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Il Tribunale di Bari, con la sentenza 798/2022, resa all’esito del giudizio civile R.G. 12600/2017 è tornato a pronunciarsi sulla questione “titoli illiquidi” emessi da Veneto Banca, anche attraverso alcune delle società del proprio gruppo, come Banca Apulia spa.

La vicenda vede coinvolti 4 investitori (difesi dagli avvocati Fabio Mastrorilli e Mario Del Vecchio) che avevano acquistato azioni (titoli illiquidi) per un totale di quasi 100.000,00 Euro, al prezzo iniziale di oltre € 30,00 cadauna. Il valore nominale di tali azioni, nel corso del tempo è sceso fino quasi ad azzerarsi. Il Tribunale di Bari, tuttavia, non si è espresso sulla perdita delle somme investite, quanto sulla condotta tenuta dall’intermediario bancario, la società Banca Apulia spa, in spregio delle norme poste a tutela dell’investitore spa, nei seguenti termini.

Ll’avv. Fabio Mastrorilli

L’Autorità Giudiziaria adita, infatti, in primo grado, ha evidenziato che le azioni in questione ricadono fra quelle non quotate in Borsa e che sono caratterizzate da un profilo di rischio alto o medio-alto, assimilabili dunque a “titoli illiquidi”, per i quali sussiste una potenziale difficoltà di liquidazione entro un lasso di tempo ragionevole ed a condizioni di prezzo significative.

Sul punto, all’esito della Consulenza Tecnica d’Ufficio espletata nel corso del giudizio è emerso che l’acquisto dei titoli illiquidi non fosse adeguato rispetto ai profili di investimento dei quattro clienti, perché ad esempio non corrispondente agli obiettivi di investimento o per eccesso di rischiosità della operazione. L’art. 39 del Regolamento Consob del 2007, invero dispone che l’intermediario finanziario, nel caso di specie Banca Apulia spa, debba verificare, fra l’altro, l’adeguatezza del profilo di investimento rispetto alla natura dello strumento finanziario proposto (titoli illiquidi), circostanza che nel caso di specie non è avvenuta e che pertanto, ha portato l’Autorità Giudiziaria a dichiarare l’inadeguatezza dell’investimento.

L’avv. Mario Del Vecchio

Tale inadeguatezza, continua il Tribunale, unitamente agli altri addebiti porta con sé la risoluzione di tutti gli ordini di acquisto, la restituzione delle somme investite, previa riconsegna delle azioni, oltre al risarcimento del danno da inadempimento contrattuale e del danno da svalutazione monetaria patito dai quattro attori/investitori, oltre il pagamento degli interessi e delle spese di giudizio, a carico di Banca Apulia, in solido con Veneto Banca in Liquidazione coatta amministrativa.