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Visita al MAXXI. Museo delle Arti del XXI secolo

21 Giu 2010 | Nessun Commento | 2.525 Visite
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maxxi
Aperto al pubblico dal 30 maggio, il MAXXI è il Museo romano del XXI secolo. Progettato dall’architetto iracheno Zaha Hadid, ha comportato un lavoro di quindici anni, e con i suoi 40mila metri quadrati, fra interno ed esterno, comprendenti 10mila metri quadri di superfici espositive, offre spazi a due sezioni: una dedicata all’architettura, curata da Margherita Guccione, e una all’arte, cui sovrintende Anna Mattirolo. La forma architettonica del museo è essa stessa un’opera d’arte. Morfologie indefinite, secondo la Mattirolo, uno spazio fluido e bianco, tuttavia dinamico, voluto dalla Hadid. Vetrate e gallerie si snodano a serpentina, accompagnando il fruitore che si trova a vivere, non a subire lo spazio. La vecchia idea museale di percorso predeterminato è abolita in favore di una molteplicità di possibili attraversamenti dello spazio senza che il visitatore torni sui propri passi. Durante il giorno il museo sfrutta la luce naturale grazie ad una copertura vetrata, per garantire la fruizione ottimale delle opere. La notte il MAXXI si accende come un arabesco luminoso stagliato sul profilo di Roma.
All’esterno si viene accolti da Calamita Cosmica di Gino De Dominicis, uno scheletro di 24 metri di lunghezza. Il MAXXI attualmente vede la compresenza di più mostre: una, appunto, intitolata Gino De Dominicis: l’immortale, curata da Achille Bonito Oliva; la personale Kutlug Ataman .Mesopotamian Dramaturgies, una riflessione sul rapporto Oriente-Occidente in otto video; nella sezione Architettura: Luigi Moretti architetto. Dal Razionalismo all’Informale, curata da Bruno Reichlin e Donatella Casciato, un allestimento interdisciplinare dedicato a un personaggio che fu anche editore, gallerista e regista.

maxxiSpazio è il primo allestimento tematico delle collezioni d’arte e architettura del MAXXI, rappresentato da autori come Alighiero Boetti, Anish Kapoor, William Kentridge, Sol Lewitt, Giuseppe Penone, Grazia Toderi, Francesco Vezzoli, Studio Azzurro, con l’installazione Geografie Italiane, sintesi sull’architettura italiana negli ultimi 60 anni, presentata rielaborando spezzoni cinematografici, foto, interviste e disegni. Una parte è dedicata ai concorsi ferroviari per le stazioni dell’Alta Velocità come quelle di Bologna, Roma, Firenze, Napoli,Torino. Segue una riflessione sul mondo cyber, col progetto NetInSpace, curato da Elena Giulia Rossi, e che vede esposte le opere di Miltos Manetas, Bianco Valente, Stephen Vitiello, contaminazioni fra realtà e spazio virtuale.
Riflette Pio Baldi, presidente della Fondazione MAXXI: “La maggior parte dei conflitti che caratterizzano i rapporti fra stati e civiltà attuali è di tipo culturale prima ancora che bellico…l’immediatezza e l’universalità della comunicazione artistica possono contribuire alla comprensione di mondi e culture altrimenti estranei e potenzialmente confliggenti…”.
Poiché l’arte e l’architettura concorrono a formare l’immagine di un paese all’estero, l’arte italiana comunica, oltre al Made in Italy, lo stile di vita italiano: di qui l’importanza di un’istituzione come il MAXXI, sorto per rappresentare, anche con la sua forma architettonica, l’incontro dell’arte italiana con quella delle altre culture, in questo secolo.

MAXXI MUSEO DELLE ARTI DEL XXI SECOLO
via Guido Reni, 2 – tel. 06 3202300 – Orario 11-19
chiuso il lunedì

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