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Città “Smart” e ricerca visuale. L’Italia che innova al Cebit di Hannover

12 Mar 2014 | Nessun Commento | 855 Visite
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CEBIT
Sistemi per città e case ‘smart’, motori di ricerca semantici e visuali, piattaforme per costruire ‘app’ un pezzo alla volta, per migliorare il proprio inglese o per rafforzare la comunicazione medico-paziente. Così si declina la presenza italiana al CeBIT, la maggiore fiera mondiale dedicata all’industria delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict) in corso ad Hannover fino a venerdì.

E’ l’edizione più giovane di sempre con oltre 300 start up arrivate da tutta Europa, numero da primato per la fiera. L’Italia non sfigura e porta la sua ventata d’aria fresca con tante giovani imprese – diverse ospiti nello stand dell’Ice – fra le circa 60 aziende presenti alla kermesse.

I progetti spaziano dalla logistica all’educazione. In primis c’è l’Internet delle cose, con elettrodomestici, auto, apparecchiature e dispositivi mobili sempre più connessi alla rete e fra loro. Come le soluzioni messe a punto da Alleantia per ottimizzare i processi aziendali o la piattaforma messa a punto da Paraimpu, start up sarda, che consente di controllare con un “tweet” l’illuminazione al T-Hotel di Cagliari. Smart-I ha ideato un “occhio intelligente” che permette un’illuminazione su misura di tratti stradali o di grossi impianti industriali che varia d’intensità in base alle condizioni meteo, alla quantità di traffico o ad eventi particolari. Il sistema, che vanta Enel come partner, è già attivo all’Aquila, al Tecnopolo tiburtino di Roma e a Bracciano.

Presente al CeBit anche la romana Tnotice che dal 6 marzo è diventata operatore postale europeo per la raccomandata elettronica che va oltre la Pec e che da questo fine mese ogni cittadino europeo potrà utilizzare. Si occupa invece di tecnologie di riconoscimento gestuale Captiks, start up nata in seno all’Università di Tor Vergata, che ha portato al CeBit un sistema che identifica i movimenti fisici di una persona, con applicazioni per la medicina del lavoro e dello sport.

Riconoscimento semantico e visuale sono altre due frontiere nella gestione dei ‘Big Datà. La bolognese Nemoris ha prodotto un programma per la selezione di curricula in grado di effettuare ricerche avanzate anche nel contesto. Specializzata nei ‘motori di ricercà visuali, la pisana Visual Engines, ‘spin off’ del CNR, ha sviluppato tecnologie per il riconoscimento di contenuti nelle immagini su grandi archivi come quelli di un di un museo, di un giornale, di un’agenzia stampa o anche privati.

Pizero Design, da Lucca, ha presentato la sua “App semplice”, che aiuta le aziende a creare app mobili su misura, mentre Rooshu sta sperimentando un sito web, al momento in due scuole pugliesi, per migliorare la comprensione dell’inglese. La toscana Effective Knowledge propone una piattaforma collaborativa per aziende per la distribuzione di contenuti da usare in ambito di formazione interna, mentre dalla Biocare di Pisa, spin off della Scuola Superiore Sant’Anna, arriva “Dr Drin”, piattaforma web e mobile che informa e aggiorna il paziente sulla somministrazione dei farmaci (il database è curato da Farmadati Italia).

Al Cebit è presente infine anche la Regione Puglia con uno stand a sè, per presentare ben 11 imprese locali. Fra queste Armadillo Lab, start up madre di un sistema di domotica ‘su misurà per gestire tramite smartphone la casa ‘intelligentè. Un sistema che punta ad andare sul mercato in estate dopo una campagna di ‘crowdfunding’.

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