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Unicef: al via il primo evento nazionale per favorire l’intelligenza emotiva. Un progetto ambizioso in cui è coinvolto Alessandro Gatto, direttore artistico del premio Gaber e regista del teatro stabile di Grosseto.

E’ un momento complesso per le relazioni umane, soprattutto per le relazioni tra i giovani, che ha indotto l’Unicef ad avviare una proposta culturale di grande significato sociale per le nuove generazioni, attraverso le arti. Il progetto “Unicef Teatro”, si pone come alleato della scuola per affrontare e dirimere contesti di disagio giovanile, ritardi e difficoltà di apprendimento.

“Credo che sia necessario – spiega Vito D’Alò, direttore artistico dell’Officina d’Arte – incentivare nella scuola la formazione di un’idea relativa all’esperienza teatrale poiché si è riscontrato come la pratica teatrale possa contribuire allo sviluppo dei soggetti in età evolutiva ed in fase di apprendimento. E’ necessario, quindi, favorire delle nuove relazioni tra i giovani attraverso la creatività artistica. Il teatro pedagogico (crescita della personalità) non si limita a trasmettere un sapere artistico, ma dilata la nozione di teatro, concependo l’arte come veicolo per la formazione della persona e il linguaggio teatrale come uno dei possibili linguaggi esperienziali per la scoperta del sé, delle proprie potenzialità, dei propri limiti, della propria capacità relazionale e comunicativa”.

Ed è per questa premessa che, su iniziativa dell’Officina d’Arte che si terrà a Bitetto, nel Liceo Amaldi, il 30 ottobre alle ore 15.30, il convegno nazionale di presentazione del progetto “Unicef Teatro” con la presenza, tra l’altro, di Massimo Bray già Ministro della Cultura e assessore alla tutela e sviluppo delle imprese culturali della Regione Puglia.  L’obbiettivo, dunque, mira alla costituzione di una rete denominata “Obiettivo Nuove Generazioni” finalizzata alla creazione di un percorso che metta in relazione tutti coloro che operano a favore dei giovani attraverso le arti con azioni strutturate concertando, promuovendo, coordinando e realizzando programmi organici finalizzati allo sviluppo e alla promozione dell’intelligenza emotiva e sociale.