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Louvre Abu Dhabi ha festeggiato l’11 novembre scorso il terzo anniversario dall’apertura, celebrando l’anno più produttivo di sempre con uno sguardo al futuro.

In un 2020 complicato, il museo ha reagito sfoggiando tutta la propria creatività: commissionando il suo primo cortometraggio, The Pulse of Time, e lanciando più di 20 nuove iniziative digitali, attirando milioni di visitatori nella community online, in continua crescita.

«I risultati raggiunti dal Louvre Abu Dhabi in soli tre anni hanno influenzato notevolmente la scena culturale dell’Emirato. Quello che è iniziato come un accordo tra i governi di Abu Dhabi e della Francia ha reso oggi questo museo un faro per la nostra comunità e il mondo. Guardando all’anno quasi concluso, sono particolarmente orgoglioso del modo in cui ci siamo adattati al contesto in continua evoluzione, portando il Louvre Abu Dhabi nelle case di milioni di persone attraverso iniziative digitali educative e creative», ha affermato Mohamed Al Mubarak, chairman del Dipartimento Cultura e Turismo di Abu Dhabi.

«L’anno appena trascorso- afferma Manuel Rabaté, direttore del Museo- è stato sicuramente caratterizzato dal lancio di nuove opportunità e grandi sfide. Le acquisizioni e i prestiti esposti nelle nostre gallerie sono una testimonianza della forza delle nostre relazioni internazionali, che favoriscono continui momenti di scoperta e premiano la curiosità di ciascun visitatore».

Nell’ambito della terza rotazione annuale di opere d’arte nelle gallerie del museo, i capolavori in prestito dal Musée d’Orsay includono La famiglia Bellelli di Edgar Degas (1858-1869), Ponte ferroviario a Chatou di Pierre-Auguste Renoir (1881), Accampamento di zingari con roulotte di Vincent Van Gogh (1888), Covoni, fine dell’estate di Claude Monet (1891). Accanto a questi, il museo ha ottenuto in prestito dalla Bibliothèque nationale de France una serie di mappe e preziosi manoscritti del XIV-XVIII secolo.

Diverse nuove acquisizioni si stanno unendo alla crescente collezione permanente del Louvre Abu Dhabi: una serie di opere da attribuire sia alla sezione cronologicamente più antica, come Sumerian Statue of a Female Worshipper (Mesopotamia, III secolo), che a quella più recente all’interno del percorso del museo, come l’opera Tra la luce e l’oscurità di Marc Chagall (1938-43).