Tempo di lettura: 2 minuti

"Guido«Non so se con l’approccio di oggi, un’epoca in cui con un colpo di bisturi un chirurgo può cambiare l’aspetto di una persona, si possa parlare ancora di fisiognomica. Per questo ora parlo di un suo superamento». Così Guido Guidi Guerrera ha presentato ieri alla libreria Mondadori Diana di Catania, assieme all’amico cantautore Franco Battiato, il suo nuovo volume “Avatar Beauty Project – oltre la fisiognomica” (Verdechiaro Edizioni). Una chiacchierata dal sapore informale alla presenza di un pubblico selezionato e attento.

«Nel mio libro – ci spiega l’autore – non c’è traccia di politica, ma è presente un’analisi per carpire in che modo la società ci ha espropriato di un bene: la possibilità di poter dire, ad esempio, a una persona se ha la faccia per bene oppure no. Il vivere sociale ci impone delle condizioni, un codice comportamentale che ci vieta questa linearità». Tematiche queste già affrontate in passato da Battiato, che nel lontano 1988 pubblicava il suo quindicesimo album in studio, intotolato appunto “Fisiognomica”.

«In realtà – spiega Battiato – credo che la fisiognomica vada unita all’astrologia. Quando hai fatto degli esperimenti sulle persone che incontri, sai che il 70% di quelle appartenenti a un determinato segno ha quelle caratteristiche. L’estetica è superficiale, puoi creare artificialmente l’immagine di un individuo, ma anche se uno si è rifatto tu puoi individuare quello che ha dentro. Spesso basta sentirli parlare»

L’incontro è proseguito poi toccando gli argomenti più disparati: dalla fisica quantistica, e i limiti di quella tradizionale, all’esistenza di una memoria universale (“Ciò che deve accadere accadrà / perché è già accaduto”, canta Battiato in “Eri con me”), all’onironautica, il sogno lucido.

C’è spazio, infine, pure per qualche domanda al cantautore siciliano sulle sue recenti dichiarazioni polemiche sull’operato di Papa Francesco: «Dio è irraggiungibile. Non si può fare come lo spot di Bonolis. Il papa ne fa un aiuto populistico. Invece credo si debba responsabilizzare la gente, dir loro di studiare e studiare».
"Guido