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"Tiziana
Donna vivace, strepitosa, incontenibile. Per “bontà nostra” Tiziana Schiavarelli (nella foto) è un’ottima attrice, compagna da sempre di Dante con cui firma gli spettacoli e sitcom della premiata ditta Anonima GR. E adesso? Anche scrittrice, ma solo per farsi conoscere a tutto tondo. E sì, perché Tiziana Schiavarelli si rivela e si confessa subito "Io, la seconda figlia– Storia semiseria di una primadonna" (Gelsorosso; pag 63; euro10,00) rivelando pregi e difetti di una bambina stile Gianburrasca e poi giovane sposa e mamma moderna. Un esempio anche di pazienza incredibile. Ora, donna matura con i piedi per terra e dai sani principi di cui va fiera, è appagata. Altro che Catene! Un libro, il suo debutto nell’editoria, che piace perché si legge d’un fiato e si rilegge una, due, tre volte. Scoprendolo ogni volta come nuovo. Innovativo come tipo d’impaginazione e arricchito da immagini in bianco e nero di grande impatto.

Nel libro l’inizio è scoppiettante. Essere seconde figlie può essere un tragedia, ma qua s’impara a sopravvivere, vero?

Non me la sono vista male io, come seconda figlia. Anzi! L’unica cosa che lamentavo da piccola erano soprattutto le scarpe di seconda mano. Per il resto, e cioè abbigliamento e giocattoli usati, non ci facevo neanche tanto caso. Ma le scarpe, così come la maggior parte delle donne, erano di primaria importanza per me. Poi per il resto i secondi figli, rispetto ai primi che sono trattati con la massima cura come dei cristalli, vengono manovrati senza troppa cura, senza troppi impacci, con più praticità e di conseguenza ne vengono fuori persone più pratiche!

Essere seconde, insomma, non è poi tanto male. Porta i suoi vantaggi, come il matrimonio “al risparmio”? Parliamone.

"Io,Il vantaggio dei secondi figli è che evitano le mazzate che si prendono i primi quando cominciano a conquistare le loro libertà. I secondi camminano su un terreno già spianato. Per quanto riguarda il nostro matrimonio in quattro, no, non mi sono sposata seguendo la scia di mia sorella più grande, è semplicemente che ci divertiva l’idea di fare questo matrimonio “in comitiva”. Al risparmio non ci avevamo manco pensato, ma effettivamente ci venne a costare la metà. I parenti non so se ne rimasero contenti, visto che i regali invece li fecero a doppio!

I tempi sono cambiati. Le sue esperienze adolescenziali, anche forti, oggi possono essere d’esempio per le nuove generazioni?

Le mie esperienze personali raccontate nel libro, sono anche lo specchio di una generazione, sono cose vissute da tantissimi ragazzi degli anni ‘70/’80. I ragazzi del 2000 hanno altro tipo di approccio con le cose perché la storia è nettamente cambiata. Raccontare e far conoscere il proprio vissuto alle nuove generazioni, nel bene o nel male, ovviamente serve a capire il frutto di quale pianta siamo. Poi, vabbè, ognuno si vive le sue esperienze sulla propria pelle.

Si ride nel libro, ma si riflette molto. Ammetta, merita una medaglia al valore casalingo?

Lei che dice? Io dico “AIVOGLIA!!!”
A Dante così pignolo, un po’ maniacale lei dedica una dichiarazione d’amore. Un monito a resistere rivolto a tutte le sue coetanee insoddisfatte?
Sono sempre innamorata di Dante dopo tantissimi anni di convivenza stretta stretta ossia 24 ore su 24 appiccicati. A volte lo vorrei uccidere, ma davvero eh? Altre volte me lo abbraccio e me lo coccolo e posso dire con fermezza una cosa: non ci siamo mai annoiati insieme. No, non è un monito alle mie coetanee a resistere, anzi se non sopportate più una persona o vi sta un tantino annoiando, non soccombete mai, mollate!!! Certo è facile parlare…

Eppoi da ogni situazione negativa ha saputo sempre cogliere la positività. E’ il consiglio che dà?

È chiaro che sì. A volte le situazioni negative ci fanno stramazzare e ci fanno pensare che tutto è perso. Sono molto importanti le persone che ci stanno vicino e ci aiutano a rialzarci. Devo molto a queste persone ma anche al mio carattere combattivo e a quel fuoco di allegria che ho dentro di me. E che mi ha permesso, finora, di ridere degli errori che ho commesso, delle cose che ho fallito, delle occasioni che ho perso e delle “cape” di pianto che mi sono fatta.

Il tradimento un toccasana per il fisico. Però mai chiedere di più all’amante, vero?

Io nel mio libro predico un sano tradimento ogni tanto, che a volte serve a rinvigorire i rapporti un po’ spenti. Sinceramente non è una mia diretta esperienza, perché come ho detto, il mio rapporto non si è mai afflosciato. Ma sentendo i racconti delle mie tante amiche, ne ho tratto una mia conclusione. Non cerchiamo di accasarci subito col nostro nuovo amore, viviamoci quest’avventura di passione e di clandestinità, non proponiamo subito “progetti per il futuro” , insomma, non cerchiamo di avere tutto e subito, se qualcosa si concretizzerà lo dirà il tempo.

Non si è fermata al libro. Ha tratto un omonimo monologo, a teatro in questo periodo. Come sta andando?

Ho sempre lavorato in compagnia. Questa del monologo è stata la mia prima esperienza. Il monologo è una sfida per ogni attore ed ogni sera per me è un’emozione fortissima che mi azzera la saliva. Lo spettacolo sta andando benissimo, il pubblico mi gratifica moltissimo. Sto troppo bene sulla scena, da sola.

E Dante la lascia andare in scena …tutta sola?

Dante non viene spesso a vedermi, ma a volte a fine spettacolo, lo trovo nel mio camerino, mi dà un bacio in testa e se ne va.