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"massimoLa città di Viterbo e il suo territorio è conosciuta non è soltanto per essere una delle città più antiche del mondo, è anche e soprattutto uno straordinario esempio del come la sua bellezza artistica ed architettonica, ma soprattutto del fare la bellezza, abbia generato non solo sviluppo e quindi benessere, ma anche una ininterrotta continuità del fare artistico nel corso del tempo, secoli e millenni. Questa continuità si è notevolmente attenuata ai nostri tempi, oramai quasi fermata, ma la volontà di continuare ad innovare è ancora presente nel territorio viterbese. Il problema sono le forme con cui esprimersi. Se il viterbese ”antico” aveva la città, palazzi, strade, fontane, per poter esprimere la sua maestria ricavandone da vivere abbellendo la città, era anche presente una amministrazione comunale che la promoveva conscia della sua importanza.
Ovviamente non si vuole qui riproporre un modello non più attuale, ma semplicemente porre l’accento che le forme attuali esistono e passano sotto il nome di civico museo di arte contemporanea di Viterbo. Civico museo di arte contemporanea che a Viterbo semplicemente non c’è. Civico perché è indubbio che dovrà essere l’amministrazione comunale a promuovere una iniziativa di questo genere guardando all’interesse collettivo sviluppando e incanalando quella energie artistiche presenti nella nostra città.
A Viterbo per l’arte contemporanea sono presenti soltanto iniziative private che, per quanto lodevoli, non riescono a sopperire la mancanza di sbocchi, anche commerciali, a questo fermento artistico.
A Viterbo abbiamo l’Accademia di Belle Arti e l’Università della Tuscia con la Facoltà di Beni culturali. Due realtà conosciute non solo a livello locale ma anche internazionale ma coloro che escono da queste strutture difficilmente trovano un qualche riscontro ai propri studi sul nostro territorio.
E’ ora di cambiare.
Lo dicono semplicemente le cifre. Il consumo (o se preferite la fruizione) di arte contemporanea in Italia è in costante ascesa e la nostra regione, il Lazio, il numero di operatori commerciali di beni culturali (mercanti, gallerie, aste) sono secondi soltanto alla Lombardia. Questo dato si può ricavare dal Rapporto 2010 Il mercato dei Beni Artistici: un’anteprima sull’arte moderna e contemporanea di Nomisma, il centro di ricerche economiche (p.27, tabella 8).
Da consultazione di questo Rapporto si può constatare un dato che potrebbe apparire incredibile e far rimanere increduli; “ Rispetto ad altri asset di investimento (oro, azioni, immobili) l’arte contemporanea è risultata nel periodo 1995 – 2009 l’investimento a più alto rendimento medio annuale (4,04%).” (p. 7)
Sempre nel medesimo Rapporto, s’evidenzia che nell’ultimo decennio che la spesa per la cultura è in costante ascesa valutabile in diversi decine di miliardi di euro e “Dal confronto tra importazioni ed esportazioni di beni artistici emerge chiaramente come il nostro paese è un esportatore netto di oggetti d’arte o di antichità” (p. 24).
Nella nostra realtà regionale è ovviamente Roma che fa la parte del leone ma è ora che anche noi cerchiamo di raccogliere questa opportunità. Perché se è vero che vi è la crisi i dati parlano chiaro; la spesa culturale in Italia rimane costantemente in ascesa.
La specificità nostra, della Tuscia, dovrebbe essere l’elemento caratterizzante del museo di arte contemporanea che sarà aperto ad iniziative internazionali, americane in particolare, per un proficuo scambio. E’ indubbio che lo scambiarsi specifiche esperienze museali non solo arricchisce ma è assolutamente indispensabile per una corretta gestione scientifica. Quello che chiediamo all’amministrazione comunale e provinciale di favorire questa iniziativa mettendo a disposizione uno spazio adeguato (almeno 300 quadrati) in comodato d’uso gratuito per un lungo periodo,non meno di dieci anni, e al resto pensiamo noi di Eureka Eventi d’Arte: eventuale ristrutturazione dell’immobile ed attrezzarlo come spazio museale, opere ed artisti, imposte (tasse) e tutte le spese del museo; in poche parole, l’amministrazione pubblica non deve cacciare una lira. Tutto gli oneri economici sono carico nostro.
Essendo un museo civico sarà sempre in costante collegamento con l’amministrazione comunale pur nella sua autonomia gestionale. Un museo attento non solo al proprio territorio (cercare e valorizzare gli artisti più interessanti della Tuscia) ma, come detto, aperto a nuove esperienze. Il recente articolo elogiativo sul Financial Times sulla nostra città, la scuola americana di Viterbo, la presenza di un turismo anglosassone non può che essere favorito proponendo scambi culturali con musei americani ed inglesi; artisti viterbesi potrebbero esporre in America e Inghilterra e artisti di quei paesi venire da noi nel nostro museo creando quel circuito virtuoso di cui tanto si parla.
Queste è quello che proponiamo; non parole vuote, ma fatti concreti. Se vuoi che tutto ciò avvenga, anche tu che leggi devi darti da fare e smuovere le coscienze non solo dei politici ma anche degli stessi viterbesi per cui ti proponiamo di firmare questo appello per la costituzione del civico museo di arte contemporanea a Viterbo.

In foto il nostro critico d’arte Massimo Picchiami