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A San Martino ogni mosto diventa vino.  L’11 e 12 novembre dalle 20 una grande festa popolare nel cuore storico di Gravina in Puglia con postazioni dedicate ai sapori autunnali e folklore. Durante le intere giornate del 10-11-12-13 novembre visite guidate agli antichi luoghi di produzione, laboratori, percorsi tematici, connubio tra tradizione ed innovazione. La storia del vino, i suoi cicli di produzione sono legati al territorio gravinese da tempi
immemori. L’Estate di San Martino, infatti, mira a riservare una maggiore attenzione ad uno degli elementi protagonisti della nostra terra,“urbs opulenta” amata da Federico II. Altro obiettivo della manifestazione è quello di raccontare la civiltà contadina e valorizzare antichi luoghi di lavorazione e conservazione del vino, quali le cantine ipogee e naturalmente riqualificare, secondo l’antica fruizione una zona del centro storico che
conserva tracce intatte delle nostre radici “droit o furn a do port” (attuale Via Aquila).
Le uve provenienti dalla fertile terra e dalle vigne dei dintorni della città, quelle dalle contrade caratterizzate dalle architetture rurali ancora evidenti, ed il vino prodotto sono espressioni territoriali degni di “difesa” e valorizzazione. La ricerca culturale e contadina legata alla produzione di vino, a Gravina, preserva il valore della memoria popolare.

IL LUOGO

Nell‘intricato ed affascinante centro storico gravinese, Via Aquila, già “strettoia forno a due porte” nel ‘600, rappresenta un luogo peculiare caratterizzato in superficie dagli ingressi dell’antico e singolare forno, chiuso dal 1977, che metteva in comunicazione due strade ( via Aquila appunto e via Porticella), e, nella segreta città “capovolta”, da profonde cantine ipogee ancora leggibili con evidenze architettoniche incastonate nel banco tufaceo sotterraneo che raccontano usi ed utilizzi legati alla lavorazione dei frutti della nostra terra.

IL RITO

Le costumanze dei riti contadini erano legati ai luoghi privati ma anche alle strade che diventavano spazi condivisi di vita vissuta, testimonianza di presenze storiche fatte di storie del popolo. I luoghi, cittadini e privati, dunque, sono testimonianza della cultura enologica della Città.

IL TEMA e LA FESTA POPOLARE

La manifestazione L’Estate di San Martino – “A San Marino ogni mosto diventa vino” si pone come volano di riscoperta e valorizzazione di cultura popolare e luoghi depositari della stessa. I giorni di San Martino, all’incalzare dell’autunno, inoltre, sono avvolti da miti e leggende e tradizioni agricole che raccontano i forti legami con la terra ed i suoi frutti. Tradizionalmente durante queste giornate si aprivano le botti per il primo assaggio
del vino nuovo, il vino novello, intorno al focolare o in momenti di festa condivisa. La ciclicità, la stagionalità segnava lo scorrere della vita dentro e fuori i campi. L’occasione propone di far sopravvivere e rivivere in una situazione di festa con postazioni dedicate ai sapori d’autunno ( vino, castagne, tarallini), un antico e rituale bagaglio di tradizioni, partendo dalla riabilitazione di una strada ed una monumentale cantina, resa visitabile in quelle giornate.

Gli SCENARI

● ambienti ipogei – cantina e sotto-cantina rese visitabili – Via aquila.
● ambiente stalla utilizzato per laboratori, visite guidate all’antica casa-stalla
ipogea, percorsi esperienziali
● antico “Forno a due porte”
● strade Via Aquila, Via Ponticelli, Via Lupi allestite a festa
Una particolare attenzione è stata riservata, data la morfologia del territorio, alle persone con disabilità motorie. Nella programmazione, considerando la particolare attenzione e sensibilità che il Primo Cittadino, il dott. Fedele Lagreca rivolge al tema della disabilità, domenica 12
è previsto, infatti, un itinerario gratuito che assecondi le loro esigenze e, a completamento del percorso storico narrato, offra la possibilità, utilizzando un innovativo servizio turistico, di esplorare anche le cantine sotterranee rimanendo “sulla città del piano” ma percorrendo le profondità del sottosuolo gravinese attraverso un tour immersivo con visori. Un’occasione rara organizzata da Dò e Dè con le nuove tecnologie messe a
disposizione da FLY ON – aeroporto turistico, progetto pluripremiato nel corso degli ultimi anni per l’innovazione sociale e culturale che, da sempre vicino alle necessità di visita anche di coloro che non possono fruire facilmente dei percorsi caratterizzanti l’habitat rupestre, regalerà loro un’esperienza mai provata prima.

La manifestazione è organizzata da C.A.P.A. – Centro di Arte Pubblica Attiva e dai Partner “Dò e Dè – Luoghi, Itinerari e Ospitalità”, Aziende vinicole “Colli della Murgia” e “Cantine Fiore” , e antiche Cantine Ipogee di Salvatore Cirasola e figli – “The Bridge Suites”. L’organizzazione di servizi turistici e culturali Dò e Dè curerà nello specifico l’interpretazione dei luoghi, raccontandoli, riproponendo l’anima delle chianche della strada, dei suoi vuoti ipogei naturali e umanizzati, dei passaggi ‘segreti’ e quotidiani in quella suggestiva via attraverso visite esperienziali, storie ed attività.
Il supporto dell’Amministrazione e l’interesse e il ruolo attivo da parte del Consigliere Comunale Rino Quercia, la collaborazione degli abitanti del quartiere in sinergia con altre realtà private, sostenitori di alcune attività artistiche e culturali in programmazione, hanno permesso la realizzazione dell’evento.

Eleonora Gagliano Candela

Giornalista, traduttrice e appassionata di lingue , culture e tradizioni straniere. Moda e viaggi i suoi hobby preferiti, indirizzati sul target baby e junior da quando è diventata mamma. Solare, dinamica, problem solving e multitasking le qualità che caratterizzano la sua vita quotidiana.