English Spanish German Russian Chinese Italiano
LSDmagazine
Il vostro pezzo mancante. Cultura, Stile, Vita, Attualità, Relax e non solo.
         Direttore responsabile: Michele Traversa
Storia politica. Gaetano Martino l’artefice del Trattato di Roma del 1957

3 Giu 2017 | Nessun Commento | 937 Visite
Di:
Print Friendly, PDF & Email

archivipersone_martinoIn occasione del Sessantesimo anniversario della firma del Trattato di Roma che ha rappresentato il momento più importante della costituzione della Comunità Economica Europea (o MEC Mercato Unico Economico Europeo) bisogna ricordare il principale fautore del Governo Italiano il prof.Gaetano Martino, Ministro degli Affari Esteri dell’epoca.

Nato a Messina il 25 novembre 1900figlio di Antonino Martino, più volte Sindaco di Messina, si laureò in Medicina all’Università di Roma nel 1923. Si dedicò alla ricerca scientifica svolta inizialmente all’estero presso la Clinica Medica presso l’Università di Berlino e successivamente a Parigi. Docente di Chimica Biologica e di Fisiologia Umana allievo del fisiologo Giuseppe Amantea, all’Università di Messina, della quale fu rettore dal 1943 al 1954. Nel 1954 e fino al 1957 si trasferì alla cattedra di Fisiologia Umana presso l’Università La Sapienza di Roma di cui divenne rettore dal 1966 al 1967.

Figlio, quindi di un liberale, anch’egli si iscrive al PLI risorto nel 1943, dopo le leggi fasciste del 1925, accanto a Benedetto Croce, Luigi Einaudi, ecc..

Nel 1948 fu eletto deputato alla Camera dei Deputati nelle fila del Partito Liberale Italiano e divenne vice Presidente della Camera. Rieletto Deputato nel 1953, tornò a fare il vice Presidente dell’Assemblea fino a quando divenne Ministro della Pubblica istruzione durante il Governo Scelba nel settembre 1954. Diviene in seguito ad un rimpasto Ministro degli Affari Esteri carica che mantiene anche nel primo Governo Segni fino al 1957. A seguito delle dimissioni del democristiano Attilio Piccioni a seguito del coinvolgimento del figlio, il musicista Piero, nello scandalo sulla morte di Wilma Montesi.

Martino, rifacendosi alle idee di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Mario Pannunzio e Luigi Einaudi è il promotore prima della Conferenza di Messina, a cui partecipano i ministri degli Esteri della Comunità Economica del Carbone e dell’Acciaio (CECA) dal 1º giugno al 3 giugno 1955 accompagnato dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. In meno di due anni nel 1957 si arriva alla firma dei Trattati di Roma e il ministro Martino guida la delegazione italiana per la stesura e la firma dei Trattati di Roma.

Lange_martino_pearsonCome ministro degli Esteri il 13 novembre 1956 pronuncia un discorso all’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite , un anno dopo l’ammissione dell’Italia. È il primo discorso di un ministro italiano all’Assemblea ONU.

Martino è stato anche nel 1956 presidente del comitato dei tre «saggi» della NATO (i ministri degli esteri di Norvegia, Italia e Canada), autori del rapporto sui compiti dell’Alleanza Atlantica nella sfera civile. Lasciata la Farnesina nel 1957, è rieletto nel 1958 alla Camera. Nel 1960-61 è Capo della delegazione parlamentare italiana alla XV e alla XVI Assemblea generale dell’ONU a New York, e negli anni 1962-64 Presidente del Parlamento Europeo. Torna alla Camera nel 1967 dove resta fino alla morte avvenuta a Roma il 21 Luglio 1967.

Dall’unione con Donna Alberta Stagno d’Alcontres Calapaj, ha avuto tre figli, tra cui Antonio Martino che ha seguito le orme paterne scegliendo la carriera universitaria e poi quella politica.

Secondo quanto riportato da un quotidiano notoriamente schierato, nell’ottobre del 1956 Martino, nelle vesti di Ministro degli Esteri avrebbe frenato le inchieste contro le stragi nazi-fasciste in Italia dichiarando che certe indagini sarebbero servite solo a rafforzare in Germania “la resistenza interna contro l’ingresso del paese nella NATO”. I documenti su tali crimini, nascosti per decenni, sarebbero stati poi ritrovati per caso nel 1994 in un armadio rivolto verso un muro in un palazzo ad uso militare ma giammai pubblicati, chissà perché, a conferma che in Italia spesso il pettegolezzo è la “verità” di comodo da mantenere e divulgare anziché documentare le proprie asserzioni. L’armadio venne soprannominato dalla stampa di parte “Armadio della Vergogna”. Ma forse la Vergogna vera è nascondere i documenti forse perché dimostrerebbero il contrario di quanto si vuol far credere.

Oramai, in Italia ci si dimentica troppo spesso della storia e dei personaggi che l’hanno scritta. Come Gaetano Martino, anche Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Ferruccio Parri e tantissimi altri che hanno fatto tantissimo per illustrare la Patria e costruire un’Italia migliore, sono totalmente, o quasi, dimenticati dalla cultura e storiografia ufficiale!

.

Nessun commento ancora

Lascia un commento

CASHBACK WORLD
il mondo visto di traversa
per vie traverse
Sinestesie Mediterranee
LSD webradio
Coming Soon

LSD television
Coming Soon

per vie traverse
Per Informazioni
E-Mail: info@lessonnumper1.it

Categorie