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Giovedì 11 gennaio, alla proiezione delle 21, al Multicinema Galleria di Bari, Wim Wenders presenterà in diretta, in collegamento streaming, il suo ultimo capolavoro «Perfect Days» (sarà intervistato dal giornalista Mattia Carzaniga). È uno speciale appuntamento di «Original Version»: il film sarà infatti proiettato in lingua originale, con sottotitoli in italianoBiglietti acquistabili in cassa e on line, su multicinemagalleria.18tickets.it (infotel: 080.521.45.63).
«Perfect Days», premiato al Festival di Cannes 2023 con la Palma d’Oro per la migliore interpretazione maschile e presente nella shortlist degli Oscar 2024 fra i migliori film stranieri, racconta la storia di un uomo di 60 anni, di nome Hirayama, interpretato da Kôji Yakusho. «C’è tanta felicità, tanta gioia – ha dichiarato Wenders – nell’esistenza di Hirayama. Quest’uomo rappresenta un piccolo pezzo di utopia. La terribile malattia dei nostri tempi è la paura di perdere qualcosa, mentre la caratteristica di Hirayama è che non gli manca nulla».
L’uomo si dedica con cura e passione a tutte le attività della sua giornata, dedicando un sorriso alle tante piccole cose che ama. Parla poco, Hirayama. Si commuove nell’ascoltare Lou ReedPatti SmithThe AnimalsVan Morrison, Otis Redding Nina Simone. O nel fotografare la luce che filtra tra le foglie degli alberi. La sua è una vita semplice: il suo lavoro consiste nel pulire i bagni pubblici di Tokyo e la routine quotidiana è scandita da un ritmo perfetto, meticoloso ed essenziale.
Sveglia all’alba, rasoio, un album da assaporare ogni volta come se fosse nuovo nel furgoncino che lo porta verso il lavoro. Poi un bel bagno, cena in localini di fiducia, dove ordina il solito, e infine ritorno a casa, per leggere un libro sdraiato sul tatami. Nel ripetersi del quotidiano, una serie di incontri inaspettati rivela gradualmente qualcosa in più̀ del suo passato. Con Takashi, il ragazzo che rileva il turno pomeridiano di pulizia dei bagni, con una ragazza al parco, con un senzatetto scollato dalla realtà, con la proprietaria di un ristorante che gli riserva piccoli trattamenti di favore.
Redazione

Lsd sta per Last smart day, ovvero ultimo giorno intelligente, ultima speranza di una fuga da una cultura ormai completamente omologata, massificata, banalizzata. Il riferimento all'acido lisergico del nostro padre spirituale, Albert Hofmann, non è casuale, anzi tutto parte di lì perché LSDmagazine si propone come cura culturale per menti deviate dalla televisione e dalla pubblicità. Nel concreto il quotidiano diretto da Michele Traversa si offre anzitutto come enorme contenitore dell'espressività di chiunque voglia far sentire la propria opinione o menzionare fatti e notizie al di fuori dei canonici mezzi di comunicazione. Lsd pone la sua attenzione su ciò che solletica l'interesse dei suoi scrittori, indipendente dal fatto che quanto scritto sia popolare o meno, perciò riflette un sentire libero e sincero, assolutamente non vincolato e mosso dalla sola curiosità (o passione) dei suoi collaboratori. In conseguenza di ciò, hanno spazio molteplici interviste condotte a personaggi di sicuro spessore ma che non trovano spazio nei salotti televisivi, recensioni di gruppi musicali, dischi e libri non riconosciuti come best sellers, cronache e resoconti di sport minori, fatti ed iniziative locali che solitamente non hanno il risalto che meritano. Ma Lsd è anche fuga dal quotidiano, i vari resoconti dai luoghi più suggestivi del pianeta rendono il nostro magazine punto di riferimento per odeporici lettori.