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L’industria trova casa. E per due giorni Bari diventa capitale dell’industria. Il cuore della zona industriale del capoluogo pugliese accoglierà in un hub la nuova sede di Confimi Bari, BAT, Foggia, presieduta dal già vicepresidente di Confimi (Confederazione dell’Industria Manufatturiera Italiana e dell’impresa privata), Sergio Ventricelli che veste anche il ruolo di presidente di Confimi PugliaGiovedì 3 marzo alle ore 10.30, si terrà l’inaugurazione della nuova sede di Confimi Bari, BAT, Foggia in viale Francesco De Blasio (angolo viale Guglielmo Lindemann) alla zona industriale di Bari. Al taglio del nastro, a cura del presidente Ventricelli, saranno presenti Paolo Agnelli fondatore e presidente di Confimi IndustriaMonsignor Giovanni Ricchiuti Vescovo della Diocesi di Altamura, Gravina, Acquaviva delle Fonti e Segretario della Commissione Episcopale per i problemi sociali, il lavoro, la giustizia e la pace. I nuovi uffici di Confimi Bari – dichiara Agnelli – saranno parte integrante della zona industriale della città levantina. Chiara manifestazione della costante attenzione che si ha per il dialogo, il confronto e il reciproco supporto con coloro che ogni giorno entrano in fabbrica e calpestano il lamierino. Confimi Industria – continua il Presidente – è in primis un’associazione datoriale e solo lo stretto rapporto con il tessuto produttivo permette di fare rappresentanza. Le mie congratulazioni e i miei complimenti al presidente di Confimi Bari Sergio Ventricelli e un augurio di buon lavoro a tutta la sua squadra“.

Insediare la nuova sede della Confederazione in un hub nella zona industriale prevede anche altre situazioni legate al mondo dell’impresa.

Definirei quel luogo una incubatrice delle imprese animate dalle nostre associazioni di categoria. L’idea non è solo quella di insediarsi vicino alle industrie – spiega il presidente Sergio Ventricelli – ma anche quella di produrre, insieme ad altri partner che animeranno l’hub, tutta una serie di strumenti e di opportunità che permettano alle aziende e alle imprese del territorio di traguardare risultati che da soli non riuscirebbero ad ottenere come finanza agevolata, internazionalizzazione, progettualità, progetti internazionali, bandi”.

Tutto questo può essere somministrato grazie alle competenze della Confederazione, ma anche grazie alla collaborazione con una serie di soggetti che si sono già insediati e che man mano si insedieranno nel medesimo hub. “Confimi, che rappresenta l’industria manifatturiera italiana e che si rivolge solo alle aziende private, sarà la prima di simili realtà a lasciare un appartamento nel centro città per trasferirsi nel cuore della zona industriale. Questo per due motivi: il primo  – spiega Ventricelli – è che vogliamo testimoniare con la nostra presenza la vicinanza al sistema industriale, unico modo per rendersi conto delle esigenze trasversali come la logisticapoiché in tanti lamentano un abbandono del quartiere industriale di Bariil secondo motivo è che, avvicinandoci fisicamente alle aziende, auspichiamo di poter accorciare i tempi e quindi permettere a dirigenti e manager delle stesse di venire nella nostra sede per progettare congiuntamente le attività, le idee, gli strumenti e raggiungere obiettivi più importanti tra cui innovazione, ricerca e sviluppo”.

L’industria è anche cultura. Un pensiero che ha generato il primo appuntamento della due giorni, ospitato al Circolo Unione all’interno del Teatro Petruzzelli, mercoledì 2 marzo alle 17.30, vedrà protagonista un libro, che disegna, dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri e inoltrandosi nel futuro, un racconto della bellezza e della difficoltà di fare impresa, che si intreccia alla saga di una famiglia e a quella di una nazione. A presentare la biografia dal titolo “Oro Grigio. I signori dell’alluminio”, edito da Solferino, sarà il direttore di TeleNorba Vincenzo Magistà, che converserà con l’autore, il Presidente di Confimi Industria Paolo Agnelli, e col sindaco di Bari Antonio De Caro. Si narra la storia industriale di Baldassarre Agnelli, nonno di Paolo, prendendo le mosse proprio dalle coste di fronte al capoluogo pugliese. “Nei primi del Novecento, per perfezionare la sua arte di orafo cesellatore, mio nonno – racconta Agnelli – fece uno stage nei Balcani. Da lì ritornò con un metallo prezioso allora sconosciuto, l’alluminio, e con il segreto per saperlo saldare. Ci mise poco tempo per farsi apprezzare dai più noti industriali italiani del tempo e ancor meno per diventare uno di loro“.