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Affrontare il tema delle Zone Economiche Speciali significa da subito esaminare le opportunità, i vantaggi e le criticità derivanti dalla loro costituzione e permanenza, avendo compiuta conoscenza della conformazione geografica del territorio, senza escludere gli aspetti economici pregressi e interessanti. La ZES ha l’obiettivo di prevederne le potenzialità e la propensione del territorio a ricevere ogni elemento di sviluppo derivante da vari tipi di progetti esibiti. Di questa importante e interessante realtà se ne cominciò a parlare molto prima del 2017, fino a quando il comma 2 dell’articolo 4 del decreto legge del 20 giugno 2017 numero 91, convertito con modificazione dalla Legge del 3 agosto 2017 numero 123 definì la ZES: una zona geograficamente delimitata, chiaramente identificata, costituita da aree non territorialmente adiacenti, purché abbia un nesso economico funzionale e che comprenda almeno un’area portuale. Insomma la ZES è una zona franca, nella quale determinate regole non si applicano, tra queste non si applicano quelle di carattere fiscale generatrici di ricchezza e prosperità. La storia racconta che furono i Romani al tempo dell’Impero ad averne la prima percezione. In oltre cinque anni i dibattiti sono stati tanti, molti poco approfonditi, altri posseduti da criteri e pensieri politici senza chiarire bene l’aspetto fondamentale della ZES: un binomio zona franca – sviluppo industriale o commerciale – ricchezza con attrazione di investimenti diretti – leva per un rinascimento economico per i territori interessati. Per ben capire tutto questo mondo basta sfogliare le pagine del libro del professore universitario Aldo Berlinguer – “Porti, Retroporti e Zone Economiche Speciale” edito da Giappichelli editore, per avere un quadro chiaro di cosa sia e cosa si può veramente realizzare. L’attualità immediata comunica che presumibilmente dopo l’estate riprenderà l’iter che porterà la Zona Economica Speciale ad avere un’operatività per tutto il Sud. Al seguito ci sono le dichiarazioni del Ministro Fitto della piena disponibilità dell’Europa ad estendere a tutto il Mezzogiorno d’Italia le misure di incentivazione e semplificazione previste nella ZES. Il Sud diventerà tutta un’area ZES. La Basilicata, in assenza di aree portuali, parteciperà alla costituzione della ZES esclusivamente in forma associativa con la regione Puglia. Per questo è stata inserita nella ZES Jonica, dove sono presenti già tredici borghi lucani tra Potenza e Matera: Atella, Baragiano, Balvano, Lauria, Melfi, Senise, Tito, Viggiano, Ferrandina, Matera, Pisticci, Policoro, Scanzano Jonico. Nel piano di sviluppo strategico realizzato dalla regione Basilicata nel maggio 2018 sono state identificate per ogni singolo paese le aree interessate e le attività specifiche che verranno sviluppate, evidenziando le infrastrutture da realizzare per il trasporto delle merci. Il piano strategico approvato dalla Giunta regionale con proprio atto numero 143 del 2018 prevede una ZES Lucana con quella Jonica, con uno sbocco principale del sistema logistico regionale nel porto di Taranto, con tre principali poli logistici e produttivi: Melfi, Ferrandina e Galdo di Lauria. La domanda resta sempre la stessa: i protagonisti e i partecipanti hanno capito bene cos’è la ZES? Non è un luogo all’italiana solo per evadere le tasse e fare profitti per proprio conto e raccogliere voti dalla politica.

Oreste Roberto Lanza

 

Oreste Roberto Lanza

Oreste Roberto Lanza è di Francavilla Sul Sinni (Potenza), classe 1964. Giornalista pubblicista è laureato in Giurisprudenza all’Università di Salerno è attivo nel mondo del giornalismo sin dal 1983 collaborando inizialmente con alcune delle testate del suo territorio per poi allargarsi all'intero territorio italiano. Tanti e diversi gli scritti, in vari settori giornalistici, dalla politica, alla cultura allo spettacolo e al sociale in particolare, con un’attenzione peculiare sulla comunità lucana. Ha viaggiato per tutti i 131 borghi lucani conservando tanti e diversi contatti con varie istituzioni: regionali, provinciali e locali. Ha promozionato i prodotti della gastronomia lucana di cui conosce particolarità e non solo.