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"Pagliacci88"
“Si può?…Si puo?” Inizia così, con Tonio nelle vesti di Prologo, che racconta di come spesso, la realtà e la finzione possano essere così vicine da arrivare ad incontrarsi, mescolarsi e rendersi univocamente confuse, il dramma in scena al Petruzzelli, “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo.

Sotto la direzione magistrale del Maestro Paolo Carignani, si sono calati nelle vesti dei protagonisti: il soprano Sofia Solovy nel ruolo di Nedda, il tenore Yusif Eyvazov nel ruolo di Canio, il baritono Elia Fabbian come Tonio, il tenore Emanuele D’Aguanno  nel ruolo di Beppe ed il baritono Marcello Rosiello nel ruolo di Silvio.

Con la regia di Marco Bellocchio e le scene di Giovanni Carluccio, l’atmosfera piacevolmente tetra, quasi surreale della prigione interiore ed esteriore della gelosia e della rabbia, è stata portata in scena per il numeroso pubblico, coinvolto, attento e soddisfatto.

"Pagliacci99"
L’onnipresente bramia d’amore, da parte dei protagonisti, intricati in un gioco di realtà, quella di Canio, Tonio, Nedda e Silvio, e di finzione, tra Colombina, Arlecchino e Pagliaccio, porta gli spettatori a viverne i sentimenti, vicini, prima impauriti dall’aggressività di Canio “Ma se Nedda sul serio sorprendessi…altramente finirebbe la storia, com’è ver che vi parlo!”, poi sorpresi dalla fedifraga Nedda, che rifiutata la corte di Tonio accorre tra le braccia di Silvio, promettendogli eterno amore, finita la “recita”, poi ancora sconvolti dalla commistione di vero e fasullo sul palco, dove ormai la rabbia prende il sopravvento sulla convinzione che “lo spettacolo deve continuare” ed il dramma ruba impetuosamente il posto alla commedia, trascinando alla fine il pubblico ad assistere alla morte prima di Nedda, e infine di Silvio, accorso alla chiamata della sua amata.

Sublime l’interpretazione del tenore Eyvazov,  visibile la commozione nel pubblico nell’esecuzione dell’aria più famosa “Ridi Pagliaccio” e numerosi gli applausi fuori programma. In platea un pubblico interessato, che ha apprezzato anche l’Orchestra e il Coro del Petruzzelli, diretto quest’ultimo dal Maestro Franco Sebastiani, ed il coro di voci bianche diretto dal Maestro Emanuela Aymone.

Chiuso il dramma con “La commedia è finita”, espressione dalla doppia valenza, quasi a voler dire che non solo la finzione,ma anche il “vero” ha cessato di esistere,  agli attori, al direttore ed al regista, sono stati tributati applausi sinceri ed entusiasti per una serata che baresi e non, accorsi ad assistere, terranno in memoria per molto tempo.

Foto di Carlo Cofano