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Nel contesto di quella che molti definiscono una “Nuova Guerra Fredda”, apparentemente “stritolata” nella morsa tra giganti quali Russia, Cina e Stati Uniti, l’Europa non vuole restare indietro. Per fronteggiare le sfide future necessita di pianificazione, competenza ma soprattutto autonomia strategica. Quella di oggi, 28 aprile 2020 non è una data casuale. il Parlamento Europeo ha approvato il regolamento UE sullo Spazio per l’European Space Agency, che comprende l’apporto decisivo dell’EUSPA ad un programma in continua evoluzione che poteva già annoverare tra le proprie fila successi come Copernico, EGNOS, Galileo, GOVSATCOM ed SSA.
E’ l’ennesimo grande tassello di un programma di sviluppo che potrebbe proiettare le potenze europee, tra cui la stessa Italia, verso mete inesplorate e successi che a lungo hanno catalizzato l’attenzione dell’opinione pubblica vedendo innalzate come vessillo caratterizzante le effigi delle “Tigri Asiatiche” e degli States.
Per annunciare le grandi novità è stato organizzato nel pomeriggio ,in diretta sui canali di divulgazione del Parlamento Europeo in Italia, un webinar informativo che ha visto la straordinaria partecipazione dei più importanti fautori di quella che potrebbe essere un’impresa titanica per le prospettive europee, in un contesto di rinascita e profonde modificazioni dello scacchiere geopolitico, tra la pandemia e la Brexit, che nei primi mesi del 2020 aveva gettato profonde ombre sul futuro dell’Europa, che ha continuato ad essere messa a dura prova dalla spartizione del Recovery Fund e dai molti, ed ormai ben noti, detrattori interni (tra cui la Turchia, ed i nazionalismi ultraconservatori di Polonia ed Ungheria). A moderare l’evento la giornalista del Sole24ore Alessandra Capozzi , che ha tessuto le fila di un discorso capace di coniugare assieme ai progressi nel mondo spaziale anche innovazione, futuro, geopolitica, imprese, digitalizzazione, ma soprattutto “resilienza”, un termine ben noto nei discorsi dei leader mondiali e negli appelli alle ripartenze del mondo occidentale.
Ad aprire l’incontro i saluti istituzionali del Dott. Daniele Corazza, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia e del Dott. Antonio Parenti, Capo della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, che introducono gli argomenti ed i progressi di notevole valore nel mondo dello spazio portati avanti con successo dal lancio di Copernico, (a cui hanno collaborato instancabili politici come Antonio Tajani, con una menzione speciale al suo precedente operato). Inoltre aggiungono che il Parlamento Europeo è pronto ad investire, e ciò sarà possibile anche grazie ad una “governance semplificata” e pronta a cooperare.
Al termine dell’introduzione, comincia la presentazione del nuovo programma spaziale.

Massimiliano Salini: un capitolo accattivante e strategico.

Sono parole di speranza e di prospettiva quelle che aprono il discorso dell’Onorevole Salini, relatore del programma spaziale, oltre che Europarlamentare dal 2014.
Salini afferma che il suo costante impegno legato al programma spaziale è stato spesso determinante anche per avvicinare i giovani alle Istituzioni Europee, sancendo mediante il negoziato finale tra i 22 paesi membri, la possibilità che numerosi investimenti del futuro possano coinvolgere anche i giovani. Quegli stessi giovani che spesso sui proprio smartphone di ultima generazione ignorano che nel sistema di geo-localizzazione ci sia l’infrastruttura satellitare Galileo, emblema di come ogni sfumatura del quotidiano sia strettamente collegata.
“Il mondo dei programmi spaziali è ancora oggi governato da Stati Uniti, Corea, Cina”- continua Salini, rimarcando come l’Europa debba essere realmente unita per non essere affossata dai ben più quotati competitor.
L’Onorevole racconta anche le due componenti fondamentali che hanno reso possibile questa impresa: la scelta di un blocco compatto per la governance del programma, “una prima sfida di natura giuridica” afferma Salini- che ha permesso una distribuzione delle competenze compatibile tra UE ed ESA.
Salini afferma quanto sia importante maturare consapevolezza riguardo il mondo dello spazio, poiché quella spaziale è l’unica vera infrastruttura propria dell’UE, considerato che altri trasporti appartengono esclusivamente alla bandiera del suolo che attraversano.
La seconda componente è l’autonomia Europea, che (viene spesso rimarcato) non si traduce in protezionismo ed isolazionismo, ma “è un dovuto atto di consapevolezza” afferma lapidario Salini.
Il programma Ue sarà aperto al mondo, con più di un miliardo di utenti annoverabili già oggi.
Salini conclude che nonostante la pandemia abbia ridimensionato i programmi, la Francia ha inserito il nuovo programma spaziale fra gli interessi strategici, e tutto ciò che manca è che anche l’Italia ne segua l’esempio e cominci ad investire in un settore di vitale fascino e soprattutto importanza.

