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"p"La conferenza stampa tenuta nella Sala Conference Room del Museo Civico di Foggia il 26 settembre 2015 è stato un momento conviviale durante il quale i presenti hanno sottolineato l’importanza del connubio tra il nuovo modo di vivere la realtà con le diversificate tecnologie e la storia.

L’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Foggia, la Dott.ssa Claudia Lioia,  ad apertura incontro ha subito evidenziato che oggigiorno i carenti mezzi tecnologici sono i fautori del rallentamento della promozione del nostro territorio. Una provincia, la nostra, ricca di storia in cui la sperimentazione delle nuove tecnologie utilizzate per raccontare e letteralmente “far vivere” l’antichità anche ai più piccoli, è ancora agli albori e necessita di una spinta maggiore proprio da coloro che sono più vicini alla ricerca di soluzioni di questo genere.

Il vicepresidente FO.RI.S (Ente per la Ricerca e lo Sviluppo), il Dott. Vincenzo Gatto ha aggiunto che il turismo si fa da vettore ad altri investimenti. Questo è ben noto in Puglia siccome, negli ultimi anni, si sono registrati aumenti di investimenti proprio da società, aziende ma anche soggetti privati, che non risiedono nella nostra Regione ma che credono fortemente nelle peculiarità che il nostro territorio vanta."p3"

Grande soddisfazione del dirigente Dott.ssa Gloria Fazia che ha espresso il proprio orgoglio pugliese (e personale) per la scelta del MIUR. La Dott.ssa Fabiola Sfodera, esperta di strumenti di marketing, comunicazione e management per le imprese turistiche nell’economia e Responsabile del Comitato Scientifico APULIA Cultural Identity Paths, ha dichiarato che tale progetto, intrapreso dal 2014, si è posto come obiettivo la creazione di un modello replicabile che, ci si auspica, possa sostenere start up e favorire la capacità di aggiornare le modalità di produzione, fruizione, distribuzione dei contenuti culturali attraverso l’innovazione affinché si possa assicurare uno sviluppo duraturo dei territori. Si è oramai abituati ad ascoltare che l’Italia è un museo a cielo aperto ma gli enti di ricerca e le università, in particolare, sanno che un museo di provincia chiuso in se stesso, senza alcun tipo di contenuto innovativo, senza alcuna promozione, senza esser parte di una rete di entità che ravvivano la cultura, non potrà mai attirare visitatori. Ecco perciò lo studio di soluzioni tecnologiche, di servizi, modelli e metodologie che ampliano la catena del valore "p4"formativo.

I risultati dell’analisi, che è durata 18 mesi, sono stati a dir poco positivi. L’attenzione del visitatore è stata catturata dall’avvolgente percorso guidato che ha introdotto lo stesso in un ambiente animato da suggestioni multisensoriali, sostenuto da testimonianze sonore e visive ed accompagnato da proposte enogastronomiche tipiche del territorio. Il tutto ha fatto in modo di calare il fruitore nell’epoca storica che desiderava conoscere attraverso una visione integrata con applicativi in grado di garantire un totale uso dei beni culturali e dei servizi sia on line che off line.

In definitiva, l’intento ultimo di tale progetto sarà quello di far divenire la tecnologia applicata alla storia non una rarità ma una prassi che aiuti ognuno a riscoprire siti che alle volte, solo mostrati asetticamente in un’entità museale, risultano del tutto incomprensibili.

 “La storia è madre della verità, emula del tempo, depositaria delle azioni, testimone del passato, esempio e annuncio del presente… avvertimento per il futuro.”
(Miguel de Cervantes)