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La 40° edizione del Premio Barocco 2009 è andata in onda in diretta in prima serata su Rai Uno ieri sera, 3 giugno, e, a ricevere la pregiata galatea del maestro Egidio Ambrosetti in questo importante quarantennale, sono stati tra gli altri la grande attrice, Claudia Cardinale, il cantante napoletano di fama internazionale Gigi D’Alessio, il gruppo musicale salentino di indiscusso successo de i Negramaro, il poliedrico Renzo Arbore e, per la categoria industria, l’imprenditore pugliese Antonio Ture. Mentre tra gli ospiti "divertenti" sul palco a ritirare il premio saranno gli acclamati Ficarra e Picone.

In occasione degli otto lustri, la kermesse ha riportato sul mega palcoscenico dell’area ex Carlo Pranzo di Lecce alcuni dei premiati doc delle passate edizioni. A loro è riservata la «Galatea d’oro», la statuetta firmata sempre da Egidio Ambrosetti. Un Premio Barocco nel segno del ricordo a Luciano Pavarotti: al grande tenore, ospite a Gallipoli, gli è stato tributato un omaggio con la consegna della Galatea alla moglie Nicoletta Mantovani. Ad essere premiati sono stati anche i Pooh, per i quali quella leccese potrebbe essere l’ultima apparizione, almeno nella formazione ufficiale. Galatea bronzea per i nuovi premiati, ossia i salentini Negramaro, l’attore Enrico Brignano, il farmacologo di fama internazionale Silvio Garattini, il manager Amedeo Caporaletti, presidente di Augusta WestlandVincenzo Sanasi d’Arpe. Premio speciale alla carriera Città di Lecce, infine, a Edoardo Vianello. Simpatico è stato il momento dello scherzo a Renzo Arbore al quale sono stati fatti vedere alcuni «scheletri nell’armadio» dei tempi passati della sua televisione.

"PremioA presentare questa edizione del festival è stato Carlo Conti, che è stato contornato sul palco di Lecce anche da tre testimonial d’eccezione che si si sono alternate nel corso della serata: Emanuela Aureli, Bianca Guaccero e Stefania Rocca, in un mix esplosivo di ironia, bellezza e sensualità. La scenografia è del mesagnese Luigi Dell’Aglio (Festival di Sanremo, «Pavarotti and friends»). Suona l’Orchestra di Terra d’Otranto, diretta da Antonio Palazzo; il corpo di ballo, formato da salentini, è guidato da Fabrizio Mainini. La regia, per il 15esimo anno consecutivo, è di Riccardo Di Blasi.

Il Premio, nato da un’idea di Fernando Cartenì, è cresciuto di anno in anno, divenendo un appuntamento sempre più importante per celebrare grandi personaggi del mondo dello spettacolo, della musica, della cultura, del cinema, della scienza, dello sport e dell’imprenditoria. Nel corso delle precedenti trentanove edizioni sono entrati nel copiosissimo Albo d’Oro dei premiati personaggi del calibro di Luciano Pavarotti, Carlo Rubbia, Franco Zeffirelli, Sophia Loren, Claudia Cardinale, Giuseppe Tornatore, Rita Levi Montalcini, Adriano Celentano, Andrea Bocelli.

Ma il Premio Barocco quest’anno ha assunto un sapore assolutamente speciale in quanto ha luogo nella città, Lecce, che solo pochi giorni fa, il 23 maggio, ha ricevuto il titolo di "Capitale Internazionale di Giovani per la Pace 2009" dalla sede di Ginevra dell’Organisation Mondiale Pour La Paix – World Organization For Peace OMPP-WOFP.
Questa nomina intende incoraggiare tutti i Giovani di questa città a continuare il loro progetto per un mondo migliore e in Pace, ampliando il programma umanitario, per estendere questo esempio positivo e imitabile a tutto il mondo giovanile.

Nei giorni precedenti alla diretta su Rai1 Carlo Conti in un’incontro all’Università del Salento ha parlato di "Qual è la televisione di qualità? Solo il passare degli anni lo potrà dire". Conti ha narrato la sua lunga «gavetta» ricordando gli esordi in radio, i tempi di «Discoring» e la tv dei ragazzi, «importantissima nella formazione di un conduttore». Le migliori trasmissioni del passato? «”Portobello” sicuramente – ha spiegato – la prima trasmissione di servizio dove c’era di tutto, dagli inventori agli incontri matrimoniali fino ad un primo “Chi l’ha visto?”. E come dimenticare i quiz di Mike Bongiorno e la “Corrida di Corrado”, oggi egregiamente condotta da Jerry Scotti, dove senti il senso della provincia, della gente comune, del sano divertimento. I reality? Una sorta di scorciatoia per arrivare al successo, ma per restare in auge bisogna percorrere strade più lunghe».