallite, più disoccupati, più famiglie in crisi economica, meno soldi spesi.

La nostra economia si è bloccata e molte aziende, piccole e medie, sono fallite.

Come si può andare avanti in questa tragica situazione commerciale? Cosa sta accadendo nella nostra regione in questo periodo? Perché le assunzioni sono drasticamente diminuite? Che fanno le nostre istituzioni?  Come diminuire i fallimenti o le chiusure delle attività commerciali? Molte aziende pur di andare avanti e far quadrare i conti, offrono lavoro a molti ragazzi e ragazze Pugliesi in maniera precaria o in nero senza tutele.

Questo modo, non corretto di agire, consente alle aziende di pagare meno tasse, far quadrare i loro conti e non chiudere le loro attività produttive.  Un altro fenomeno importante riscontrato in questo ultimo anno e non ancora ben considerato è quello del lavoro svolto da chi percepisce il reddito di cittadinanza o la disoccupazione dallo Stato. Questo fenomeno sta crescendo e si sta sviluppando da noi in Puglia. Ormai sono tante le persone disoccupate nella nostra regione. Questo modo di operare, in maniera attenta e silenziosa da ambo le parti, lavoratore e datore di lavoro, porta più soldi nelle tasche del lavoratore, perché percepisce due redditi e meno spese per le aziende. (No Inps, no tasse, stipendi bassi per i lavoratori, zero tutele sul posto di lavoro). Molte aziende rischiano la chiusura immediata con denuncia e il lavoratore, se scoperto dalle autorità competenti, viene denunciato per appropriazione indebita e truffa contro lo Stato. Pur di andare avanti in questo periodo di grande crisi, molte aziende e molti lavoratori preferiscono rischiare invece di fallire o non garantire una minima ma importante stabilità alla propria famiglia. Questo fenomeno sta confondendo il mondo del lavoro in Puglia e anche nelle altre regioni Italiane. Meno assunzioni e meno professioni. Oggi, come notiamo, molte piccole professioni sono diminuite drasticamente e molte aziende non hanno più manodopera professionale.

Infatti, mi chiedo, chi percepisce il reddito di cittadinanza (circa 1000 euro al mese) stando comodamente a casa, può andare a lavorare come pizzaiolo, commesso, cameriere, barman o parrucchiere? Certo che no…

Ormai la confusione è tanta nel modo del lavoro. Se non si interviene con delle misure efficaci e con un controllo capillare del nostro tessuto economico, la situazione peggiorerà sempre di più. Perché le aziende Pugliesi devono fare queste cose, non giuste, per andare avanti in questo brutto periodo? Perché non aiutarle seriamente? Perché non combattere questi fenomeni? Secondo il mio umile ma sincero parere, bisogna intervenire con aiuti diretti alle aziende che assumono regolarmente i lavoratori, con aiuti economici seri sulle utenze, sugli affitti e sui mutui da pagare. Snellire le tasse e la burocrazia. Incentivare il commercio e tutelarlo. Solo così si può creare un lavoro regolare e con le giuste tutele. Più formazione e inserimento veloce nel modo del lavoro.  Invece per quanto riguarda il fenomeno dei furbetti del reddito di cittadinanza, bisogna fare più controlli sul Territorio e far capire a tutti che, questo modo sbagliato di agire, toglie il lavoro a chi vuole veramente lavorare. Le leggi vanno rispettate da tutti.

 

Gigi Leonetti
Coordinatore Regionale Puglia Favorevole