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"FRANCESCO«La vita di straniero è come avere il vestito di un altro, o troppo piccolo o troppo grande», come dice Vasile, un rumeno di 46 anni, in Italia dal 2001. Ma il problema vero è che troppo spesso è come dentro il vestito non ci fosse nessuno: se sei clandestino in molti, troppi casi è come non esistessi. Lo dimostrano purtroppo le storie che hanno raccontato tanti immigrati a Francesco De Filippo, giornalista e romanziere, e che lui riscrive in forma di racconto in prima persona.
Non esisti e quindi, anche se hai lavorato, non ti pago, perchè se reagisci ti rispediscono a casa. Non esisti e quindi, se protesti ti viene data una lezione esemplare e sarai costretto comunque a star zitto (resta esemplare la storia di Ion Cazacu, bruciato vivo dal datore di lavoro nel marzo 2000, processato e condannato dopo la denuncia della vedova Nicoleta, che l’ha raccontata a De Filippo). Non esisti e quindi, se ti fai male sul lavoro, dove non hai orario, vieni gettato in un fosso o costretto a mentire se vuoi un minimo di soccorso.
Gli esempi li conosciamo tutti, basta leggere i giornali che dedicano attenzione a questo problema. Perchè se è vero che in queste pagine i nomi e alcuni particolari sono falsi, per proteggere chi ha parlato, quel che è vera è l’umanità dolente e paziente, martoriata e non vinta dei protagonisti che ci arriva attraverso il racconto di grande misura, senza coloriture e ricorso a strumenti retorici o ricatti sentimentali, grazie alla scrittura profondamente partecipe di De Filippo.
Come sempre, questa narrativa del reale, frutto di anni di lavoro giornalistico, trasformato dall’operazione letteraria e la sua capacità di dare verità a quel che dice o fa dire, colpisce la coscienza di chi legge, rivelandogli quel che accade sotto i suoi occhi, solo dietro l’angolo. Un qualcosa di mostruoso e che sembra non appartenere a un paese occidentale civile, a quell’Europa che pure si dice fedele alla memoria perchè la dignità dell’uomo non venga più schiacciata.
"FRANCESCODe Filippo divide i suoi racconti in Inferno, Purgatorio e Paradisio, tra chi appunto passa o ha passato le vicende più nere, chi sopravvive in qualche forma e chi ce l’ha fatta, e lo fa dandoci tanti riferimenti reali, a cominciare dai luoghi, le strade, i punti di raccolta, quelli dove ci si riunisce, quelli dove si aspetta il Califfo, ovvero il caporale che scegli i lavoratori per la giornata. Sono appunto strade delle nostre città, magari poco frequentate, ma vicino alle quali inevitabilmente ci tocca di passare: allora ci viene da chiederci se siamo più ombre umane noi, con la nostra indifferenza, o loro, col loro patire, da Mahari beffato dai nostri regolamenti a Albasit, rifugiato senza diritti, da William a Ru Yan, da chi vive in grotta e chi in una casa di bottiglie, che purtroppo ha attirato la curiosità della stampa.

FRANCESCO DE FILIPPO, QUASI EGUALI
(OSCAR MONDADORI, pp. 202 – 10,50 euro).