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"guerreE’ stato dato alle stampe "Guerre presidenziali – L’intervento degli Usa nelle operazioni internazionali autorizzate dall’Onu 1945-1991" il primo lavoro letterario di Paola Casaburi (Ed. Giuseppe Laterza, pag. 396, euro 25), ricercatrice dell’Università degli Studi di Bari. Ve ne anticipiamo la prefazione gentilmente concessa dall’autrice.

Concepita come l’architrave del sistema di sicurezza collettivo all’indomani del secondo conflitto mondiale, auspicio della costruttiva cooperazione delle potenze vincitrici a garanzia della durevole ed efficace tutela della pace nel mondo, l’ONU ha rappresentato un fattore cruciale anche nella definizione ed implementazione della politica estera americana. Più specificatamente, durante e dopo la Guerra Fredda l’attuazione incompleta del capitolo VII della Carta e il persistere della logica di potenza hanno incoraggiato la rapacità presidenziale nella complessa dialettica per la conciliazione degli obblighi derivanti dall’appartenenza all’Organizzazione e il bilanciamento dei poteri di guerra, costituzionalmente sancito, fra Esecutivo e Legislativo. L’analisi di alcuni interventi militari statunitensi nell’ambito di operazioni ONU fra il 1950 e il 1991, decisi dai presidenti senza la preventiva autorizzazione del Congresso, rivela elementi endogeni ed esogeni pressoché costanti e, soprattutto, i limiti di un’impostazione che, accentrata nella presidenza, è riuscita ad affermare in modo imperfetto la leadership mondiale degli USA. La Guerra di Corea, segnando la globalizzazione del cointainment e l’ampliamento dei confini oggettivi della sicurezza, offrì a Truman l’opportunità di affrontare il primo scontro ideologico col comunismo giocando sulla sottile quanto inconsistente distinzione fra azione di polizia internazionale e guerra. Quarant’anni dopo, nella Seconda crisi del Golfo Persico, prima guerra globale svincolata dagli obblighi dello jus publicum europaeum e dello jus in bello, Bush potè affermare i presupposti politico-militari della global security, così come elaborati nel nuovo codice strategico americano all’indomani del confronto bipolare.

"paolaPaladini del perseguimento dell’interesse nazionale oltre i limiti realisticamente ammessi dallo stesso Roosevelt, i presidenti americani hanno rivelato negli ultimi decenni la grande difficoltà a trovare risposte efficaci e condivise alle crisi internazionali, senza cedere alla tentazione dell’interventismo unilaterale e all’uso opportunistico delle organizzazioni internazionali, tipici dell’assertive multilateralism.

Paola Casaburi (in foto) è assegnista di ricerca in Storia delle Relazioni Internazionali e cultrice delle materie Storia dei Trattati e Politica Internazionale e Storia ed Istituzioni delle Americhe presso l’Università di Bari.
Dottore di Ricerca in Istituzioni e Politiche Comparate, collabora stabilmente con la cattedra di Storia delle Relazioni Internazionali della Facoltà di Scienze Politiche di Bari.
Trascorre frequenti periodi di studio e ricerca d’archivio negli Stati Uniti e ha pubblicato articoli sulla politica estera americana, con particolare riferimento all’ONU e alla lotta al terrorismo, è socio fondatore e primo Presidente, dell’Associazione Amerigo, www.associazioneamerigo.it