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Spostarsi per percorrere pochi chilometri per recarsi sul luogo di lavoro può costituire un’impresa titanica.
Siamo a Caracas, città diffusa in una valle e circondata dalle montagne, dove migliaia di abitanti vivono nel barrio, sulle colline che circondano la città, e percorrono quotidianamente a piedi un tragitto di 2 ore e mezza per raggiungere il luogo di lavoro nel centro urbano.
E’ un problema frequente per molte città del Sud del mondo definito una questione urgente da urbanisti e sociologi.

In questo anacronistico scenario emerge la proposta retro-rivoluzionaria di Urban Think Tank, gruppo di progettisti e ricercatori che opera in Venezuela. UTT dedica la sua attività multidisciplinare alla ricerca avanzata nell’architettura, urbanistica e design contemporanei. La sua filosofia consiste nel combinare le idee di architetti, ingegneri, paesaggisti, urbanisti, specialisti della comunicazione per portare soluzioni innovative per il progresso culturale, economico e soprattutto sociale, concretizzandoli nelle future città sostenibile: “Noi sogniamo il futuro del Sud del Mondo fatto di città come dei grandi e moderni SLUM (Sustainable Living Urban Model), organismi urbani sostenibili senza ghetti, privi di slum e povertà confinata. La gestione delle risorse come la terra, l’acqua, il cibo e l’energia è la chiave del futuro sostenibile urbano dove la tensione tra il formale e l’informale diventano la questione centrale”.

"METROUTT, fondata nel 1993 da Alfredo Brillembourg, si è ancor meglio consolidata nel 1998 con l’arrivo di Hubert Klumpner. Lo staff è internazionale, fatto di 10 membri ed opera in Venezuela. Brillembourg e Klumpner insegnano alla Columbia University dove hanno formato lo SLUM LAB, uno studio di ricerca rivolto allo sviluppo sostenibile delle città diffuse e povere del Sud del Mondo.
A beneficiare di questo auspicabile futuro modo di fare le città è proprio Caracas con il METRO CABLE, sistema che connette con la sua prima linea, San Augustin, il barrio periferico con l’area centrale e commerciale di Caracas. Il percorso pedestre di 2 ore e mezza si trasforma così in 20 minuti a bordo di una teleferica aerea, mezzo di trasporto consolidatissimo, ma dall’uso limitato agli impianti sciistici, ai luoghi storico-turistici e raramente attribuito alla fruizione popolare.
La lunghezza del METRO CABLE è di 2,1 Km, si viaggia in capsule chiamate curiosamente gondolas, ospitanti ognuna 8 passeggeri. La portata è di 1.200 persone all’ora in ogni direzione.

Alfredo Brillembourg e Hubert Klumpner raccontano ad LSDmagazine la visione che ha ispirato il METRO CABLE:
“Il progetto si presenta come un modello urbano basato su un sistema che connette ‘isole topografiche’, ma dove le teleferiche sostituiscono le strade, le gondole prendono il posto delle automobili ed i laghi da attraversare diventano le valli di Caracas. Quando nel 1993 il governo propose di tagliare fuori dalla viabilità il barrio, estromettendo un terzo della popolazione di Caracas e compromettendo la qualità della loro vita, la comunità sorse in rivolta. Da qui viene l’augurio per una città sostenibile, con sprechi zero, libera dal petrolio, pedonale, alimentata dall’energia solare e dove un sistema di funivie rendono più facile la vita negli slums.”

"METROIl METRO CABLE è connesso al sistema di trasporto metropolitano di Caracas ed ha un bassissimo impatto ambientale. Ha 5 stazioni differenti ed ognuna di esse è caratterizzata da un sistema di edifici dedicati allo sport, alla cultura, all’amministrazione, all’educazione ed al verde pubblico, ci sono perfino scuole ed emittenti radiofoniche.

I lavori sono iniziati nel 2007 e la prima linea, San Augustin, è entrata in funzione alla fine del 2008 trasportando ben 40.000 passeggeri al giorno. Nel 2011 entrerà in funzione la nuova Petare line che servirà altre 100.000 persone.

Attualmente UTT si sta adoperando per espandere il proprio operato in altri paesi dell’America Latina e ci auguriamo che Alfredo Brillembourg e Hubert Klumpner continuino a sostenere la difficile vita negli slum.

www.u-tt.com
www.slumlab.org