Michel Praet: I rapporti ESA-UE tra passato, presente e futuro.

Anche Praet, direttore dell’ufficio per le relazioni con l’UE ,dell’Agenzia Spaziale Europea ringrazia l’onorevole Salini e ricorda le precedenti imprese europee in ambito spaziale a partire dal 2014 che erano state in grado di suscitare grandissimo interesse nell’opinione pubblica. “Il motore di ciò è la strategia”- ricorda Praet- “è l’unione di politica e ricerca, Il motore necessario per le imprese spaziali è la curiosità”.
“Ricordatevi sempre di guardare le stelle, non i vostri piedi”- ha ricordato Praet, citando il grande Stephen Hawking.
“La politica spaziale è qualcosa che ci riguarda, lo spazio è la conoscenza di chi siamo di ciò che abbiamo per conoscere l’universo dalla psicologia alla filosofia. Anche l’atterraggio sulla Luna ha cambiato molto ed è stato come la celebre frase “eppur si muove di Galileo Galilei”.
Tra passato e presente egli ricorda quanto sia importante il totale allineamento dei 22 paesi membri dell’UE per garantire sia la crescita dell’Unione Europea, sia la crescita dell’ESA.
Nell’ambito dei rapporti fra UE ed Esa Praet rammenta che l’Unione Europea aveva già dimostrato di saper spendere e investire nelle imprese spaziali, difatti nel 2019 erano stati investiti 40 miliardi per rispondere a sfide e necessità.
Praet ricorda quanto sia la valenza degli interpreti a dover garantire il successo: “l’UE dovrebbe garantire una massa critica nei settori promotori per colmare il gap con i principali competitor, basti pensare che la Cina ha già scelto l’anno del 2049 per festeggiare la massima rivoluzione digitale ed imporsi come una superpotenza”.
“Il denaro porta la guerra”- ricorda Praet, a testimonianza di come bisogni investire in progetti comuni, condivisi e chiari.
Per Praet il futuro dell’UE sta nel connubio strategia-tecnologia.
“Dobbiamo essere umanisti del digitale, non semplici utenti”- conclude. Impossibile non essere d’accordo , in un mondo di profonda massificazione culturale spesso troppo pigro per sollevare lo sguardo oltre il proprio schermo di un telefono, strumento digitale che ha spesso imparato a pensare per il suo proprietario.

Petschke: I benefici di successi e collaborazione.

Anche il Direttore del Programma Satellitare della Commissione Europea ha ribadito i successi dell’UE nell’ ambito delle imprese spaziali, con le agenzie e le industrie che realizzano i programmi capaci di creare posti di lavoro, e di rendere operative solide realtà come quella di Galileo dal 2014.
“Con Copernico non abbiamo eguali”- afferma il Direttore- “nessun competitor è riuscito ad emularne l’efficacia nei campi di applicazione”.
Importanti menzioni anche per i partner, tra cui GSA ed AEUSPA, che in passato furono determinanti per Copernico, e che lo saranno in futuro grazie al possesso della “Knowledge” necessaria per future generazioni di Galielo e Copernico.
L’Obiettivo della coordinazione e della cooperazione europea è “Massimizzare benefici socio-economici, per migliorare sicurezza, strategia e resilienza”.
“In un mondo di conflitti, programmi strategici che conferiscano autonomia all’UE sono fondamentali per promuoverne il ruolo, lavorando fra Stati, Agenzie ed Istituzioni l’Ue sarà fondamentale sia in terra che nello spazio”- conclude Petschke.

