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10000 vele contro la violenza sulle donne – cambiamo rotta insieme”. Presentata nella sezione della Lega navale di Barletta il flash mob a bordo delle imbarcazioni di domenica 4 luglio con i Centri antiviolenza di Barletta e Trani.

Un lungo e ideale drappo rosso come simbolo di partecipazione, condivisione e sostegno a questa grande flotta solidale contro la violenza e le discriminazioni di genere

È stata presentata a Barletta la manifestazione “10000 vele contro la violenza sulle donne – cambiamo rotta insieme”. La sezione locale della Lega Navale ha accolto l’invito dei Centri antiviolenza onlus “Osservatorio Giulia e Rossella” di Barletta e Save di Trani ad aderire all’iniziativa di solidarietà e sensibilizzazione in favore della lotta alla violenza sulle donne, che reca il patrocinio della Presidenza Nazionale della Lega Navale Italiana, e che vedrà idealmente legate da un filo rosso tutte le imbarcazioni che parteciperanno alla veleggiata di domenica 4 luglio in contemporanea lungo la costa di tutto il territorio italiano. Ogni imbarcazione coinvolta isserà un drappo o un nastro rosso, quali simboli di partecipazione, condivisione e sostegno a questa grande flotta solidale che solcherà il mare dello stivale, coinvolgendo tutte le realtà veliche nazionali.

La città di Barletta ha aderito alla manifestazione di solidarietà e sensibilizzazione in favore della lotta alla violenza di genere, patrocinando l’evento, su invito dei Centri Antiviolenza “Osservatorio Giulia e Rossella” onlus di Barletta e “SAVE” di Trani; l’iniziativa è sostenuta inoltre da numerose realtà associative del territorio: Barletta sportiva, Ambulatorio popolare Barletta e UISP aps Sport per tutti-Comitato Bat.

Della manifestazione velica sono stati illustrati in mattinata il progetto e gli attori coinvolti nella sede della Lega navale sezione di Barletta (BT), sulla litoranea di Levante, alla presenza della consigliera regionale Debora Ciliento, che ha fatto sentire la vicinanza dell’istituzione regionale all’azione del CAV, e dell’assessora alle Politiche Sociali del Comune di Barletta Maria Anna Salvemini, che ha sottolineato come l’Osservatorio Giulia e Rossella sia un orgoglio per la città e per l’amministrazione, un vero e proprio fiore all’occhiello per tutto il territorio.

Il padrone di casa, Giuseppe Gammarota, Presidente Lega Navale sezione di Barletta, ha illustrato le modalità di adesione e gli obiettivi della manifestazione e del flash mob dei drappi rossi che sventoleranno, simbolo solidale e di libertà, a bordo di imbarcazioni a motore, non avendo il porto di Barletta un pescaggio consono alle barche a vela.

Le proponenti dell’evento, Tina Arbues e Laura Pasquino, rispettivamente Presidente e Vice-presidente dell’Osservatorio “Giulia e Rossella” Centro Antiviolenza Onlus di Barletta, hanno raccontato un po’ la storia del centro antiviolenza che è stato pioneristico nell’azione, vista la sua presenza sul territorio da quasi 25 anni, sottolineando l’importanza della rete e dell’associazionismo e ringraziando anche la collaborazione di Vanna Capurso, Presidente del Centro Antiviolenza “Save” di Trani e delle associazioni sportive e non che hanno inteso aderire compatte all’iniziativa.

Il CAV di Barletta è stato uno dei primi a sorgere in Puglia. Conta sportelli d’ascolto del centro anti violenza anche nelle città di Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia e Trinitapoli. La Arbues ha ripercorso la storia che l’ha portato alla nascita, grazie alla lungimiranza dell’allora amministrazione Salerno.

«Tante associazioni presenti alla conferenza stampa: – ha sottolineato la presidente del CAV di Barletta Tina Arbues – è bastata una semplice mail da parte dell’associazione “10000 Vele di solidarietà” perché oggi si rinsaldassero i principi di democrazia, partecipazione, rispetto per sé e per gli altri. Il valore ed il lavoro svolto dalle associazioni che gestiscono i centri antiviolenza rafforzano il valore della rete sul territorio. L’Osservatorio “Giulia e Rossella” è nato nel 1995 per volontà di un gruppo di donne che ha dedicato tempo e saperi alla nascita del Centro antiviolenza e da allora non abbiamo mai smesso di accogliere donne vittime di soprusi, maltrattamenti di ogni genere, fisico psicologico sessuale ed economico. Il nostro – ha evidenziato la presidente – è stato un cammino costernato da tante difficoltà che sembrano non finire mai, ma ciò che ci tiene legate, compatte e solidali, sono i volti delle donne che con fiducia si rivolgono a noi e di quelle che abbiamo aiutato in questo lungo percorso.

