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"maggioranza Ottobre 2008, cronaca di un successo annunciato, ovvero come, trent’anni dopo, un certo "piano" quasi senza intoppi si stia realizzando. Parliamo del "piano di rinascita democratica" elaborato agli inizi degli anni ’80 dalla ben nota loggia massonica P2, piano che propone tre obiettivi primari la cui realizzazione consta di intervenri a medio e lungo termine. Il primo obiettivo è la selezione di partiti politici (il piano fa riferimento ai partiti del PSI, PRI, PSDI, DC, PLI con una riserva per la Destra Nazionale, i cui uomini politici si sono per la maggior parte riciclati nella maggioranza attuale), la selezione di giornalisti delle maggiori testate (si sottolinea che come la RAI-TV vada "dimenticata", è evidente che su questo punto c’abbiano ripensato), uomini dei sindacati selezionati perché si operino alla rottura dell’unione sindacale riducendone il potere e quindi il potere dei lavoratori stessi, dei ministri di un governo ristrutturato, di magistrati ad hoc, dei parlamentari per la costituzione di un parlamento subordinato al successo dell’operazione. Nel secondo punto si fa riferimento alle possibili "sollecitazioni" in seno alla politica, la stampa e sindacati, nei confronti di uomini ben selezionati attraverso l’erogazione di compensi stimati attorno a 30-40 miliardi; mentre il governo, la magistratura e il parlamento vengono indicati come obiettivi successivi alla realizzazione della prima parte del piano.
Il terzo punto è quello su cui ci soffermeremo in questa sede, e concerne la costituzione di un "club" ove siano rappresentati, ai migliori livelli, operatori, imprenditoriali e finanziari, liberi professionisti e pubblici amministratori, nonché politici di professione, un club che presieda la realizzazione della rinascita e che controlli i politici e i giornalisti che si assumeranno l’onere dell’attuazione del piano. Un gruppo di controllo insomma, rappresentante dei maggiori poteri pubblici e privati che scavalchi ogni altro potere e che decida sul futuro della nazione perseguendo gli interessi di chi ne fa parte. E quali potrebbero essere gli interessi di tale gruppo? Anzitutto finanziari ed in Italia, negli ultimi decenni, abbiamo assistito ad un massiccio spostamento di ricchezza verso pochi esigui poli agiati e al conseguente aumento della differenza di reddito tra le classi sociali; in secondo luogo politici: assumendo il controllo dei media e del parlamento, assicurandosi una certa immunità e il ricorso a risorse economiche nel caso di crisi finanziarie (come questa ultima) a discapito dei lavoratori (sempre meno forti a causa delle scissioni sindacali), della concorrenza (in tutti gli ambiti e settori), della libertà d’espressione (vista l’imminente chiusura di molti giornali di opposizione) e dei servizi che dovrebbero essere erogati dallo stato al contribuente ma che si stanno riducendo sempre più a qualcosa di effimero e sempre meno qualitativo. Se si considera poi, proprio sul piano dei servizi, la degenerazione della scuola ormai ai più bassi livelli di qualità di tutta l’Europa, si capisce come possa tornare comodo al club dei selezionati di cui sopra, un paese di ignoranti (secondo i risultati dell’indagine condotta dalla Ials -international adult literacy studies- meno del 20% degli italiani supera quel livello minimo di capacità alfabetiche che servono ad orientarsi in una società moderna; parliamo del cosiddetto analfabetismo funzionale), in balia dei mass-media e della demagogia della classe politica.
In definitiva quel club rappresenta nient’altro che un’oligarchia al potere, ovvero ciò che sta davvero accadendo (basti pensare che in ogni settore della vita pubblica e privata sono sempre gli stessi nomi noti a detenere le cariche più alte) e tanti saluti alla cara vecchia democrazia! Ma proprio per questo mi domando, come è stato possibile che il "demos" abbia permesso gli fosse tolto il potere dalle mani in maniera così evidente?! La risposta è che il demos, il popolo, ha subito una metamorfosi ben congegnata divenendo "maggioranza silenziosa". La maggioranza silenziosa è quella a cui le si fa credere di pensare a qualcosa e in nome di questo le si toglie il potere di pensare, agire e imporre i reali suoi interessi. Silenziosa, perché tace, e tacendo conduce una vita anonima incanalata dalle norme e regole del consumo. La vediamo in ogni dove questa silenziosa creatura ed in suo nome c’è sempre chi prende decisioni gravi ma necessarie, come quella di portare la polizia negli atenei, non ascoltare le voci di protesta, il disagio di taluni, le rivendicazioni di tal’altri… perché c’è sempre una maggioranza silenziosa che non è d’accordo, che vuole frequentare le lezioni, che vuole più sicurezza, che vuole i tagli ai servizi, che vuole il salvataggio delle grosse aziende, che vuole essere condotta e a cui va bene tutto purché possa tornare a casa la sera a godersi la televisione.