Rodrigo Da Costa: una nuova epoca di opportunità.

Il Direttore esecutivo GSA-AEUSPA fa eco ai precedenti relatori, mettendo in evidenza il fascino della sfida, ed il contesto in cui nasce tra COVID, ripresa economica, cambiamenti climatici ed altre sfide globali e di portata internazionale.
Da Costa ricorda come sia necessario impegnarsi ad utilizzare al meglio ogni componente già esistente rafforzando il settore “downstream” per sicurezza, sostenibilità ed efficienza.
Necessario in futuro sarà anche il miglioramento di Galileo e Copernico ad oggi perno di sicurezza di molti device.
“La Commissione Europea è pronta ad un piano ambizioso per le sfide future”- conclude-tra cui come ricordato da Da Costa figurano la creazione di posti di lavoro valorizzando il digitale, la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, la prevenzione rispetto ai cambiamento climatici, l’applicazione delle innovazioni anche in materia di agricoltura di precisione, la riduzione di emissioni nell’ambito dell’aviazione e le questioni di natura politica interna all’UE.

Pasquali e Cospito: il ruolo dell’Italia.

Rispettivamente al CEO di Telespazio, ed all’Ambasciatore, oltre che Direttore delle Relazioni istituzionali AVIO Spa, il fulcro del discorso che riguarda nello specifico il ruolo del nostro Paese.
Ribadendo il ruolo di un’Italia che nel momento in cui le ricadute sulle imprese si verificheranno saprà adattarsi e ribadita la cooperazione indissolubile fra gli Stati membri, i due relatori pongono l’accento sulla questione dell’industria spaziale, in forte crescita. Industria di cui l’Italia può diventare leader essendo stata la terza a mandare in orbita un satellite ed avendo scienziati, industriali ed esponenti di questo tipo di imprese che spesso sono motivo di vanto anche dinnanzi alla comunità internazionale e con gli stessi competitor più importanti dello scacchiere geopolitico.
Le tecnologie saranno determinanti per rendere l’Italia sempre più solida e centrale in questo progetto.
Conclude l’Ambasciatore Cospito ricordando quanto industrie e istituzioni vivano un rapporto simbiotico fondamentale, che troverà uno spazio decisivo tra il Recovery Plan e la rinascita dei vari paesi europei. “La Space Economy corre…”.

Al termine degli interventi spazio alle domande, alcune delle quali sollevano tematiche delicate e prospettive che hanno messo a dura prova le istituzioni Europee, tra cui la pandemia, il Recovery Fund, La Brexit.
Tutti i relatori pongono l’accento sull’importanza di un progetto comune che sappia tener conto di eventi tumultuosi senza snaturarsi. Ricorda Salini come il budget del 2021 ammonti a 14.8 miliardi (a fronte dei 16.9 chiesti), uno shock superato brillantemente grazie alla comune volontà di ridimensionare il budget senza rinunciare al progetto.
Da Costa ricorda quanto le legislazioni saranno determinanti per definire il ruolo dei grandi attori coinvolti, mentre Praet è lapidario: “che gli Stati cooperino non è una volontà, deve essere necessità”.
Nel giorno in cui l’Europa sancisce l’inizio di un nuovo capitolo fondamentale della propria storia spaziale all’età di 90 anni si spegne Michael Collins, che fu protagonista dell’impresa dell’Apollo 11 e nell’immaginario collettivo uno degli eroi dello sbarco sulla luna. Che anche il destino abbia voluto intendere che il monopolio spaziale delle grandi potenze sia indirizzato verso un parziale declino? Solo la stretta alleanza che lega le potenze Europee saprà dare una risposta.

A cura di Alarico Lazzaro