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“ Il Caso Pantani “ – l’Omicidio di un Campione – film prodotto dalla Mr. Arkadin Film, con la Regia di Domenico Ciolfi; attori : Marco Palvetti, Fabrizio Rongione, Brenno Placido e con Francesco Pannofino e Monica Camporesi, approda a Bovino. Sabato 18 febbraio a partire dalle ore 17,30 circa, nella splendida cornice della Biblioteca del Castello intitolata a Orazio Sgambati, presenti Monica Camporesi e Domenico Ciolfi, rispettivamente attrice e regista – non si esclude la partecipazione di altri protagonisti del film -, il film campione di incassi 2021/2022, proiettato in centinaia di sale cinematografiche italiane ed estere e pluripremiato, verrà presentato alla cittadinanza Bovinese. Un incontro per far luce sulla verità della vita spezzata del pluricampione Marco Pantani, il ciclista più amato di sempre ed ancora ricordato per gesta senza tempo e dalle forzi sensazioni emozionali. Un campione che venne messo al bando da falsità incommensurabili che ancor oggi gridano vendetta e verità.   Marco Pantani fu trovato morto il 14 febbraio 2004. Ciclista con caratteristiche di scalatore puro fu soprannominato “il Pirata” (o anche “Pantadattilo“, appellativo attribuitogli dal giornalista Gianni Mura), è considerato tra i più forti scalatori puri di ogni tempo per i suoi record in salita e i riconoscimenti da parte di altri corridori.

Professionista dal 1992 al 2003, ottenne in tutto 46 vittorie in carriera, con i migliori risultati nelle corse a tappe. Si consegnò alla storia per esser entrato nel ristretto novero di atleti in grado di centrare la cosiddetta “doppietta GiroTour“, trionfando nei giri d’Italia e di Francia nella stessa annata (1998); cronologicamente, è stato l’ultimo ciclista (dopo Fausto CoppiJacques AnquetilEddy MerckxBernard HinaultStephen Roche e Miguel Indurain) a riuscire nell’impresa. Vinse inoltre la medaglia di bronzo ai mondiali in linea del 1995. Suoi sono i tempi d’ascesa più veloci su due delle vette più prestigiose del Tour, il Mont Ventoux (46:00) e l’Alpe d’Huez (36:50) . La sua carriera fu costellata da incidenti e contrattempi più o meno gravi, che a più riprese resero difficile (ma appassionante per il pubblico) il suo ritorno alle gare. Escluso dal Giro d’Italia 1999 a causa di un valore di ematocrito al di sopra del consentito, risentì del clamore mediatico suscitato dalla vicenda. Pur tornato alle gare l’anno seguente, raggiunse solo sporadicamente i livelli cui era abituato, chiudendosi molto e abbandonandosi nella vita privata all’uso di droghe, come la cocaina. Caduto in depressione, morì il 14 febbraio 2004 a Rimini per intossicazione acuta da cocaina e psicofarmaci antidepressivi con conseguente edema polmonare e cerebrale, così come provato dall’autopsia del 2004 e da una successiva perizia medico-legale del 2015, questo secondo la tesi giudiziaria. Le circostanze della sua morte, al pari di quelle della sua esclusione dal Giro 1999, sono ancora oggetto di dibattito. Solo qualche mese fa la Procura di Rimini ha riaperto il caso non escludendo l’omicidio e questo anche grazie al film prodotto dalla Mr. Arkadin film. A distanza di ben diciannove anni dalla sua morte si può parlare di : finalmente verità e restituire dignità ad un campione morto tra indifferenza e coscienze sporche di sangue? Lo scopriremo insieme al regista, agli attori ed a tanti appassionati a Bovino dopo aver seguito il film. Il dibattito è aperto a tutti e forse, parlarne ancora e di più, renderà onore ed omaggio ad un campione che ancora vive nei cuori di ognuno di noi. Continua così indefessa l’azione culturale dell’amministrazione guidata da Vincenzo Nunno che, dopo l’inaugurazione del museo delle armi, della biblioteca di comunità, delle innumerevoli manifestazioni ed incontri culturali, non ultima l’istituzione del Parco Letterario intitolato a Mariateresa di Lascia unitamente ai comuni dell’Unione dei Comuni dei Monti Dauni, cui spetta il plauso dell’iniziativa, sta catalizzando interessi e partecipazioni senza precedenti. La proiezione del film sarà, nel dibattito, accompagnata dalle musiche del cantautore di fama internazionale, Lino Rufo. Moderatore della serata il giornalista Maurizio Varriano. Presto in città Paolo Crepet ed altri scrittori ed autori di fama internazionale.

Redazione

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