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"Bridgewater1"

Il Ritmo delle Città porta sul palco del Teatro degli Arcimboldi una delle più popolari cantanti Jazz, Dee Dee Bridgewater. Una donna imponente, affascinante, sensuale e provocatoria che usa non solo la voce, ma anche il corpo, le mani, gli occhi, la gestualità, per coinvolgere il pubblico, per ammiccare, per sorprendere, ma anche per modulare il suono, come se il movimento caricasse la potenza della sua espressione vocale e incitasse i musicisti della band.
Dee Dee è stata più volte protagonista di alcuni musical, e fa della sua teatralità un elemento chiave di questo grande show.
Si accompagna da quattro musicisti sorprendenti, coi quali si confronta con fraseggi e giochi vocali, come se la sua voce fosse quella di uno strumento, come se venisse fuori da un sax tenore (come anche il presentatore l’ha deliziosamente descritta). Ed infatti proprio il sassofonista Craig Handy è la seconda voce protagonista sul palco, e più di una volta ha espresso magistralmente il tema delle canzoni, che variava dal blues, allo swing e al Jazz per poi svettare verso assoli jazz, nei quali dava dimostrazione del suo talento, ora col sax tenore, poi col sax soprano, e per finire col flauto traverso.
Per la sezione ritmica non abbiamo solo il contrabbasso del bravissimo Kenneth Davis e la batteria del creativo Kenny Phelps, ma il pianoforte di Edsel Gomez diventa cuore pulsante del concerto, tasti pigiati con una forza e una energia da lasciare il pubblico a bocca aperta.
Il concerto ha inizio con un tributo ad una delle voci jazz più belle e particolari di tutti i tempi, Billie Holiday, che Dee Dee non interpreta solamente ma rivede e rielabora facendo sue Lady sing the Blues e Lover man.
Il concerto segue con una canzone, A Foggy Day composta da George Gershwin e interpretata in passato da Fred Astaire, o Ella Fitzgerald, e Dee Dee, dopo un’elegante introduzione, lascia spazio allo swing, e si dedica a complessi esercizi vocali.
Ritorniamo a Billie Holiday con un lamento blues, Fine and Mellow. L’eleganza nelle movenze dei musicisti, il ritmo che incalza lentamente, il sax tenore che tira fuori un’anima blues, creano un’immagine che tranquillamente si potrebbe trasporre all’interno di un film ambientato nell’america degli anni 30. Magico!

Il ritmo cambia e con Afro Blue il pianoforte diventa protagonista con la batteria. L’energia di questo duetto mi ricorda Nina Simone quando in concerto a Morlaix intona Sinnerman. Il Sax diventa soprano, come da classica interpretazione di Coltrane di questo pezzo.
Ecco poi una versione estremanente elegante e Jazz di Besame Mucho,  arrangiata da Edsel Gomez. Ed è infatti lui che duetta con Dee Dee, placando i toni, dando spazio alla sensualità della voce.
Dopo il pezzo brasiliano Deixa, la Bridgewater ritorna a reinterpretare un pezzo di un’altra grande cantante,  Abbey Lincoln, interpretando The music is the magic.
È la volta di un altro cavallo di battaglia adi Joan Coltrane, My favorite things (per chi è cresciuto con Tutti insieme appassionatamente, noto anche nella versione di Julie Andrews), e la voce greve di Dee Dee, si arrampica e vola perso acuti incredibili, regalando una versione molto originale di questo pezzo.
Il concerto si chiude, ma il bis è di rigore, con la famosa canzone della Bridgewater, Compare to what, dove Dee Dee chiude con una voce rabbiosa, energica e vibrante, con l’attivo coinvolgimento del pubblico, che dal fondo della platea ha intonato un coro, e ha decretato l’effettivo successo di questa serata.

Dee Dee ha anche ricordato più volte l’importante iniziativa organizzata da Il Ritmo delle Città per la raccolta fondi pro terremotati dell’Emilia Romagna a favore della Fondazione Scuola di Musica Carlo e Guglielmo Andreoli di Mirandola.

I prossimi appuntamenti del ritmo delle Città su  www.ilritmodellecitta.it/