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LA STORIA. Kempes, il campione che non scese a compromessi

28 Gen 2018 | Nessun Commento | 896 Visite
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rsz_kempes1I campionati mondiali di calcio sono stati spesso caratterizzati da episodi strani di tipo sportivo e non passati alla storia spesso solo sussurrata.

Nel 1978 l’organizzazione dei mondiali era stata assegnata all’Argentina e le polemiche furono tantissime, infatti dal 1976 lo Stato Sud-Americano era governato da una chiacchieratissima Giunta militare di stampo fascista a seguito del colpo di Stato del 1976, come il Cile nel 1973, anche l’Argentina non aveva un solo leader ma un gruppo di Generali che governava con l’obiettivo principale di eliminare tutte le opposizioni, a capo di questa Giunta fu posto il Gen. Jorge Rafael Videla Redondo.

Molti Paesi europei denunciarono come assolutamente inopportuno far organizzare e svolgere la manifestazione in presenza di un regime dittatoriale che appariva essere anti-democratico ed illiberale.

Alcuni calciatori come Paul Breitner e Johan Cruyff dichiararono di non voler partecipare al mondiale, in realtà Cruyff ebbe motivi personali che lo indussero a non partecipare. Breitner subì la scelta della nazionale della Germania Ovest di non convocare calciatori tesserati presso altre Federazioni. Entrambi giocavano in Spagna sin dai tempi del franchismo, pertanto, la mancata partecipazione dovuta a motivazioni politiche appare ancor oggi alquanto pretestuosa.

Protagonista inatteso del mondiale fu il calciatore argentino Mario Alberto Kempes. Attaccante veloce e potente che aveva già partecipato appena ventenne ai campionati del 1974 nella Repubblica Federale di Germania, durante i quali l’Argentina eliminò l’Italia al primo turno.

Dal 1976 Kempes era tesserato in Spagna nel Valencia periodo che fu caratterizzato da tantissimi goals e per ben due volte fu capocantiere del Campionato Spagnolo, e vi rimase fino al 1981 allor quando decise di tornare a giocare in Argentina. Dopo un primo turno da protagonista ma senza alcuna goal all’attivo, Kempes nella seconda parte del Torneo diventò assoluto protagonista a suon di doppiette, compreso la finale con l’Olanda che la nazionale bianco-celeste rischiò di perdere negli ultimissimi minuti di gara quando Resembrink colpì un palo clamoroso a portiere battuto, il bravo Fillol.

I tempi regolamentari finirono in parità, al primo goal di Kempes pareggiò l’olandese Nanninga. Nei tempi supplementari, a sorpresa, gli argentini mostrarono più grinta e vinsero con un altro grande goal di Kempes e con Daniel Bertoni, che nel 1980 verrà a giocare in Italia nella Fiorentina prima, poi nel Napoli e nell’Udinese.

La doppietta nella finale e la vittoria della classica dei cannonieri con sei reti portò Kempes nell’Olimpo dei grandi protagonisti dei campionati mondiali di calcio.

A fine gara dopo la premiazione rifiutò clamorosamente di stringere la mano al Presidente Videla, dittatore della Repubblica d’Argentina. Pertanto, dopo tale gesto coraggioso, rimase fuori dalla nazionale argentina finché non finì la dittatura di Videla.

Tornò in nazionale nel 1981 e partecipò ai Campionati mondiali del 1982 in Spagna.

Successivamente, dichiarerà che non fu un gesto politico.

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