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"SarahAngelo Iudice, Presidente dell’Accademia Apulia di Gran Bretagna e responsabile della nostra redazione londinese ha avuto la possibilità di intervistare Sarah Eti Castellani, il nuovo console italiano della City. Qui di seguito l’intervista integrale.

Come ha vissuto la sua esperienza in qualita’ di Primo Segretario Culturale dell’Ambasciata in India?

E’ stata un’esperienza importante di quattro anni in un paese pieno di contrasti, ma in grande fase di crescita economica.

Cosa ha voluto portare dall’india a questo mandato nel Regno Unito?

Tanti ricordi della gente che conosciuto – ho avuto la fortuna di viaggiare molto nel paese, quindi sono entrato in contatto con le diversità culturali e religiose che sono il cuore e l’anima dell’India. Un paese di contrasti ma che resta unito.

Quindi l’India potrebbe servirci d’esempio?

Malgrado sia una potenza emergente, esiste una fascia della popolazione che vive meno di 2 dollari al giorno. Cio’ nonostante rimane un paese ottimista, pacifico le cui diversità etniche, religiose e culturali coesistono nutrendo rispetto reciproco. Si tratta di un ottimismo che forse non e’ sempre presente in europa.

I cittadini indiani hanno fiducia in se stessi?

Si, fiducia nell’esistenza nonostante tutto.

Considerando che Londra e’ il centro multi-etnico piu’ importante d’Europa, con la comunita’ indiana piu’ numerosa fuori dall’india, lei dovrebbe sentirsi a casa nella capitale inglese.

Esistono diverse cose in comune tra i due paesi. Infatti, la classe dirigente indiana si e’ formata nel regno Unito, portando in India una certa mentalità, e procedure burocratiche che sono molto britanniche. Così pure la divisione di classe che esiste in entrambi culture.

I coloni inglesi dicevano il panorama piu’ bello dell’India fosse quello che si godeva dalla poppa della barca, cioe’ lasciando il paese per tornare a casa in Gran Bretagna, insinuando, quindi, di voler mantenere una certa distanza con la gente e cultura locale.

Ho dei bei ricordi dell’India, una cultura ricca di tanti panorami – ho vissuto una bellissima esperienza in quel paese.

Chi sono e quanti sono gli italiani che vivono in India?

Sono circa un migliaio – la maggior parte sono religiosi che vivono nel sud del paese. Attualmente ci sono anche molti imprenditori che lavorano per aziende multi-nazionali.

Console d’Italia in Londra, qual e’ il suo impegno maggiore per il 2011?

Se considera che gli italiani residenti in India iscritti all’AIRE sono mille, e che nella circoscrizione di Londra ci sono 190 mila, il mio impegno maggiore sarà quello di migliorare il servizio all’utenza, usando l’utilizzo di nuove tecnologie.

Quindi rinnovare il passaporto in giornata?

Non proprio, ma sarà sufficiente venire in consolato una sola volta, cioè quando sarà pervenuto il nulla osta dal comune di appartenenza. L’appuntamento si potrà effettuare direttamente on-line. Siamo consapevoli di quanto sia difficile spostarsi a Londra, soprattutto quando si e’ impegnati con il lavoro. Quindi, il mio impegno maggiore sarà quello di snellire le procedure.

Le nuove tecnologie potrebbero precludere il rapporto umano con gli utenti. In quale maniera vorrà entrare in contatto con gli italiani di Londra?

Aprire contatto con la nuova emigrazione e’ un altro obbiettivo. Infatti, ho già incontrato diversi rappresentanti di associazioni italiane, nonché associazioni di alumni italiani che risiedono nel Regno Unito. Ho trovato questa esperienza molto interessante, un quadro di grande dinamismo – si tratta di giovani italiani che stanno facendo quel salto di qualità che li distinguerà nel mondo del lavoro. Si tratta di cittadini molto autonomi che spesso non conoscono neppure dove sia il Consolato.

Molti italiani residenti a Londra evitano il contatto con gli italiani e l’italianità presente nella capitale, perché?

E’ comprensibile che alcuni italiani vogliano fare un’esperienza inglese ‘full-immersion’, forse per loro non ha senso lasciare alle spalle una cultura per ritrovarsi a fare esattamente cio’ che si faceva a casa in Italia. Molti giovani vanno via dall’Italia con dispiacere e spesso anche facendo polemica. Ne capisco le ragioni fino ad un certo punto, ma ritengo che in questa maniera si chiudono anche delle possibilità. Per esempio, far parte di un’associazione italiana a Londra suscita un senso di appartenenza.

Come vedono gli italiani i cittadini londinesi?

Quando sono arrivata a Londra mi sono subito accorta di come l’Italia vada di moda, di come il Made in Italy faccia tendenza, quanto e’ Italiano risulta simpatico.

Qual e’ il suo messaggio per i giovani in cerca di affermazione?

Nutro una grande ammirazione per coloro i quali hanno lasciato le proprie famiglie per vivere in una capitale straniera dove costruire un futuro professionale. Invito I giovani a considerare il Consolato come una casa a cui fare riferimento.