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La personale ‘Classico-agreste’ di Lino Sivilli al Castello Svevo di Sannicandro

19 Apr 2013 | Nessun Commento | 1.294 Visite
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lino sivilli

Venerdì 19 aprile alle ore 19.00 si inaugura negli spazi del Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari la mostra ‘Classico-agreste‘ di Lino Sivilli. All’inaugurazione, introdotta da Nicola Zito,  parteciperanno l’artista Lino Sivilli, il Vice Presidente della Provincia di Bari Nuccio Altieri, il sindaco del Comune di Sannicandro di Bari Vito Novielli e l’Assessore alla Cultura del Comune di Sannicandro di Bari Beppe Giannone.

Sostenuta dalla Provincia di Bari in collaborazione con il Comune di Sannicandro di Bari Regione Puglia, FAI, e Associazione Culturale Scalera, la mostra si sviluppa in tutti gli spazi del castello di Sannicandro di Bari in un percorso che lo attraversa, sviluppando un dialogo site specific fra la produzione dell’artista Sivilli e le atmosfere, la storia e la luce del maniero normanno svevo.

Oltre cinquanta opere in mostra, installazioni, sculture, tele e video, percorrono trent’anni di produzione dell’artista Lino Sivilli. Un viaggio al cui centro è il dialogo con il territorio e con la memoria, con l’arte antica e con la civiltà contadina, suggestioni che animano sin dall’origine la ricerca di Lino Sivilli.

Il lavoro di Lino Sivillli ruota da molti anni intorno alla nozione complessa di tempo. E’ il tempo che scandisce la vita e le stagioni, che fa arrugginire il ferro e invecchiare il bambino, è il tempo del lavoro e della meditazione, è la sonda psicoanalitica nel magazzino della memoria. Sullo sfondo è il conflitto tra cultura urbana e contadina, materializzata in innesti ibridi di organico e tecnologico. E’ l’artista che riunifica e concilia mondi diversi e lontani, con il potere trasfiguratore dei linguaggi, con il mistero della creazione, con le aperture esistenziali della dimensione estetica.

Passeggiando tra gli ulivi forte è la percezione della storia della nostra terra, palpabile la memoria che questi alberi secolari conservano di ciò che è stato, dell’intreccio di vita e lavoro, impresso nelle nodosità dei tronchi e nell’intrico dei rami fronzuti carichi di olive.
Capita anche, camminando all’ombra della loro maestosità, di cogliere la presenza di qualcos’altro, di un che di classico che si insinua nel paesaggio e lo pervade, compenetrandosi e dando vita a una sintesi che Lino Sivilli traduce nelle sue opere, frutto di un lavoro minuzioso di osservazione e trasposizione artistica che si sostanzia nei cicli qui presentati.

Queste due dimensioni storico-sociali s’intrecciano costantemente; nelle tele di cotone che sono servite per la raccolta delle olive, intessute artigianalmente nelle dimore degli stessi raccoglitori, sulle quali Sivilli traccia, con l’acrilico o con il bitume, simboli arcaici scovati a Porto Badisco e Serra d’Alto, o sagome di formiche, metafore dell’operosità contadina; nei calchi di statue classiche, simulacri dei fasti del passato, ingabbiate o libere di interagire con l’ambiente; nelle tracce tangibili della realtà agreste eternate in reliquari e teche; nelle basi di lancio, sfolgoranti di luce solare riflessa; nella fisionomia ieratica del “dormiente”, simbolo dello spirito dell’artista, teso verso un’identità spirituale ed emozionale da sempre contraddistinta dal connubio tra la cultura artistica e quella contadina.

Una ricerca che parte da lontano, spinta dalla volontà di porre un argine al “disumanizzante processo” involutivo messo in atto dalla società moderna, che passa sopra e oltre la Storia e le storie degli uomini, e che oggi si vena di una rinnovata fiducia nel futuro, da creare nel presente attingendo a piene mani dal passato, dal classico e dall’agreste, un binomio che dobbiamo cercare, giorno dopo giorno, tra gli ulivi.

LINO SIVILLI
Nasce a Bitetto il 6 Dicembre del 1942, una cittadina circondata da ulivi situata a nord-ovest di Bari. Il suo primo maestro come lui ama precisare è stato Lillum de Barulo, l’autore dei bassorilievi del portale della cattedrale romanica di Bitetto.
Effettua gli studi artistici a Bari e Roma,(Istituto d’Arte e Accademia di Belle Arti) città in cui mostra i suoi primi lavori.
Dal 1970 Insegna Anatomia Artistica presso il Liceo Artistico di Bari mentre continua la sua attività con mostre in diverse gallerie d’arte italiane ed estere, tra cui: Torino, Roma, Genova, Basilea, Dublino,Marsiglia, Nizza, Beverly Hills, San Paolo del Brasile, New York,
Effettua viaggi di studio in Europa e negli U.S.A.
Nel 1993 in Brasile a Caraguatatuba nello stato di San Paolo, realizza un murales di m. 24X7. Nel 1996 nella collettiva “pensare la città” coordinata da Anna Delia e Maria Vinella, realizza un filmato che documenta la chiusura del museo archeologico dall’inizio degli anni 80.
In questi anni, il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali lo nomina Ispettore Onorario per la tutela per i beni ambientali e artistici.
Negli anni 96 e 97 è direttore artistico presso una fabbrica TELCOM a Ostuni BR. che produce oggetti in polietilene. In questo periodo curerà anche la produzione delle statue della serie “Museum”
Nel 2000 gli viene assegnato il primo premio nazionale alla II triennale nazionale d’Arte Sacra, bandito dall’Archidiocesi di Lecce, a cura di Toti Carpentieri.
Nel 2005, è negli Stati Uniti, per una mostra intitolata: “Persistenze storiche al centro del Mediterraneo”presso la New York University.
Nel 2011partecipa alla Biennale di Venezia per il 150° dell’Unità d’Italia.
Oltre che nel campo della pittura e della scultura, la sua attività lo vede attivo nel campo della scenografia, del designer e come ideatore di eventi culturali.

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