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Tutti di stampe si vorranno vestire gli uomini la prossima estate, stando al tripudio di fantasie viste in passerella a Milano Moda Uomo. Di per sè, motivi foulard, righe, quadretti, jacquard, vichy e chi più ne ha più ne metta non sono una novità assoluta, ma inedito è il loro uso, che tracima dal contesto casual all’abbigliamento più formale, persino sartoriale.

Fa eccezione Versace, che nelle stampe ha sempre avuto il suo punto di forza, e ora recupera dall’archivio i famosi motivi barocchi resi celebri da Gianni per riproporli in black and white sulle camicie da infilare sotto il completo a doppio petto in lino e seta principe di Galles, o per declinarle in un eclatante giallo, nero, bianco su pantaloni da portare con mocassini di cuoio e prezioso borsone coordinato. Un uomo vanitoso e accessoriato che ha pure l’accappatoio di spugna stampato a volute e ghirigori rococò e bordato da una evidente ‘grecà, simbolo della maison.

Sofisticato ed eccentrico, il gentleman di Gucci punta invece su un’esplosione visiva di check, principe di Galles e pied de poule per giacche sartoriali con spalla insellata portate con il vezzo della camicia Oxford con il collo alla coreana. Quasi irriverente la sera, con abiti in faille di seta spezzati o interi, a motivi check o tartan o quadrettati, e pantaloni da tuxedo con dettagli presi dall’equitazione.

E’ tutta una stampa, e non poteva essere altrimenti vista la tradizione del marchio, la nuova collezione di Etro, dove il distintivo paisley si alterna nelle fantasie al Principe di Galles o a piccoli motivi con palline da tennis, racchette, ancore o cavallucci marini. Ma, inaspettatamente, è sulla passerella di D&G che l’addio alla monocromia raggiunge l’apoteosi: è tutta un foulard la proposta per la prossima estate. Dalle giacche alle T-shirt, dai pantaloni agli shorts, dalle scarpe ai cappelli, dai bomber ai bermuda da bagno, da D&G non c’è nulla – o quasi – che non sia stampato a micro motivi jacquard o a macro fantasie anche barocche. Alla sfilata di Canali, si è ormai oltre il sospetto che tre indizi facciano una prova, se anche un marchio dalla tradizione così sartoriale punta su stampe geometriche e floreali, persino ispirate ai mandala tibetani, in pendant con una collezione colorata ispirata all’India. Inedite anche le grafiche della collezione Z Zegna, con motivi rubati alle espadrillas stampati a colori vivaci sulle camicie o riportati in chiave jacquard sulle giacche-maglia.

Più scherzose le immagini sulle T-shirt di Dirk Bikkembergs, con sagome di tuffatori e calciatori, ma anche spiritosi pomodori. A metà strada John Richmond, che alterna abiti nei classici motivi inglesi a T-shirt con l’immagine di Bob Marley e maglioni dipinti a mano come i tatuaggi dei membri della Yakuza. Dal reggae al rock con Moschino, che sceglie come icona Elvis Presley e ne seziona la vita in tranche, mandando in passerella camicie con i semi delle carte (il periodo Las Vegas) e pantaloni con fiori di ibisco (la passione per le Hawaii). Più sottile il gioco di Iceberg che propone la maglia stampata a Principe di Galles, da portare sotto il leggerissimo trench, stesso tono e stesso motivo. Perchè le stampe, la prossima estate, non saranno mai troppe.