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"national-gallery"Il falso, ovvero incubo e insidia per ogni collezionista e curatore che si rispetti. È il tema scelto dalla National Gallery di Londra per una delle sue mostre in calendario il prossimo anno. E per dimostrare che fa sul serio, il prestigioso museo britannico getta la prima pietra e sceglie, per la prima volta, di esporre i propri ‘scheletri nell’armadio. Perché i falsi, dopo tutto, sono parte integrante della storia dell’arte e nasconderli o negare la loro esistenza è sciocco. O almeno, questa è l’opinione di Nicholas Penny, direttore della National Gallery.

«Vorrei che avessimo più falsi di quanti ne possediamo ora», ha detto Penny alla presentazione del calendario 2010-2011 della National Gallery. «E’ ingenuo pensare che ci si debba vergognare dei falsi e che si debba tenerli nascosti: in questo museo non solo mostriamo i grandi capolavori, ma studiamo l’arte in tutta la sua complessità». Sarà dunque compito di ‘Close Examination: Fakes, Mistakes and Discoveries‘ – visitabile dal 30 giugno al 12 settembre 2010 – spiegare ai visitatori quanto, in realtà, i quadri erroneamente attribuiti, alterati, o deliberatamente contraffatti per trarre in inganno esperti e collezionisti siano estremamente importanti per lo studio della storia dell’arte. «Si diventa bravi a scovarli solo se sai cosa cerchi», ha detto ancora Penny. Come dire, ammirare i falsi aiuta a comprendere meglio le opere vere. La mostra è organizzata in collaborazione con la divisione scientifica della National Gallery, vera e propria unità d’elite nel campo della conservazione e dell’analisi storica.

Ma non è tutto. In calendario la National Gallery ha molto altro. Si parte il 24 febbraio con Paul Delaroche – ‘Painting History: Paul Delaroche and Lady Jane Gray’ – per poi proseguire con Christen Kobke, ‘Danish Master of Light’. Ovvero un autore minore che la National Gallery sente sia il momento di riscoprire. Quindi sarà il turno di Frederick Cayley Robinson – 14 luglio-17 ottobre 2010, ovvero il cantore delle miserie della Grande Guerra. «Robinson – ha detto ancora Penny – non ci fa vedere le trincee, ma gli ospedali e gli orfanotrofi». Infine il ‘blockbuster’ della stagione: ‘Venice: Canaletto and his Rivals’ – in mostra, a pagamento, dal 13 ottobre 2010 al 16 gennaio 2011. «Alla National Gallery – ha spiegato Penny – vogliamo presentare in modo intelligente artisti già famosi presso il pubblico. Le opere di Canaletto, ad esempio, verranno messe in paragone con quelle dei suoi contemporanei, che spesso dipingevano le sue stesse visioni. La diversità di Canaletto, in questo modo, emerge chiaramente».

E poi, ha aggiunto Penny, le grandi mostre, quelle che coinvolgono prestiti internazionali, «devono pagarsi da sole». Una politica che, a quanto pare, riscontra successo: 4,4 milioni di persone hanno visitato la National Gallery nel 2008 rispetto ai 4,2 milioni del 2007. Il museo continua dunque nella sua missione di portare la grande arte ad un pubblico sempre nuovo. Oggi parte il nuovo sito internet del museo dove, per la prima volta al mondo, si possono ingrandire le immagini a tutto schermo con una qualità impensabile fino a poco tempo fa.