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"Nena"Eccoli, sono cinque ragazzi di Bergamo, grintosissimi e con le idee molto chiare nonostante siano giovanissimi: sono Matteo Foresti e Michele Clivati (alle chitarre), Federico Laini (basso), Marcello Norrito (batteria) e Serena MarinelliNena (voce). E da venerdì scorso i Nena sono in radio con il primo singolo Nella tua mente (etichetta Sugar). La scommessa? Attenzione, potrebbero diventare il nuovo tormentone dell’estate. I Nena non sono comunque degli sconosciuti: si sono già fatti apprezzare vincendo nel 2008 uno tra i contest musicali più importanti come “Coca Cola Operazione Soundwave”, talent show andato in onda su MTV e Heineken Jammin’ Contest, dove hanno suonato sullo stesso palco di Vasco Rossi e Marlene Kuntz. Sono inoltre stati fra i finalisti del concorso per band emergenti organizzato dal Comune di Milano e dal Corriere della Sera "Sun’n Sound". E hanno vinto un altro contest nazionale, quello del Festival Indipendente Ypsigrock. Non è poco. Per loro è inevitabile il commento in positivo, “l’uscita di questo singolo è fonte di grande entusiasmo da parte nostra – ammettono -. Corona il duro lavoro di questi tre anni, ma naturalmente stiamo continuando a lavorare perché questo possa essere il punto di partenza di un percorso più lungo ed articolato”.

La vostra è pura energia in musica, di ventenni. Un chiaro messaggio che volete trasmette ai vostri coetanei?

L’energia è una componente fondamentale della nostra musica, soprattutto per quanto riguarda i nostri concerti live. Certo, non basiamo la nostra musica solo su questo fattore, il messaggio contenuto nei testi delle nostre canzoni ha un
"effetto secondario" con il quale cerchiamo di dare profondità ai nostri brani, di parlare a chi ci ascolta. Insomma, tanta energia da vivere ma anche brani e testi da riascoltare.

Come nasce questo progetto?

Il progetto NENA è nato a fine 2006, anche se la band suonava insieme già dal 2003 con un altro nome. L’incontro con Nena è avvenuto casualmente in uno studio di registrazione dove si stava incidendo una sigla per un programma radiofonico in giapponese: a me (Matteo) era stato chiesto di scrivere la sigla, mentre a Nena era stato chiesto di cantarla. Da questo incontro sono nate, prima piccole collaborazioni per progetti spot, e subito dopo abbiamo deciso di proseguire insieme il cammino musicale.

Perché?

In quel momento la band era alla ricerca di una sonorità più personale, viva e solare e Nena con la sua presenza e vocalità rispecchia molto bene questa esigenza musicale, esigenza che ancora oggi abbiamo.

Una leader donna molto accattivante. Ed ironica. Pensate che sia questo il modo più innovativo per porsi nell’attuale panorama artistico?

Al giorno d’oggi, tanto per l’immagine quanto per il sound, proporsi in modo innovativo è difficile perché "non è questo il momento di invenzioni, è il momento in cui bisogna essere credibili". Partendo da questo presupposto quindi abbiamo deciso di fare una cosa molto semplice: proporci nel modo più diretto e sincero possibile, mostrandoci per quello che siamo e facendo quello che ci piace fare. Basta vederci sul palco per averne prova.

 Ma siamo in presenza di nuova Barbie? Ovvero di una nuova idea di donna?

Con la progressiva emancipazione femminile l’idea di donna è mutata sensibilmente nel corso degli ultimi decenni e Nena incarna un modello di donna contemporanea diffuso al giorno d’oggi, femminile e sensuale, ma allo stesso tempo molto pragmatica, determinata e ironica. Il nostro singolo "Nella tua mente", in radio da venerdì 29 maggio, parla proprio di un’ idealizzazione, una cosa che pur essendo irreale noi crediamo vera. Proprio quello che è stato ed è Barbie tutt’oggi.

"Nena"Ed è forse vero, mai prendersi sul serio?

E’ solito dirsi che "non è possibile trattare delle cose più serie del mondo se non si apprezzano le più divertenti". Credo sia vero. Non prendersi troppo sul serio è fondamentale perché aiuta a mettersi in discussione, toglie quella patina di sacralità che fa perdere il contatto con la realtà e ti mette in stretto contatto con le tue emozioni.

Che tipo di influenze musicali vi hanno maggiormente condizionato nel comporre?

Il movimento musicale inglese di inizio 2000 è sicuramente stato d’ ispirazione per la band. Sono sonorità che per quanto culturalmente e socialmente lontane sentiamo molto vicine a noi. Parliamo del suono che c’è nei primi album dei Bloc Party o dei Franz Ferdinand, o delle sonorità e dell’ironica energia che si respira nell’album degli Wombats o degli Shit Disco. E così come le loro sonorità sono molto brit così le nostre. Pur partendo da una radice comune le abbiamo trasportate nel nostro vissuto, nell’Italia di oggi, nei sentimenti che viviamo ogni giorno.

Dopo questo singolo, quali sono i vostri progetti? In programma concerti in estate o un cd?

Al momento stiamo lavorando con Roberto Vernetti sulla pre produzione di un nuovo EP che uscirà a metà settembre, saremo in studio da metà giugno a metà luglio, per cui il grosso delle date la concentreremo ad agosto, principalmente al sud.

E qual’è stata la risposta del pubblico con il primo passaggio radiofonico?

I primi feedback li stiamo avendo ora in quanto il singolo è uscito da pochi giorni. Se dovessimo prendere le misure dall’entusiasmo che ha suscitato in amici e parenti credo che potremmo suonare a San Siro a breve… Ma, si sa, gli amici sono molto generosi. Il pubblico che si approccia a noi per la prima volta, può essere forse un po’ diffidente, per l’immagine pop che può ricondurre ad un genere di prodotto patinato e pre confezionato che, per chi ci conosce, non rappresentiamo invece. Al momento i riscontri sono positivi e la cosa che ci carica è che la qualità del nostro lavoro e quello della nostra etichetta viene comunque riconosciuta. Anche da chi non ascolta necessariamente il nostro genere musicale.