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Una serata che presagisce la piacevolezza della imminnete estate; una bella cornice e il teatro cittadino “Piccinni”; sonorotà raffinate e understatement: un pubblico pronto all’ascolto di buona musica rigorosamente live: questi i principali ingredienti del debutto del tour di Nicola Conte fortemente voluto nella sua città di origine – Bari – per manifestare e tradurre in musica – come da lui dichiarato in una recente intervitsa – pensieri e parole.

E la Prima non ha deluso con ringraziamenti del pubblico, un applauso che richiama sul palco i musicisti e le due voci femminili, calde e sensuali ma dalla timbrica incisiva per significare il vero senso del ultimo lavoro:”Love & Revolution” ovvero Amore e Protesta. Ed è proprio questa ultima accezione conferita al termine “Revolution” a segnare una tappa importante della vita dell’artista barese; lui, già anima del Fez (di cui ha avuto la direzione artistica per sette anni), primo promotore di artisti del calibro di Stefano Bollani, Fabrizio Bosso, Gianluca Petrella e che con loro è artisticamente cresciuto, ricorda quando con i suoi colleghi portava nella città di Bari quella musica jazz ascoltata agli inizi degli anni ’90 in ambienti già nuovi e maturi alle nuove sonorità.

Oggi questi artisti rappresentano le icone più rappresentative del panorama jazzistico italiano e quasi sempre irescono nella ardue impresa di esportarla all’estero come eccellenza del patrimonio musicale del BelpaeseMagnus Lindgren, Gaetano Partipilo, Pietro Lussu, Paolo Benedettini, Teppo Makynen, Bridgette Amofah, Alice Ricciardi, Nailah Porter e Flavio Boltro, “tutti artisti che hanno qualcosa da dare al pubblico – spiega Nicola Conte – e per loro sarà un nuovo trampolino di lancio. Ancora una volta il ruolo di Puglia Sounds rappresenta un segno di grande civiltà che lascia spazio alla creatività e all’indipendenza. La Puglia è un’Avantgarde, come sempre, è chissà che quel fenomeno che creammo negli anni ’90 non sia ripetibile, magari sotto altre forme”.

"Love & Revolution": due parole per spiegare che è “un disco di protesta romantica e sentimentale che punta ad una nuova rivoluzione cultuale. Voglio cantare gli ideali e la speranza, e lo faccio partendo da Bari, dove questo disco nei fatti è nato”

Una raccolta che non delude le aspettative – quella di Nicola Conte – e che ha necessariamente dovuto avvalersi di collaborazioni internazionali per fondere jazz spirituale e soul politico

Insomma un appuntamento speciale con la sua città che per l’appuntamento si è fatta trovare pronta ad accoglierlo.