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Calvizie, spesso un problema psicologico che un probema reale

22 Mag 2011 | Nessun Commento | 2.654 Visite
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CalviziePerdere i capelli, può essere per un giovane e non solo, un vero e proprio problema psicologico. Negli ultimi venti anni, infatti, la percentuale di adulti, in generale, che hanno perso i capelli, è aumentata del 24%,rispetto al ventennio che va dal 1970 al 1990. La perdita di capelli o la semplice stempiatura, può comportare una chiusura verso il prossimo, almeno all’inizio del problema. Negli ultimi anni, è aumentata, però, anche la percentuale di ragazzi che semplicemente per moda o per vanità, hanno deciso di rasarsi completamente a zero. Oggi, infatti, le donne vedono di buon grado, rispetto ai decenni passati, parlare, comunicare o semplicemente amare un uomo calvo. In termini medici la calvizie, è una condizione di mancanza totale o parziale dei capelli. L’azione del DHT ( diidrotestosterone), provoca una miniaturizzazione dei follicoli e dei capelli, che in un primo momento, non diminuiscono di numero, ma diventano sempre più sottili e la radice sempre più superficiale. La calvizie, si manifesta con un progressivo cambio nella pigmentazione dei capelli, all’interno dei quali termina la produzione di pigmenti (melanina). Quindi, anche se i capelli non cadono in un primo momento, si assiste ad un vero e proprio diradamento degli stessi. Progressivamente, poi, si assiste all’accorciamento della fase di crescita ( FASE ANAGEN), che comporta una forte caduta. L’aspetto sottile e l’incapacità di produrre capelli più lunghi di un normale pelo, danno il tipico aspetto diradato del cuoio capelluto, sintomo della calvizie. Non esiste un numero preciso di capelli caduti come loro indice di salute; la loro caduta dipende dalla quantità di capelli presenti sul cuoio capelluto. Essi possono essere da 100 a 200 mila circa, e la caduta media giornaliera, può variare dalle trenta alle cento unità. In molte persone esistono poi dei fenomeni che si verificano a seconda delle stagioni ( calvizie periodiche): Nelle stagioni di transizione, infatti, cioè, in autunno e primavera, la caduta dei capelli, può aumentare perchè l’uomo conserva una manifestazione uguale a quella di altri mammiferi pelosi: la muta. In altri periodi alcuni ormoni, attivano un processo sincronizzato, con una perdita di capelli uguale alla ricrescita.

CalvizieE’ un semplice fattore fisiologico, che non causa una vera calvizie. Una delle cause più frequenti di perdita di capelli, può dipendere da uno stile di vita non molto esemplare per la nostra salute; ad esempio il fumo è la prima cosa de evitare. Oltre ad essere tossico per il nostro organismo, lo è ancora di più per il bulbo pilifero, specialmente se questo è geneticamente predisposto alla caduta( alopecia androgenetica). Il fumo agisce da vasocostrittore e diminuisce l’ossigenazione, e di conseguenza favorisce la perdita dei capelli. Un altro fattore che causa la perdita dei capelli è lo stress; condizioni di lavoro psicologicamente negativi, forti traumi emotivi prolungati, possono portare anche ad una calvizie in tempi rapidi. Intervenendo, però, sulle cause del fenomeno, è possibile riportare le condizioni alla normalità in tempo breve e con buona probabilità di successo. Il primo esame da effettuare se si pensa che stiamo perdendo i capelli, o se siamo soggetti a rischio (ereditarietà), è il tricogramma. Ovvero l’osservazione ad un microscopio di capelli prelevati in diverse aree del cuoio capelluto. Questo esame consente di conoscere quanti capelli crescono e quanti ne muoiono. Un esame più sofisticato è il fototricogramma, che si esegue fotografando aree di cuoio capelluto, nelle quali i capelli sono stati tagliati a circa due mm di lunghezza; ripetendo la foto ad intervalli di alcuni giorni si può rilevare il numero di capelli in crescita. Nel tempo comunque, ed in questi anni, non è stato provato scientificamente se esiste un fattore ereditario, per la perdita dei capelli; ma, invece, uno stile di vita corretto, senza stress, fumo e cattiva alimentazione aumenta la possibilità per il nostro cuoio capelluto di restare nella propria sede per tutta la vita.

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