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"kenken"Oltre il Sudoku: il New York Times, che non aveva mai ceduto alle lusinghe del celebre gioco di logica inventato da un architetto dell’Indiana negli anni Settanta ma popolarizzato in Giappone, ha lanciato KenKen, un esercizio di ginnastica mentale che oltre alla logica impone l’uso di elementari regole aritmetiche.
Per Will Shortz, il mago dei cruciverba del quotidiano americano, KenKen è, dopo il Sudoku, il «rompicapo che dà più assuefazione» della storia: l’ideatore è un insegnante di Tokyo, Tetsuya Miyamoto. A sentire lui, il gioco è un ottimo stimolo per lo sviluppo dell’elasticità mentale necessaria ai ragazzi per affrontare i ragionamenti matematici.
Il Ken Ken si gioca su schemi quadrati di 3×3, 4×4, 5×5 o 6×6 caselle e la regola fondamentale del gioco richiama quella del Sudoku: in ogni riga e ogni colonna devono trovare posto senza ripetizioni i numeri da 1 a 3 per lo schema più piccolo, da 1 a 4 per lo schema 4×4, e così via.
Alcune caselle sono raggruppate da un bordo in grassetto e, nell’angolo in alto a destra della prima casella, è riportato un numerino e un segno di operazione. A differenza del Sudoku, che non ha niente a che fare con la matematica e potrebbe essere giocato con simboli anzichè numeri, KenKen richiede un buon livello di capacità aritmetiche soprattutto nelle griglie più grandi dove per far tornare i conti bisogna fare una serie di calcoli nella propria testa. Il vincolo ulteriore è che applicando l’operazione indicata alle cifre del gruppo, bisogna ricavare il numero corrispondente.