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         Direttore responsabile: Michele Traversa
La barca propria….finalmente

18 Giu 2009 | Nessun Commento | 2.374 Visite
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barca velaLa migliore barca è quella dell’amico… E’ un modo di dire che è possibile sentire bazzicando i pontili, niente spese di rimessaggio, costi di manutenzione, danni imprevedibili, corse improvvise quando il tempo peggiora e bisogna controllare
gli ormeggi e chi più ne ha… Quando si ha voglia di andare a vela, basta farsi una passeggiata in darsena e un “imbarco” lo si trova di certo, senza impegni e stress, specialmente se si è frequentato un corso di vela o se si è iscritti ad un’associazione velica con la quale hai fatto i tuoi primi passi in questo mondo.

Può invece accadere che proprio questo “impegno”, questa voglia di misurarti con te stesso ti porti a pensare e poi ad attuare il progetto di acquistare una barca tutta tua, da gestire, curare, comandare, modificare come più ti
aggrada e con la quale cercare di fare il grande salto; di passare cioè da semplice “skipper della domenica“, prodiere di riserva o randista di fiducia a comandante unico di un mezzo che dipende in tutto e per tutto dalle tue decisioni. Inizi quindi a cercare l’occasione, la barca delle giuste dimensioni, del giusto prezzo, la barca che ti attira e che tu pensi possa aiutarti a crescere.

Logicamente ti sarà di aiuto il consiglio di qualche amico esperto che saprà accompagnarti nella scelta, nel controllo del mezzo (stiamo parlando chiaramente di una barca usata), dei vari punti di stress del natante che lui ti insegnerà a controllare per valutarne la condizione. Evidentemente la possibilità di prendere un fiasco esiste, una barca che sembra facile ma che risulta ingestibile, parti fisiche della stessa che vengono meno al primo sforzo ecc. ma questi sono i rischi di qualsiasi acquisto sull’usato, siano esse barche piuttosto che moto o automobili.
La sensazione che si prova una volta diventato proprietario, anzi “armatore” di un natante a vela è senz’altro unica. Una volta a bordo le modifiche, gli aggiusti, gli adattamenti al tuo stile si moltiplicano, senti quindi la necessità
di far diventare veramente “tua” la barca, di dargli per così dire la tua impronta. Le prime volte esci in compagnia, per fare pratica, per imparare i segreti del mezzo, per scoprirne inghippi e punti di forza, per imparare come muoverti,
dove appoggiarti, per saggiare le manovre più importanti, gli atteggiamenti unici che ogni barca ha.

La verità è che non vedi l’ora di sentirti pronto per la tua prima uscita in solitario; calcoli e provi i movimenti di virata e strambata da solo, come ormeggiare “saltando” da prua a poppa nel minor tempo possibile, studi “dove” piazzare il mezzo marinaio e qualche cima d’emergenza a portata di mano, ricordi i vari consigli avuti dagli amici, dall’avere sempre in pozzetto un coltello affilato, al coprire gli attacchi delle sartie sul ponte con materiale morbido per evitare dolorosi contatti nei veloci spostamenti per liberare una scotta incattivita o per ritirare un parabordo e via dicendo… E’ solo con questa esperienza che si può capire se la vela sarà una parentesi della tua vita o se invece prenderà ad essere “parte” della tua vita, la barca può diventare un grattacapo o un angolo unico in cui passare ore della settimana semplicemente a “manutenere” o a leggere o a fare quattro chiacchiere con gli amici velisti commentando l’ultima uscita in mare o preparando la successiva.
Fino poi ad organizzare le vacanze stesse in barca, le crociere, dapprima costeggiando la tua terra, fino ad affrontare, magari in flottiglia, le traversate fino in Croazia o nelle splendide infinite isole greche o per chi vive sul
Tirreno, le isole dell’arcipelago toscano, fino alla Corsica e alla mitica Sardegna. Punto di arrivo di questa avventura è poter essere un giorno il felice proprietario di un bel 36 piedi o più con il quale poter affrontare in comodità e sicurezza vacanze sempre uniche nel Mediterraneo, in compagnia della famiglia e magari di amici diventando “campeggiatori del mare” sempre a caccia di isolotti sconosciuti e porticcioli caratteristici da gustare in perfetta autonomia, senza disdegnare i weekend e i ponti festivi in località più vicine ma non per questo meno affascinanti.

IL CONSIGLIO

Come per qualsiasi acquisto dell’usato è da preferire un mezzo che si conosce o di cui si conosca il proprietario, la vita ed eventualmente le varie modifiche che il mezzo stesso ha subito. Importante poi è il controllo dello scafo, della chiglia; è consuetudine concludere il passaggio tra i due proprietari con la barca in cantiere, in secco per poter
verificare la presenza di eventuali segni di “osmosi” o lesioni nella vetroresina.

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