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Giornata di grandi appuntamenti al Teatro Margherita di Bari dove continua la rassegna degli incontri pomeridiani con registi, attori e protagonisti della settima arte.
Alle 17.00 è il turno dei Manetti Bros e del regista Giuseppe Piccioni. Una conversazione che ripercorre le tappe di una giovane ma fruttuosa carriera di un duo sempre in grado di far cinema attraverso una sottile ed intrinseca ironia.
Il 16 dicembre sarà attesissimo il Diabolik con Luca Marinelli e Miriam Leone nei panni del protagonista e dell’iconica Eva Kant. Un film atteso quanto deciso nelle cesure rispetto al passato ed alla prova di Bava, l’ultimo regista capace di cimentarsi con un simbolo della cultura pop italiana come Diabolik con risultati definiti spesso altalenanti o poco soddisfacenti.
Conclude l’intervento Piccioni con i suoi ricordi d’esordio, sull’evoluzione della definizione di cinema d’autore attraverso gli anni, raccontando dell’esordio di un giovanissimo Luigi Lo Cascio e della scelta ambiziosa di coinvolgere una Sandra Ceccarelli ad una prova attoriale decisiva per la rispettiva carriera.
Una carriera, quella di Piccioni, che celebrerà una nuova uscita al cinema: “L’Ombra del giorno” dramma con Benedetta Porcaroli e Riccardo Scamarcio (girato tra le bellezze di Ascoli).

 

Ai Manetti Bros segue l’intervento di Francesco Piccolo Premio Strega 2014 con “Il desiderio di essere come tutti” scrittore e sceneggiatore pluripremiato con 4 Nastri d’argento, 3 David di Donatello, un Premio Flaiano, e 4 Ciak d’Oro (ultimi riconoscimenti ottenuti grazie allo splendido lavoro ne “Il Traditore” del Maestro Marco Bellocchio).
Un intervento che racconta i retroscena del mondo della sceneggiatura, della scrittura di storie e personaggi che prendono vita sullo schermo. Un racconto impreziosito dalle esperienze sul set de “L’amica geniale”, fiction che ha rivitalizzato la cinematografia italiana del piccolo schermo, ottenendo riconoscimenti internazionali.
Piccolo racconta anche di come spesso la vita da scrittore sia differente da quella dello sceneggiatore tanto che “Momenti di trascurabile felicità” è l’unico libro dell’autore divenuto pellicola cinematografica.
A chiudere la rassegna l’ultimo grande tributo al maestro Ennio Morricone con la presenza della famiglia: Marco (figlio) e Valentina (nipote).
Un racconto intimo, che apre prospettive sulla vita del Maestro che era solito spesso chiedere (in teatri gremiti), come un mantra, prima di entrare in scena “Ma ci sarà gente stasera?” .
Un Maestro capace di cominciare a scrivere musica a 10 anni, di amare voce umana e silenzio come migliori strumenti musicali che si potessero desiderare ed ascoltare.
Alla domanda se scrivere un libro sul proprio grande padre o nonno fosse una possibilità concreta per il futuro entrambi i Morricone non hanno dubbi, il Maestro rimarrà tale per il pubblico, nel privato i ricordi saranno custoditi con rispetto e discrezione pregi riconosciuti del grande Ennio.
La musica di Morricone ha conferito un’anima che trascende il singolo film di riferimento e come ricorda suo figlio Paolo “Il cinema è l’unica arte capace di appagare tutti i sensi indistintamente”.
Conclude, con un pensiero commosso ad un uomo che ha fatto la storia della musica e della cinematografia globale: “Non so se esiste l’ispirazione, ma so che esiste la costanza, la volontà e la determinazione, questo diceva spesso mio padre”.
È per molti, sarà impossibile dimenticarlo.

A cura degli inviati Alarico Lazzaro e Beppe Dammacco

 

 

 

Tributo ad Ennio Morricone