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"berlino-porta-brandeburgo"I tempi in cui le prostitute berlinesi facevano gli straordinari, durante i mondiali di calcio del 2006, sono ormai un lontano ricordo: oggi, con la recessione che avanza, i bordelli della capitale sono pronti a tutto pur di attirare i clienti, anche a offrire servizi illimitati a prezzo fisso.
Ed è proprio quello che ha deciso di fare il ‘Pussy Club‘, a Sud-Est della città, con la sua offerta ‘paghi una volta, tutto incluso, presentata tra le inserzioni a luci rosse dei tabloid come il ‘konjunktur paket‘, una sorta di pacchetto anti-crisi per risvegliare la voglia di sesso.
La strategia di marketing è semplice, riporta l’edizione online del settimanale Der Spiegel. Durante le ore meno frequentate, dalle 10:00 alle 16:00, il ‘Pussy Club’ offre – per 70 euro – accesso illimitato alle prostitute e un buffet ‘tutto compreso, senza limiti sulle quantità consumate.
Nonostante la super offerta, scrive lo Spiegel, sembra però che la casa chiusa non sia ancora riuscita a battere la crisi: «Gli affari vanno normalmente», ha commentato una portavoce al giornale.
Secondo alcune stime, la crisi economica ha ridotto del 20% il numero dei clienti che frequentano i bordelli in Germania, legalizzati nel 2001. Non sorprende, quindi, che lo scorso gennaio anche l’industria a luci rosse tedesca abbia reclamato gli aiuti dello Stato.
«Un aiuto economico avrebbe senso», aveva detto Uwe Kaltenberg, rappresentante dell’associazione federale dei commercianti di articoli erotici, al quotidiano regionale Westdeutsche Allgemeine Zeitung.
Si tratta soprattutto di sex-shop a conduzione familiare e di piccole e medie compagnie di produzione di film a luci rosse, ha spiegato la Kaltenberg, che accetterebbero di buon grado eventuali aiuti.
Un’idea, questa, che era già venuta al re americano del porno, Larry Flynt, fondatore della rivista Hustler, il quale – insieme a Joe Francis, produttore della serie di dvd ‘Girls gone Wild’- aveva chiesto al Congresso aiuti per cinque miliardi di dollari. I due sostenevano che, «a causa della recessione, gli americani sono troppo depressi per essere attivi sessualmente» e che quindi serve una buona dose di fondi pubblici per rilanciare il settore.