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Il mito di VASCO

14 Ott 2008 | Nessun Commento | 2.946 Visite
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VASCOL’inconfondibile mito si presenta al pubblico barese, e non, con il solito stile: berretto verde, jeans chiaro e t-shirt. Apre le danze, puntualissimo, con la serie delle nuove canzoni tratte dall’ultimo album. Dopo mezz’ora circa propone le più belle canzoni del suo interminabile repertorio, passando in rassegna anche qualche brano non molto noto. La tenuta, per due ore e quaranta circa, è di quelle da far paura; non ce si aspetterebbe da un brizzolato con gli anta addosso evidenziati da una non più peretta forma fisica, invece la rock star sembra conservare benissimo la verve dei più giovani colleghi. L’obiettivo della serata è quello di dare a tutti gioia. Lo ribadisce più volte ed i visi esterrefatti finali dimostreranno di aver accolto il messaggio. Il mattatore vuol consentire a chi è nella tristezza, riprendendo l’ormai celebre messaggio di Spinosa, di liberarsi di tutti i pesi ed i problemi e vivere fosse anche solo per un attimo, per un paio d’ore, immensa gioia.

Il popolo del maestro della comunicazione sociale s’infiamma ulteriormente passando dal già caldo clima dell’attesa all’eccitazione di chi pregusta emozioni intense e forti.

L’energia che si diffonde nell’aria attraverso le parole da lui pronunciate, s’intensifica quando la sua band si lascia andare ad un gustoso momento d’assolo di chitarre e bassi, di tastiere e batteria per finire con la splendida voce di ………….

Il mito torna presto a prendersi la scena, ed anche gli inevitabili e continui applausi, invitando tutti a pensare con la propria testa, ad usare il proprio cervello, a non permettere che la televisione plagi la mente. Sembra un Vasco impegnato a creare proseliti anche senza le note musicali, anche senza emozionare con parole e melodie di brani arcinoti.

La conclusione è degna di chi ha ancora voglia di fare regali, infatti, seduto al centro del palco e con intorno la sua band incanta e canta motivi di brani che tutti, ma proprio tutti, intonano a squarciagola. L’amarcord termina con un pensiero alla memoria di Massimo Riva “ perché nessuno muore mai definitivamente dentro di noi “ . “Si può credere nell’aldilà “ oppure no – dice il mito in una sua celebre canzone – ma dentro di noi non si spegnerà mai il ricordo di quanti ci hanno voluto bene o a quanti abbiamo voluto bene. Un Vasco scatenato e visibilmente commosso lascia il palco dopo aver regalato ai più abili e fortunati alcuni dei suoi indumenti.

VASCO
Immersi in uno scenario piuttosto accattivante di luci ed immagini non si riesce a credere che il tempo sia ormai scaduto, invece uno sguardo all’orologio fa presagire che l’amato non tornerà più a calcare il palco barese. La contentezza e la soddisfazione, per essere stati presenti, accompagna i partecipanti all’uscita e sui volti e negli occhi impresso ancora vivo lo spettacolo a cui si è assistito.

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