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Consegnati i premi del primo concorso internazionale Giornalisti del Mediterraneo, tutti i vincitori

1 Giu 2009 | 2 Commenti | 3.877 Visite
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Tomaso, Bollino, ForteE’ Claudio Pappaianni, giornalista dell’Espresso, con il servizio Pane e Camorra, inchiesta sui forni illegali gestiti dalla camorra a Napoli, il primo classificato del concorso internazionale Giornalisti del Mediterraneo, la cui cerimonia di premiazione si è svolta stasera a Bari. Il concorso è organizzato dall’associazione culturale Terra del Mediterraneo. Arte, cultura e comunicazione, in collaborazione con l’assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia.

Altri riconoscimenti sono stati assegnati ai vincitori delle sette sezioni in cui è articolato il premio. I vincitori sono: Sandra Nobre Lanca Loper, per la rivista portoghese Tabù (sezione Tutela minori); lo svizzero Emiliano Bos per la rivista di geopolitica East (sezione Politica internazionale); Stefano Bizzarri per la rivista Narcomafie (sezione Ecomafie e pubblica sicurezza); Marco Loro per la rivista Luce (sezione Economia-Vincenzo Fragrassi); Marco Merola per il settimanale Oggi (sezione Mediterraneo); l’albanese Elsa Demo per il quotidiano Shekulli (sezione Papa Wojtyla); Domenico Cangemi della Rai di Palermo (sezione Anso).

Nell’ambito dell’iniziativa sono stati assegnati anche tre premi alla carriera, Caravella del Mediterraneo, al direttore del settimanale Panorama Maurizio Belpietro, al direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Carlo Bollino e al responsabile di ANSAMed, Diego Minuti. Per Belpietro ha ritirato il premio il giornalista Pietrangelo Buttafuoco. Menzioni speciali sono state assegnate a Lorenzo Trombetta (La Stampa), Mauro Denigris (Antenna Sud), Lucilla Aglioti (Rai Educational), Loredana Pianta (Rete 7), Corrado Onorifico (Napoli Tv News), Accursio Soldano (Tele Radio Sciacca), Angelo Saso (RaiNews 24), Massimo Fiorillo (Avvenire), Giovanni Longo (EPolis Bari), Francesco De Leo (Il Riformista), Giuseppe D’Onchia (Tele Gela color).

”Soprattutto in Albania, ma anche in Israele, mi sono reso conto di quanto una notizia che abbia un marchio italiano, quindi che abbia presunta matrice di indipendenza, di autenticità e di serietà, incida nelle realtà locali: quindi è assolutamente e straordinariamente importante la voce italiana all’estero”. Lo ha sottolineato il direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, Carlo Bollino, tra i premiati della prima edizione del concorso internazionale Giornalisti del Mediterraneo. A Bollino è stato assegnato il premio alla carriera Caravella del Mediterraneo.
“La mia – ha spiegato Bollino – è un’esperienza molto particolare, perchè ho vissuto 15 anni facendo il giornalista all’estero, nell’area del Mediterraneo: prima in Albania e poi, da ultimo, con l’ANSA in Israele. Quando sono tornato in Italia, dopo quasi 16 anni trascorsi all’estero, ho trovato un mondo dell’informazione purtroppo cambiato, e non in meglio”.
“All’estero – ha precisato – ti accorgi che i giornalisti, soprattutto i giovani, lavorano per strada, cercano, fanno la cronaca, forse perchè vengono da esperienze politiche illiberali e quindi hanno scoperto il giornalismo libero da poco e un pò perchè hanno più curiosità e ambizioni di quante non ne abbiano gli italiani”.
“In Italia, invece – secondo Bollino – si fa resoconto di seconda o terza mano”. “Internet è una grande rivoluzione liberale e democratica – ha aggiunto – però penso stia uccidendo la stampa”. Ai giovani, ha concluso, “consiglio di “munirsi di scarpe con suole molto forti, e riscoprire questo mestiere attraverso la strada: lascino stare le informazioni su internet, che non sempre sono vere”.

La necessità ”di porre le basi per una affermazione futura del concetto di Mediterraneo come mare di comunicazione e di unità, e non come qualcosa di cui avere timore”, è stata sottolineata dal responsabile di ANSAMed (l’agenzia dell’ANSA che segue l’informazione nel Mediterraneo), Diego Minuti, che sabato a Bari ha ritirato il premio alla carriera Caravella del Mediterraneo, nell’ambito della prima edizione del concorso internazionale Giornalisti del Mediterraneo.

“In questi giorni – ha spiegato Minuti, “stiamo assistendo al paventato fallimento dell’Unione per il Mediterraneo, creatura di Nicolas Sarkozy, che avrebbe dovuto superare gli intoppi del processo di Barcellona, cioè tutta quella piattaforma intorno alla quale si doveva far crescere un rapporto diretto e proficuo con la sponda Sud’’. “Questo non c’è stato – ha ribadito – e purtroppo l’Unione per il Mediterraneo che era nata con i migliori auspici si è fermata con l’operazione ‘piombo fusò di Israele”. “Una grande opportunità – ha rilevato – che in questo momento è ferma”.
Per Minuti, “le nostre culture e quelle degli altri Paesi, che non sempre sono armonizzabili, sono tutte da rispettare, fatto salvo il rispetto loro nei nostri confronti e il nostro nei loro”.

Nella foto: Tommaso Forte (ideatore del concorso internazionale Giornalisti del Mediterraneo), il Direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Carlo Bollino ed il Presidente della Giuria, Lino Patruno. 

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