Tempo di lettura: 2 minuti

Non può essere una condanna sopravvivere ad un femminicidio. Eppure lo è. Le vittime che scampano ad un omicidio per mano di un compagno, marito, fidanzato, amante, non esistono per la legge italiana. Non sono contemplate da nessuna normativa. Non quella sui femminicidi, non il cosiddetto codice rosso, non il fondo, seppur mai concretizzato, per le vittime di violenza assistita. Un’anomalia giuridica di cui la giornalista Cristiana Cimmino, si è resa conto scrivendo “Fiore d’acciaio. Storia di Chiara “.
Il libro racconta la storia di Chiara Insidioso, tentato femminicidio del 2014, sopravvissuta alle botte del compagno Maurizio Falcioni. Allora aveva 19 anni. Oggi ne ha 26, è inchiodata su una sedia a rotelle, non parlerà più, non avrà mai una vita normale. Ha avuto dallo Stato un risarcimento di tremila euro e percepisce una pensione di nemmeno 300 euro mensili. Non ha né fisioterapia specializzata, né logopedia, nemmeno una carrozzina adatta al suo stato. Perché vive in una struttura per pazienti lungodegenti in stato completamente neurovegetativo. Lei che ha fatto, senza aiuti continuativi, il piccolo miracolo di non diventare un vegetale. Lei che comprende tutto e tutto ricorda, lei che sa usare cellulare, tablet, computer. Ma non ha a disposizione nemmeno i mezzi minimi per una vita che sia degna di questo nome.

L’autrice Cristiana Cimmino

Questo libro si propone di promuovere una normativa che risarcisca e tuteli le donne che, per ora, hanno la sventura di sopravvivere ad un femminicidio. Normativa che già esiste a livello europeo, seppure non specifica né recepita nel nostro paese.
Con il ricavato del libro, l’autrice conta di poter dare a Chiara almeno uno spicchio di decenza, una sedia a rotelle adatta per il suo stato e integrata con un tablet con cui lei possa comunicare con il mondo esterno. Una piccola cosa, qualcosa che in un paese civile non dovrebbe essere lasciata all’iniziativa di pochi ottusi burocrati o ad un progetto privato.
Per questo libro l’autrice ha cercato di mettersi nei panni di Chiara, di darle voce per dire al mondo di fuori: sono qui. Sono viva. Se questa è vita.

Il libro è in vendita su Amazon e su Ibs Feltrinelli. Presto sarà anche in libreria.

Quest’ultimo lavoro letterario fa parte di un progetto di tre libri sui femminicidi, il primo è “Ragazze interrotte” questo  secondo “Fiore d’acciaio. Storia di Chiara” e il terzo di prossima uscita ispirato alla terribile morte di Pamela Mastropietro, la diciottenne romana uccisa e fatta a pezzi, ritrovata in due trolley a Macerata. Tre libri per cercare di svegliare le coscienze sulla piaga dei femminicidi.

Il libro “Fiore d’acciaio. Storia di Chiara” (Media&Books edizioni) sarà presentato a Roma il prossimo 21 settembre alle 19 presso l’Orto della Casa Internazionale delle Donne (via della Lungara, 19) e vedrà con l’autrice Cristiana Cimmino gli interventi di Fabrizio Peronaci (scrittore e giornalista del Corriere della Sera), Vittoria Tola (responsabile nazionale Udi) e Santo Strati (giornalista e direttore editoriale di Media&Books).