Tempo di lettura: 3 minuti

"ilNon c’è luogo più rivelatore delle cucine per capire lo spirito di un tempo e di un popolo, e basti ricordare le bellissime pagine sull’esperienza come sguattero di George Orwell in «Senza un soldo a Parigi e Londra».
La cosa è così vera che sin dalla prima pagina del nuovo romanzo ‘Il talento del cuoco’ del sessantenne svizzero Martin Suter capiamo l’epoca, e il senso del luogo in cui l’azione si svolge: «Maravan posò il coltello affilato vicino alle verdure a striscioline, andò all’armadio riscaldato, tirò fuori il sifone d’acciaio e lo portò a Anton Fink. Nel contenitore caldo c’era il composto per lo zabaione all’aglio orsino da abbinare ai filetti di sgombro marinati. Si sarebbe afflosciato ancor prima di raggiungere il tavolo, su questo Marivan non aveva alcun dubbio. Fink, l’esperto di cucina molecolare,aveva usato gomma di xantano e farina di semi di carrube anzichè farina di semi di guar, come indicato per le spume calde».

Siamo nel 2008 e Maravan fa lo sguattero in una cucina di un ristorante di lusso di Zurigo. È un tamil che proviene dallo Sri Lanka sfuggito alla guerra civile nel suo paese e emigrato per cercare asilo politico, lavoro e riuscire da aiutare i familiari rimasti in patria, a cominciare dalla zia Nangay, che sin da quando era piccolo gli ha fatto apprezzare i misteri e le gioie dell’arte della cucina. Maravan è di ottimo carattere, tutti gli lanciano ordini, corre da una parte all’altra della cucina, certe volte ne sa più dei suoi capi, che gli danno solo compiti ripetitivi e semplici, tenendolo ben lontano dai fuochi dove potrebbe dimostrare le sue possibilità, eppure ha sempre il sorriso sulla bocca grazie anche alla sua fervida fede e all’aiuto dei suoi dei.

Quello che scopriremo più avanti è che le ricette della zia, oltre che molto buone e raffinate, hanno dei poteri eccezionali. Se ne accorge la bella cameriera Andrea, attratta dalla mitezza di quest’uomo, quanto respinta da tutti gli altri, altezzosi esseri del locale, cui Maravan una sera cucina i suoi piatti, con al centro un curry di gombo meraviglioso, su riso Sali e spuma di aglio, che la conquistano in tutti i sensi, letteralemnte, tanto che i due finiscono per fare l’amore, con sorpresa di Andrea che ha sempre preferito le donne agli uomini.

Il potere afrodisiaco della cucina di Maravan spinge la bella ragazza a progettare di mettersi in proprio loro due e creare "Love Food" per proporre "Love menu" da consegnare a domicilio a coppie stanche ed annoiate in cerca di qualcosa che le rivitalizzi, o che vogliono provare nuove, raffinate emozioni. E su questa via, il successo dell’impresa sarà grande e andrà molto avanti. Dopo gli inizi titubanti, con clienti di una sessuologa amica di Andrea, arriverà il bel mondo, i personaggi della politica, figure sempre in cerca di qualcosa di diverso e stimolante. Troppo avanti, perchè b nella ricca Svizzera di banche e ogni tipo di commerci, girano anche affaristi senza scrupoli, quando non loschi figuri, Quando poi questi avranno in qualche modo a che fare con la guerra tra tamil e esercito regolare in Sri Lanka è chiaro che il nostro povero «cuoco del sesso», come si autodefinisce in maniera spregiativa, non potrà rimanere solo a guardare.

Un libro diverso da quel che si potrebbe supporre all’inizio, ricco di sorprese, non banale quindi, che più va avanti più si fa coinvolgente, con garbo, anche nei suoi lati inquietanti, e stuzzicando con sapori e profumi il lettore che sarà ben lieto, alla fine, di scoprire che Suter gli ha preprato un’appendice con le ricette di Maravan.

MARTIN SUTER, ‘IL TALENTO DEL CUOCO’ (SELLERIO, pp. 338 -16,00 euro).