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Nuove tecnologie consentono le previsioni eventi infrastrutturali prima che accadano

12 Nov 2020 | Nessun Commento | 105 Visite
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Il «sistema Sensoworks» include sensori di spostamento, inclinometrici, interferometrici, di temperatura, di umidità, trasduttori di pressione, accelerometri, geofoni, estensimetri, anemometri ultrasonici, distanziometri, misuratori di forza tra i giunti, sensori in fibra ottica per rilevare deformazioni nelle strutture e molti altri dispositivi all’avanguardia.

«Per la manutenzione di ponti, strade ed edifici, prima della rivoluzione digitale l’unica soluzione erano i lunghi e dispendiosi monitoraggi statici. Oggi abbiamo invece scoperto algoritmi in grado di leggere “parti numeriche” della realtà praticamente ovunque» spiega Niccolò De Carlo, ceo e co-fondatore di Sensoworks (www.sensoworks.com), startup italiana specializzata in monitoraggio infrastrutturale supportata da piattaforme multilivello.


«Abbiamo appunto creato il “sistema Sensoworks” —prosegue il co-fondatore— per essere in grado di raccogliere e processare l’insieme di questi dati, relativi alle infrastrutture, con una velocità ed un’efficienza fuori dalla portata umana.


Questa tecnologia di ultima generazione consente di rimediare in tempo ad una situazione imprevista, prima che il degrado si aggravi e richieda interventi più importanti e più costosi, permettendo così di fare fronte all’allarme lanciato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche che ha evidenziato che in Italia circa 12 mila infrastrutture stradali andrebbero controllate e revisionate.


Come funziona in concreto Sensoworks? «Il sistema include sensori di spostamento, inclinometrici, interferometrici, di temperatura, di umidità, trasduttori di pressione, accelerometri piezoelettrici, geofoni, estensimetri, anemometri ad ultrasuoni, distanziometri, misuratori di forza nella connessione tra i giunti, sensori in fibra ottica in grado di rilevare anche le deformazioni nelle strutture, accelerometri che misurano le vibrazioni e molti altri dispositivi cutting-edge» risponde Niccolò De Carlo.

L’architettura in fondo è semplice, suddivisa in 4 macro-aree: la rete di sensori, il sistema di trasmissione, il sistema di raccolta dati e —fondamentale— l’algoritmo di elaborazione creato ad hoc.

Il software di monitoraggio —anch’esso creato da Sensoworks— svolge poi in maniera completamente automatica e continua le azioni di monitoraggio facendo scattare un allarme qualora vengano oltrepassati i valori di soglia pre-impostati per ogni sensore collegato.

«Ed anche i parametri non-strutturali vengono tenuti in considerazione e diventano di fondamentale importanza per prevedere “nuove forze” che potrebbero non essere più compatibili con la struttura» conclude il ceo e co-fondatore di Sensoworks (www.sensoworks.com).

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