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Ritorna al teatro Petruzzelli di Bari la “Norma” di Bellini

24 Mag 2011 | Nessun Commento | 2.184 Visite
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Norma al Petruzzelli
Una grande operazione scaramantica, per allontanare quasi in un grande rito, come solo il teatro può essere, il ricordo, la visione ancora impressa nelle retina della mente dei baresi della colonna di fumo e delle lingue di fuoco che divorarono il politeama barese vent’anni fa.
Presentata stamane nel foyer del teatro Petruzzelli la Norma di Bellini, opera lirica che andrà in scena domani 25 maggio, la stessa in programmazione vent’anni fa. Presenti alla conferenza stampa il sovraintendente della Fondazione Petruzzelli Giandomenico Vaccari, il vicepresidente della Fondazione Nuccio Altieri, Pasquale Natuzzi, presidente del Gruppo Natuzzi, il maestro Roberto Abbado, il regista Federico Tiezzi e Sonia Ganassi, Adalgisa.
“Quest’opera ha una fortissima valenza simbolica”, queste le prime parole del Sovrintendente.
Le note della Norma, infatti, tornano a risuonare dopo 20 anni. Era il 27 ottobre del 1991 quando il sipario del Petruzzelli calò sull’ultima recita di quest’opera e anche per i seguenti 18 interminabili anni, a causa del rogo nefasto che lo distrusse.
“Nel 2009 in collaborazione con il Teatro Comunale di Bologna e il Teatro Verdi di Trieste abbiamo pensato di ricostruire la produzione sulla base dei bozzetti dell’epoca”. “Dopo quel giorno tremendo si riparte da lì, con la stessa opera, lo stesso regista, lo stesso allestimento – così Nuccio Altieri – con un teatro nuovo, una nuova fondazione, una nuova sinergia tra enti pubblici e aziende private e la presenza di Natuzzi qui lo testimonia. C’è voglia di credere nell’arte. Il teatro Petruzzelli è la nostra bandiera nel mondo, un simbolo della rinascita anche culturale di Bari e deve essere modello di riferimento, buona pratica perché la cultura è trainante come settore strategico. “Quello che sta facendo Pasquale Natuzzi deve rappresentare un modello per tutta la classe imprenditoriale”.
Natuzzi è infatti il main sponsor di questa produzione. “ La bellezza rende felici” è stato lo stesso Pasquale Natuzzi a chiosare il suo intervento, la Natuzzi e l’arte sono in simbiosi, nonostante l’azienda sia quotata in borsa, il legame con il territorio è solido.
Norma al Petruzzelli“Lei è stato l’ultimo direttore del Petruzzelli” un commoso Roberto Abbado ha iniziato così il suo intervento, con il ricordo di quel triste giorno. La frase gli fu detta dal portiere dell’hotel dove soggiornava. “La mia memoria si è fermata a quell’immagine”. “Quando sono tornato è stato davvero emozionante. Anche vedere come il lavoro di restauro sia stato fatto bene e l’acustica sia addirittura migliorata”.
E dell’acustica come mistero ha parlato Sonia Ganassi, Adalgisa nell’opera, constatando come quella del Petruzzelli sia eccezionale, pur avendo girato tutto il mondo e sottolineando come quest’opera ha una marcia in più, avendo un cast tutto italiano.
Il sovrintendente Vaccari ha ricordato il telegramma che il regista dell’epoca, lo stesso a distanza di vent’anni, gli inviò il 31 ottobre del 1991: “Nessun fuoco potrà spegnere la forza delle idee” per introdurre Federico Tiezzi, il quale ha ricordato i suoi esordi come regista di lirica, provenendo egli dalla prosa, proprio nel Petruzzelli e proprio con la Norma che lo stesso Vaccari gli chiese di mettere in scena. “Son tornato indietro di vent’anni. Anche se, ha spiegato Tiezzi, ho lanciato Norma verso il dramma borghese di Ibsen e Strindberg. Norma e Adalgisa, come in Casa di Bambola, parlano, c’è un complicità che prevale sull’antagonismo. La scenografia inquadra dei bozzetti di Mario Schifano, uno dei migliori pittori del ‘900. Incredibile che in questo teatro si sia conservato lo stesso spirito di un tempo, è come se la tradizione che c’era si fosse incarnata di nuovo nelle mura di questo teatro. La cultura non può essere spenta da alcun rogo”.
Concorde sull’assunto del regista, Vaccari ha, infine, dedicato quest’opera a coloro che, dopo vent’anni, non ci sono più: A Mario Shifano, al tenore Alessandro Cosentino e ad Anna Costanzo.

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