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“Genesi” di Sebastiao Salgado in una mostra fotografica all’Ara Pacis di Roma

15 Mar 2013 | Nessun Commento | 1.329 Visite
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Sebastiao Salgado
Otto anni in giro per il mondo, otto anni dietro l’obiettivo della macchina fotografica e oltre 30 reportage per «ricongiungerci con il mondo com’era prima che l’uomo lo modificasse fino quasi a sfigurarlo». Sebastiao Salgado, uno dei più grandi fotografi contemporanei, ha presentato a Roma, in anteprima mondiale, Genesi. Un progetto fotografico iniziato nel 2003 e che ora approda nei musei di mezzo mondo, tra cui quello dell’Ara Pacis a Roma, dal 15 maggio, in contemporanea con altre grandi capitali come Londra (dal 9 aprile), Toronto (2 maggio), Rio de Janeiro (24 maggio).

Oltre 200 le foto, scelte tra i 10 mila scatti realizzati da Salgado (“C’è voluto tempo per decidere, il Pianeta è così pieno di tutto», ha sottolineato Lelia Wanick Salgado, moglie di Salgado e curatrice della mostra), che offrono uno sguardo appassionato che sottolinea la necessità di salvaguardare il pianeta, di assumere comportamenti rispettosi della natura, di ritrovare una nuova armonia. Come ai primordi, come ai tempi della Genesi. Dalle foreste dell’Amazzonia e del Congo ai ghiacciai dell’Antartide e dell’Alaska, dai deserti dell’America e dell’Africa alle montagne del Cile e della Siberia: un viaggio fotografico nei 5 continenti, rigorosamente in bianco e nero come è d’abitudine per Salgado, per raccontare e far conoscere la bellezza, unica e preziosa, del Pianeta Terra. E che per la prima volta, nella vita professionale del fotografo, non mette in primo piano l’uomo, non denuncia, ma svela le meraviglie del mondo animale e naturale.

«Il mio non è stato un approccio di tipo antropologico – ha spiegato il fotografo brasiliano -. Sono andato a fotografare come curioso. Questo progetto è un percorso potenziale verso la riscoperta del ruolo dell’uomo in natura. L’ho chiamato Genesi perchè desidero tornare alle origini del pianeta: all’aria, all’acqua e al fuoco da cui è scaturita la vita; alle specie animali che hanno resistito all’addomesticamento; alle remote tribù dagli stili di vita cosiddetti primitivi e ancora incontaminati. In queste zone si può ancora trovare un mondo di purezza, perfino d’innocenza. Abbiamo già distrutto tanto – aggiunge -, ora è il momento di prendere coscienza e di ripartire. Di proteggere la parte ancora viva. Solo così l’uomo potrà sopravvivere».

Gli scatti sono stati suddivisi in cinque sezioni: Il Pianeta Sud con l’Argentina e l’Antartide, I Santuari della Natura rappresentati dalla ricchezza delle isole, regno della biodiversità, L’Africa, Il grande Nord delle regioni fredde, L’Amazzonia, polmone del mondo, e il Pantanal.

«La mostra potrà essere un contributo significativo per riportare l’attenzione sulle regole fondamentali della natura – ha detto il ministro dell’ambiente Corrado Clini in un videomessaggio -. Genesi ci richiama l’esigenza di proteggere l’ambiente. Uomo e Natura sono la stessa cosa».

Sul progetto sarà realizzato anche un film di Giuliano Salgado (figlio della coppia brasiliana) con Wim Wenders. La mostra, a Roma, sarà aperta fino al 15 settembre e sarà accompagnata dal libro omonimo Genesi (edito da Taschen).

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