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"7"Sorridente, ironico ma soprattutto “genuino”. È così che si presenta Francesco Tarducci, in arte Nesli, che sabato 11 aprile ha incontrato la stampa a Bari, presso l’Hotel Majesty, alla vigilia della presentazione del suo ultimo album “Andrà tutto bene” nella sede di Casamassima del Mediaworld. Una genuinità che potrebbe davvero essere il suo punto di forza e la sua carta vincente, per uno come lui che, parlando della sua evoluzione musicale, è solito paragonarla ad una partita a poker in cui, arrivati ad un certo punto del gioco, devi scegliere se rischiare il tutto per tutto. Nesli lo ha fatto, cambiando rotta a livello artistico e presentandosi quest’anno con un album dai toni decisamente pop, su cui non pochi sono stati i pregiudizi di quanti lo etichettano come un autore esclusivamente rap. Ha puntato e scommesso su se stesso, potendo contare sull’appoggio di chi ha investito umanamente su di lui: il produttore e amico Brando e il nuovo team formato dalla Production House Go Wild Music e dall’etichetta Universal Music. In un universo discografico in cui pullula la presunzione di quanti si ritengono “arrivati” dopo aver messo a segno anche un solo brano, il “poeta punk”, come lo definiscono i suoi fans, continua a mantenere una straordinaria umiltà e l’ardente voglia di continuare a lavorare sodo per realizzare i suoi obiettivi, con lo stesso entusiasmo di chi è agli inizi, nonostante abbia già ben otto album all’attivo. Non c’è filo di presunzione nelle sue parole ma solo il cocente desiderio di comunicare. “Se non avessi fatto musica, probabilmente sarei diventato uno scrittore – afferma il cantautore – . Sono sempre stato un onnivoro di musica. Molti mi hanno "5"criticato per questo mio modo di mescolare gli stili. Ho iniziato scrivendo canzoni pop e già da allora sono stato una mosca bianca perché ricorrevo delle volte al pianoforte che ho imparato a suonare da autodidatta”. Si autodefinisce un “marziano”, un ragazzo che conduce una vita privata totalmente diversa rispetto a quella professionale che lo porta al contatto con numerosa gente. Un tipo, insomma, abbastanza riservato, “non sociale ma sicuramente socievole – dice Nesli – . Conduco normalmente una vita un po’ in disparte rispetto ai rapporti sociali. Non conosco mezze misure: o mi do tutto o non mi do affatto. Comunico comunque attraverso la musica, il mio è una specie di autismo sociale. La mia musica la può apprezzare solo chi ha voglia di ascoltare perché do molto peso alle parole e, quindi, alla scrittura dei testi. E quando leggo negli occhi di chi ho davanti la stessa emozione che provo io mentre sto cantando, mi sento di ricevere tantissimo a livello umano dal mio pubblico”. Un “marziano” riservato che ama mantenere una connessione diretta con i suoi sostenitori, curando personalmente le sue pagine sociali, rifiutando di dare la proprietà e la gestione delle stesse a terzi ma occupandosene lui stesso. “Ho creato un rapporto talmente continuo con i miei fan attraverso i social che per me è come sentire un parente – confessa "1"Tarducci – . Come loro seguono me, io seguo loro. Conosco le loro facce perché ho reso questi mezzi di comunicazione “veri” attraverso uno scambio reale e diretto”. Un sostegno da parte dei fans che colpisce e spiazza: in tantissimi hanno tatuato sulla loro pelle frasi estratte da brani del cantautore, più di mille persone molte delle quali gli inviano di continuo su Instagram le foto dei loro tattoos. Sciolto e a suo agio davanti ai giornalisti, Nesli racconta della sua recente esperienza Sanremese, portandone a galla aneddoti e difficoltà, come l’esibizione in anteprima davanti alla stampa durante la quale ebbe non pochi problemi tecnici che pregiudicarono notevolmente il risultato. Da allora, sino alla fine della kermesse canora, una folle corsa per recuperare e convincere i giornalisti. Rivela, inoltre, che “Buona fortuna amore” sia stata scritta nella fase finale di una convivenza, di cui il brano è una sorta di fotografia. In merito all’album, il cui arrivo fu annunciato ad Ottobre sulla sua pagina Facebook, Nesli non nega le difficoltà legate alla sua realizzazione e già palesate nel post. “È stato difficile convincere le case discografiche e arrivare al disco – sostiene Nesli – . Quando ho incontrato Brando è tutto cambiato, mi ha insegnato tanto, lui e la sua squadra, permettendomi di raggiungere un nuovo gradino di maturità. L’album, nonostante le tematiche affrontate, ha un messaggio di fondo propositivo, perché sono un “darkettone ottimista” a cui piace abbracciare la filosofia dell’evoluzione dal buio alla luce. Ho incontrato molte difficoltà ma non per scriverlo. Comporlo è stato bellissimo”. Nesli è loquace e affabile, tanto da far sembrare l’incontro con la stampa una piacevole "3"chiacchierata con degli amici a cui confessa obiettivi, sensazioni e desideri. Si parla anche dei suoi tatuaggi e dell’intenzione di fare del suo corpo “una tela umana”, grazie all’aiuto del pittore Pietro Arte. Sono sparsi ma comunque connessi e uniti fra loro, come nel caso dell’Elvis su cui ha tatuato la citazione “Stay Gold Pony Boy”. “Non ho mai avuto miti – rivela – ma ho subito la leggenda di Elvis, anche perché la sua vita sembra un film. Lui che non ha mai scritto una parola rispetto a quanto faccia io, invece. È la mia antitesi ma anche un importantissimo motore artistico. Me lo sono tatuato il giorno dopo aver saputo che avrei partecipato a Sanremo”. In prospettiva per Nesli anche la pubblicazione di un libro, da tempo tenuto nel cassetto e che ora ha ritirato fuori. “Lo definisco un romanzo autobiografico, non perché mi sia inventato qualcosa ma perché l’ho scritto come se fosse il copione di un film, di quelli che io amo, come The Snatch o Lock & Stock, in cui c’è molto spazio dedicato ai dialoghi, e perché crea molte immagini”. Il 3 maggio avrà inizio la sua tournée con la data zero di Asti e che lo porterà in giro per l’Italia, toccando Bari il 15 e Lecce il 16 maggio. Un ritorno nella Puglia nella quale ha scritto tanto e che gli ha lasciato il ricordo di un natale trascorso a San Pietro in Bevagna. Un tour di cui parla entusiasta, anche per via della band che lo accompagnerà e che lo fa sentire finalmente “completo”. “Durante i live sono come una scimmia ubriaca – scherza l’interprete – . Mi carico di tanta adrenalina perché per me è come se fosse una festa che vorrei continuare anche dopo la performance, quando in genere tutti invece vanno via”. Appuntamento per i pugliesi, dunque, alla presentazione di oggi al Mediaworld di Casamassima e soprattutto ai live del 15 e 16 maggio nel tacco dello stivale, per ascoltare Nesli e rendere l’esibizione una magnifica ed indimenticabile festa per tutti, augurando a questo genuino interprete che gli “vada davvero tutto bene”, come recita il suo album.

Link utili: www.iosononesli.it