Tanti sono i progetti in campo sul territorio di Barletta, – ha chiosato la Arbues. Oltre alla costante azione educativa rivolta ai più giovani, al fine di destrutturare gli stereotipi culturali che legittimano la violenza agita sulle donne, anche il potenziamento dei percorsi economici, grazie al finanziamento specifico affidatoci dalla Regione Puglia su questo particolare aspetto».

Alla vice-presidente dell’Osservatorio “Giulia e Rossella” – Centro antiviolenza onlus Laura Pasquino è toccato il compito di snocciolare un po’ di numeri di questo CAV che fa parte della storia dell’attivismo cittadino. «Nel triennio 2018-20 il Centro Anti Violenza Osservatorio Giulia e Rossella ha accolto 367 donne, di cui 188 residenti nel Comune di Barletta. La fascia d’età delle donne che si sono rivolte al Centro varia da un minimo di 20 anni ad un massimo di 75 anni. L’età media oscilla dai 35 ai 45 anni, con un ulteriore abbassamento anagrafico nella città di Barletta (con una media di 23/30 anni) dove il Centro Antiviolenza è presente ininterrottamente da 23 anni e, dunque, maggiore e assidua è stata l’attività di sensibilizzazione al fenomeno della violenza di genere. Nel 73,9% dei casi l’accesso è avvenuto spontaneamente, segno degli effetti della costante campagna informativa; nel 26.1% dei casi su invio dei Servizi sociali, segno dell’importante lavoro di rete operato.

Accanto al sostegno concreto e gratuito alle donne che decidono d’intraprendere un percorso di uscita dalla violenza, altrettanto intensa è l’attività di educazione al rispetto tra i generi agita in tutte le scuole di ogni ordine e grado del territorio, grazie ai Programmi Antiviolenza della Regione Puglia. Solo nell’anno scolastico 2018-2019 nella città di Barletta, per esempio, il nostro Centro Antiviolenza ha coinvolto ben 2300 studenti e 600 docenti in un percorso formativo denominato Di Pari Passo; nell’anno scolastico 2020- 21, nonostante La DID, il CAV ha incontrato 943 studenti, 58 docenti e 80 genitori.

Durante il lockdown, in linea con i dati regionali e nazionali, – ha aggiunto la Pasquino – il Cav ha registrato un aumento della violenza domestica agita nell’80,8% dei casi dal partner (coniuge/convivente) con episodi molto più cruenti rispetto al solito e ha effettuato 3 messe in sicurezza in cui erano presenti 9 minori. L’ufficio statistico della regione Puglia ha registrato nel solo 2020, 2349 accessi, con un aumento di 290 rispetto all’anno precedente.

Il lockdown – ha concluso l’avvocata Pasquino – ha reso ancora più evidente la violenza domestica e aumentato le difficoltà legate all’accesso al lavoro delle donne e alla loro precarietà. Per questa ragione il centro Antiviolenza di Barletta, anche grazie a finanziamenti specifici della Regione Puglia, sta potenziando i percorsi di autonomia delle donne, resi possibili attraverso l’implementazione delle loro competenze, la formazione mirata all’accesso al mondo del lavoro e al reinserimento lavorativo, affinchè il forte gap economico che ancora si registra, soprattutto al sud, non rappresenti fonte di ricatto per quelle donne che decidono di vivere libere dalla violenza».

Presenti in conferenza anche i rappresentanti di Barletta sportiva, con il presidente Enzo Cascella e Maria Assunta Paolillo, Cosimo Matteucci, presidente di Ambulatorio popolare Barletta e Antonio Cuonzo di UISP aps Sport per tutti-Comitato Bat.

Ha portato la sua voce solidale verso le donne sul finire della conferenza stampa, moderata dalla giornalista Annamaria Natalicchio, anche il Capitano della Capitaneria di Porto di Barletta Antonio Zingrillo.