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"Vieste"Continuano la serie di Diari di viaggio scritti da Silvestro Capurso responsabile per la comunicazione del progetto Apulia Slow Coast dove noi di LSDmagazine siamo media partner.

Il primo giorno di viaggio è trascorso veloce, tra l’adrenalina di inizio avventura e nuove interessanti conoscenze, tra la fatica della pedalata e qualche imprevisto.

Lunedì 26 agosto, la sveglia insistente preannuncia una nuova giornata di pedalate: partenza dalla Lega Navale di Varano, destinazione Vieste. È una giornata serena, il vento nella notte ha allontanato le nuvole minacciose di pioggia e, con esse, anche le preoccupazione di Michele. È con animo lieto, quindi, che il pedalatore sale a bordo del suo Brancaleone – come è stato ribattezzato il pedalò di Apulia Slow Coast – e si accinge a incontrare i primi ospiti della giornata.
Sono volti familiari quelli di Marco e Marianna, che si alternano come copiloti nelle prime ore della giornata. Entrambi, infatti, fanno parte della squadra di Michele, di quello staff concitato ed entusiasta che lo ha affiancato per mesi nella realizzazione di Apulia Slow Coast. Marco e Marianna sono attori, entrambi impegnati attualmente nella gestione dell’Associazione Culturale Malalingua di Molfetta. Hanno condiviso con Michele le loro esperienze e le loro storie, che sono storie di applausi e palcoscenici, ma anche di partenze e di ritorni, di viaggi e di saluti. Perché loro, d’origine pugliese e cresciuti in terra di mare, hanno conosciuto come molti altri della loro generazione la necessità di allontanarsi alla ricerca di nuove strade, nuovi sbocchi, nuove possibilità. Un destino, questo, tra l’altro condiviso con lo stesso Michele, che se adesso cavalca le onde pugliesi a bordo del pedalò, qualche anno fa passeggiava tra le strade soleggiate di una splendida Barcellona. Ma questa è un’altra storia…
"Vieste"
Nonostante il mare agitato (Coraggiosa Marianna, sembra non accorgersene neppure…), il pedalò arriva senza troppe difficoltà a Peschici. Lì Michele e il suo equipaggio, che fedelmente lo fiancheggia lungo la traversata, fanno visita al trabucco della famiglia Ottaviano. Il trabucco è un vero spettacolo, una di quelle meraviglie incastonate lungo la costa pugliese che in troppo pochi conoscono. Dopo una pausa pranzo altrettanto spettacolare (In barba ai luoghi comuni, è proprio vero che in Puglia si mangia da Dio!) il viaggio riprende. Accanto a Michele, nel posto riservato al copilota, sale proprio un membro della famiglia Ottaviano: Domenico. Attraverso il suo racconto, Michele ricostruisce la storia del trabucco di famiglia. È una storia commovente e potente al tempo stesso, una storia meravigliosa che colpisce per le vivide immagini che riesce ad evocare. Come quella dell’incendio del 2007, triste ricordo che ancora scuote i cuori di molte persone che lo hanno vissuto. Quell’incendio è una ferita ancora aperta sulla pelle di uomini e donne del posto, lo è anche per Domenico Ottaviano. Anche se il trabucco di famiglia si è salvato dal rogo, nei suoi occhi campeggia ancora un velo di angoscia e di paura nel rievocare quel triste episodio. Fortunatamente la chiacchierata con Domenico tocca anche molti altri argomenti più lieti e leggeri: si parla un po’ di tutto, di mare, di estati, di cucina. E così Michele – che tra le pareti di casa si rivela essere un ottimo cuoco – scopre anche qualche segreto culinario sull’uso dell’acqua marina in cucina…

"Vieste"Dai segreti della gastronomia pugliese al turismo slow. Cambiano gli argomenti di conversazione con il nuovo ospite che sale a bordo del pedalò. Arno Marcello Antonello gestisce un progetto bellissimo: Natural-mente Mare. Dire che si tratta di una scuola di vela è forse riduttivo. Dal racconto di Arno, Michele apprende subito che si tratta di altro: Una scuola di mare, direi, o forse anche qualcosa di più… Una vera e propria scuola di vita, che insegna valori importanti del vivere sociale. Natural-mente mare organizza anche dei camping nautici, un’esperienza turistica – anzi no, un’esperienza di viaggio – decisamente slow! Il racconto dei suoi impegni professionali si mescola, nelle parole di Arno, al racconto della costa di Vieste. Sebbene Arno non sia del posto (Potremmo definirlo un apolide?) conosce alla perfezione il territorio costiero di Vieste, un tratto di mare che gli è ormai entrato nel cuore.
Rapito dai racconti dei suoi ospiti, Michele quasi non si accorge di aver viaggiato per sette ore e mezzo. Mentre il sole inizia la sua lenta discesa del tramonto, il pedalò di Apulia Slow Coast arriva a destinazione. La seconda tappa del viaggio è conclusa, senza stanchezza e senza fatica: Merito degli ospiti, della loro compagnia e dei loro racconti.
Il cielo è sereno e così è anche l’animo del navigante: col sorriso sulle labbra, Michele si gode l’imminente serata viestana. L’indomani, una nuova lunga pedalata lo attende.

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