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Liff Awards, nona edizione. Dal 2 al 4 settembre le premiazioni dei vincitori

2 Set 2011 | Nessun Commento | 15.112 Visite
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The desperate dell’iraniano Ben Hur SepehrLa nona edizione del Levante International Film Festival arriva al clou con i Liff Awards. Dal 2 al 4 settembre, nella sala conferenze di Banca Apulia in Corso Vittorio Emanuele 102/a saranno proiettati i film vincitori delle sezioni Custom (lungometraggi), Experience (corti) e Investigation (documentari).

Una giuria internazionale composta dai produttori Sabina Kodra e Roberto Gambacorta, i registi Andrea Costantino, Antonio Minelli e Antonio Mitrikeski, il critico cinematografico Carmen Gray ha selezionato le opere su più di trecento film premiati nei festival di tutto il mondo.

Alle giornate di premiazione, accanto a registi e produttori, parteciperanno l’assessore comunale al Marketing Gianluca Paparesta, il vicesindaco Alfonso Pisicchio, l’assessore all’Innovazione agricolo-aziendale della Provincia di Bari, Francesco Caputo, il presidente della Camera di Commercio Italo Orientale, Antonio Barile, lo scrittore Antonio Bertoli.

Venerdì 2 settembre, dalle 19.30, in calendario la proiezione del film Amore liquido di Marco Luca Cattaneo (90 minuti, menzione speciale per la regia, sezione Custom). Questa la storia. Mario è un operatore ecologico quarantenne, vive a Bologna ed è pornodipendente. Durante il mese di agosto rimane in città quando questa praticamente si svuota e si trasforma in un luogo spettrale. Mario vive nel centro storico con l’anziana madre costretta sulla sedia a rotelle dopo un ictus. Durante questo periodo il protagonista fa un incontro tanto casuale quanto inaspettato con Agatha, una ragazza madre che irromperà nella sua vita, fino a quel momento monotona e solitaria, come un vero e proprio ciclone, risvegliando in lui sentimenti da tempo sopiti e con i quali Mario sarà costretto a fare i conti.

Alle 21.30 la seconda proiezione: il documentario Lettere dal deserto (elogio della lentezza) di Michela Occhipinti (88 minuti), premiato per la miglior fotografia, nella sezione Investigation. Il mondo corre, mentre Hari, il protagonista del film, cammina. Le sue scarpe consumate percorrono lunghe distanze nel deserto per recapitare messaggi chiusi in lettere scritte a mano, dalla calligrafia preziosa, da consegnare a destinatari che abitano villaggi sperduti, chiusi in una dimensione temporale dimenticata, fuori dal mondo. Le lettere parlano di amori, matrimoni, successi e decessi, quelle che portano la morte si riconoscono subito, sono quelle con l’angolo destro tagliato, che Hari legge sull’uscio ad alta voce e poi strappa, perché le brutte notizie vanno distrutte, disperse, cancellate per sempre.

Sabato 3 settembre il festival propone, dalle 19.30 altri due film vincitori: il documentario Waste Land dell’inglese Lucy Walker (98 minuti, miglior film e miglior montaggio nella sezione Investigation). Waste Land segue il famoso artista Vik Muniz in viaggio dalla sua casa di Brooklyn verso quella natia in Brasile e la discarica più grande del mondo, quella di Jamin Gramacho, situata nella periferia di Rio de Janeiro. Lì fotografa una eclettica banda “I Catadores”, raccoglitori di materiali riciclabili.

Alle 21.45 in programma Red Gloves, del rumeno Radu Gabrea, premiato per la miglior regia nella sezione Custom (117 minuti). Nel 1957, dopo la repressione sanguinosa da parte dei carri armati sovietici della rivoluzione ungherese del novembre 1956, il regime comunista in Romania, temendo simili eventi, cominciò un programma su grande scala di arresti e esperimenti per sopprimere qualsiasi tentativo di imitare quanto accaduto. In Transilvania, dove le notizie dei fatti del paese vicino si erano diffuse tra i capi delle popolazioni rumene, ungheresi e tedesche, la polizia politica segreta, la Securitate, metteva in atto un’estesa campagna di arresti. Una delle vittime di questa campagna è Felix Goldschmidt, di origini sassoni, studente all’università di Cluj e a capo di un gruppo letterario.

Domenica 4 settembre, ultima giornata di proiezioni, dalle 19.30 con il cortometraggio The desperate dell’iraniano Ben Hur Sepehr: miglior film e miglior storia nella sezione Experience (31 minuti). Il film racconta il dramma di un uomo di fronte a una scelta tra il desiderio di vendetta e l’etica professionale. In una notte di pioggia e alla vigilia della sua esecuzione prevista in un campo di concentramento durante la Seconda guerra mondiale, Jewish, un medico, viene costretto a eseguire un’operazione di chirurgia d’urgenza sul figlio di un violento generale dell’esercito tedesco.

Alle 20.45 proiezione di Los Condenados dello spagnolo Isaki Lacuesta (miglior film, miglior attore, migliore attrice, sezione Custom, 94 minuti). Due ex guerriglieri si incontrano nuovamente dopo trent’anni, durante la ricerca illegale del corpo di un terzo compagno scomparso. Ma non sono più gli stessi. La tensione e i segreti tenuti nascosti così a lungo verranno a galla lentamente.

Nella foto è ritratta un’immagine del film The desperate dell’iraniano Ben Hur Sepehr.

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